venerdì 4 settembre 2015

Non ci sono gomme, nella vita - Recensione di 'L'ultima volta che ti ho detto addio' di Cynthia Hand


Buongiorno lettori accaniti e bentornati su Sfogliando la vita!
Le vacanze sono appena terminate, e il blog mi era molto mancato. Ho tantissime letture di cui parlarvi e non voglio lasciar passare altro tempo.
Oggi vi parlo di una lettura che ho affrontato alla fine di Luglio, nella casa al mare, e che con una semplicità è riuscita colpirmi e addirittura a commuovermi. Ringrazio la Harlequin Mondadori (sempre gentilissima) che me ne ha inviato una copia.
Qui potete trovare un frammento davvero bello del romanzo.

Ma ora, bando alle ciance e iniziamo subito a parlarne!


#32




Improvvisamente penso: non lo rivedrò mai più.
Questo pensiero riapre la voragine nel mio petto; mi capita ogni due-tre giorni, fin dal giorno del funerale. E' come se mi si aprisse un'enorme cavità fra la terza e la quarta costola sul lato sinistro, uno spazio vuoto che rivela il sedile di vinile dell'autobus dietro le mie scapole. Fa male, e tutto il mio corpo si irrigidisce per il dolore, si gela nei polmoni. Quando mi succede mi sento come se stessi per morire, come se stessi morendo. Poi all'improvviso come si è aperto, il vuoto si riempie di nuovo e riesco a respirare. Provo a deglutire ma la mia bocca è completamente secca.
Il vuoto è Ty, penso.
Il vuoto è qualcosa come il lutto.


Il senso di colpa è un sentimento impietosamente legato alla morte. Chi resta, chi può ancora respirare, muovere le mani, ballare, amare, chi può ancora sorridere e guardare il cielo enorme e pieno di stelle, sente che quelle stelle non le merita tutte per sè. Ce ne sarebbero state abbastanza anche per il suo sguardo. Chi è vivo percepisce la sua fortuna di essere al mondo come non l'ha mai percepita, e in egual modo guarda salire vorticosamente la sfortuna altrui.
Se a morire, poi, è un ragazzo di 17 anni e tu sei la sua sorella maggiore (di soli 20 anni), il nodo che stringe morte e senso di colpa diviene enorme e intricato.
Soffocante, gigante da coprirti la vista, finchè non riesci più a vedere la strada che ti resta da percorrere.

Lexie è una ragazza intelligente e particolare, ama la sua vita e la sua famiglia. Ha una mente matematica, abituata a calcoli e razionalità. Ecco perchè non riesce a spiegarsi il fatto che il suo fratellino si sia tolto la vita. Un gesto d'istinto, di disperazione, che non rientra nei confini del suo ragionamento logico. In più, da qualche tempo, è come se lo sentisse presente accanto a lei, nei posti in cui lo vedeva quando era vivo. 
Lexie non può credere in fantasmi e apparizioni, niente di tutto ciò può essere reale. Così si affida al consiglio del suo psicoterapeuta, che le suggerisce di scrivere tutto ciò che sente e che prova. Uno sfogo, un modo per buttare fuori ciò che sta trattenendo dentro di sé.

Questo romanzo ha saputo conquistarmi senza fronzoli, ma con una prosa semplice e giovane, con piccoli tocchi di poesia. Ad un primo sguardo potrebbe risultare una scrittura 'adolescenziale', ma ha i suoi momenti di originalità e di profondità.
Non si tratta di uno young adult convenzionale, ma di un' opera che vuole offrire al lettore riflessioni sulla vita e sulla morte, sullo scorrere del tempo, sulla perdita di una persona cara e sul superamento del lutto.
Il tema dei suicidio è trattato con relativo rispetto (anche se SPOILER: il suicidio di Patrick è alquanto improbabile, e l'idea della catena di suicidi tende a banalizzare leggermente la tematica).
Sul finale (in cui scopriamo il motivo per cui Lexie si sente in parte responsabile della morte di Ty) mi sono davvero commossa, e ho capito che ero riuscita ad entrare in contatto con la protagonista, a sentire una parte del peso enorme che portava sul petto, il macigno che le impediva di guardare al suo futuro senza più voltarsi. Il peso che le impediva di perdonare se stessa.

E' vero, come dice Lexie, che nella vita non tracciamo mai le nostre azioni, i nostri percorsi a matita. Non possediamo penne cancellabili o gomme che ci permettano di eliminare errori o disastrosi imprevisti. Il rimpianto ed il rimorso sono sentimenti che formano una porzione ineluttabile del nostro 'pacchetto vita'.
Una cosa, però, possiamo farla.
Continuare a scrivere, sempre, senza fermarci, senza cercare di scarabocchiare per coprire e nascondere i nostri passi falsi. No. Dobbiamo cercare un'inchiostro luminoso che renda visibile ogni nostro gesto e ogni nostro pensiero. 
E quella luce, quella trasparenza, potrà ricordarci che le stelle brillano tutte per noi, ma che noi non siamo gli unici a guardarle.  Il senso di colpa non è altro che egoismo, è concentrare il proprio pensiero su se stessi, senza riuscire a vedere il dolore degli altri. 
Magari Ty, e tutte le persone che non ci sono più (anche quelle che hanno scelto di non esserci) avranno sempre una prospettiva privilegiata per ammirare quelle stesse stelle.
Come faccio a saperlo? Bè, l'universo è così bello e misterioso, meglio lasciargli i suoi enigmi.

PICCOLO SUGGERIMENTO PER LA LETTURA: Leggete la nota dell'autrice, ma fatelo soltanto alla fine.


" (...) da bambini mamma e papà ci hanno portato in una zona del Parco Nazionale Forestale del Nebraska dove ci sono moltissimi alberi alti, un lago e un campeggio. Abbiamo dormito in tenda: io e Ty in una, i nostri genitori nell'altra.Non mi ricordo quanti anni avevamo, ma eravamo piccoli, credo, abbastanza piccoli da considerare la nostra personale tenda , solo per noi due, come la più grande delle avventure.Siamo stati svegli metà della notte a bisbigliare, a fare le ombre cinesi con le nostre torce, a guardare le forme scure dei rami che si agitavano sopra di noi attraverso il tessuto garzato in cima alla tenda, a immaginare le stelle."

Voto:

Lettura interessante ed emozionante


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Voi avete letto questo romanzo? Cosa ne pensate?
Fatemi sapere tutto nei commenti.
Buona vita e buone letture


6 commenti:

  1. Bentornata Fede carissima!!!
    Mi mancavano i tuoi pensieri! Questo libro mi attira parecchio, la tematica del suicidio l'ho purtroppo vissuta molto da vicino, e per ben due volte, e so benissimo quanti pensieri e tormenti si porta appresso!! Sicuramente lo leggerò, grazie di averne parlato, sembra mandare un messaggio molto positivo!

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    1. Ciaooo *.*
      Anche tu mi sei mancata! Devo fare un salto nel tuo spazio, ma non ho tempo nemmeno per respirare in questo periodo :(
      Te lo consiglio caldamente. Intendiamoci, non è un capolavoro, ma io l'ho apprezzato parecchio.
      Un bacino :*

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  2. Bella recensione :) Della Hand ho letto già un altro libro in lingua, Unearthly, e l'ho amato. Questo libro mi ispira molto, ma ho letto dei pareri abbastanza contrastanti quindi sono ancora indecisa xD

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    1. Spero che portino altri suoi libri in Italia, perchè la sua scrittura mi piace. E' semplice ma incisiva. In alcune parti mi ricorda John Green. Guarda, io te lo consiglio, perchè lascia una sensazione profonda, e non è banale..
      Fammi sapere poi se lo leggi :)

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  3. bella recensione e molto interessanti le riflessioni scaturite da questa lettura, prendo nota! :*

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