lunedì 1 giugno 2015

Ti consiglio un libro #2 - Prima e dopo di noi


Salve lettori e bentornati su Sfogliando la vita.
Oggi ritorno a scrivere dopo parecchio tempo per parlarvi di un romanzo formidabile, uno di quelli che segna inevitabilmente il percorso del lettore che vi si imbatte.
Devo ringraziare per la seconda volta Benedetta, del canale philosophia2014, che in occasione della nostra collaborazione mensile mi ha consigliato questo meraviglioso libro: Io prima di te di Jojo Moyes.
Il suo canale diventa più ricco ed interessante ogni giorno che passa, e sentirla discorrere dei libri che ama è ipnotizzante.
Ecco come ha espresso i motivi del suo consiglio:

 "Quando ho letto per la prima volta "Io prima di te" non avevo idea a cosa andassi incontro. Immaginavo si trattasse di una storia d'amore e come sempre la prima ad attrarmi in libreria non fu la trama , ma la cover (che personalmente trovo delicata e malinconica) e la prima pagina del libro. I libri di solito li scelgo così, non mi piace leggere la trama perchè mi racconta sempre qualcosa che non voglio sapere, mi piace invece leggere la prima pagina perchè ha il potere di trascinarmi all'interno del romanzo ancora prima che io possa acquistarlo. Ti ho consigliato questo romanzo perchè per quanto triste e devastante sia, credo racchiuda al suo interno un messaggio di speranza. Jojo Moyes ci racconta l'amore. Non ci illude, non rende semplice la conoscenza tra i due protagonisti, ma apre una sorta di spiraglio alla vita. Come sempre quando si hanno due caratteri diversi e si vivono vite completamente distanti dalla propria prospettiva( come nel cao di Lou e Will) non ci si apprezza subito. Ecco, Jojo Moyes è riuscita a raccontarci di come non si incastrino a perfezione di colpo i cuori, di come vi siano degli ostacoli da superare, delle paure o semplicemente di quanto sia difficile mettersi a nudo. Questa non è una semplice storia d'amore è l'amore incondizionato che ti salva dalla paura, è la forza di combattere se stessi lottando contro delle soffocanti barriere invisibili, ma claustrofobiche. E' uscire allo scoperto, annusare l'aria per la prima volta e cogliere il profumo dei fiori , è riuscire a vivere a pieno la vita e rinunciare a chi in qualche modo ti ha salvato in nome di quello stesso amore. Questa scrittrice con le sue parole ci racconta una storia d'amore, di forza, di coraggio , di quello stesso coraggio che ti mette nella giusta posizione per superare ogni debolezza. Ho adorato questo libro e lo consiglio a chiunque abbia bisogno di leggere una storia d'amore, di speranza e di coraggio, perchè è vero: l'amore può tutto e Jojo Moyes con questa storia  lo dimostra."

Per scoprire cosa ho deciso invece di consigliarle io, per questo mese di Maggio, correte sul suo canale (mi raccomando!).

Ma ora parliamo di...


 
 #29




Il lato  peggiore del lavoro di assistente domiciliare non è quello che potreste pensare. Non è sollevare e lavare la persona che vi è stata affidata, non sono le medicine o le medicazioni, né il leggero ma persistente odore di disinfettante. Non è neppure il fatto che la maggior parte delle persone dia per scontato che lo facciate solo perchè non siete abbastanza in gamba per fare qualcos'altro. E' il fatto che, quando passate tutto il giorno a stretto contatto con qualcuno, non potete evitare di essere influenzati dal suo umore.


La copertina aiuta, quasi sempre. Tenera ed evocativa, in questo caso. Aiuta il tuo umore a connetterti positivamente con la storia che stai per leggere.
E poi, quel titolo che , appena letto, lascia una lieve traccia di dubbio. Pensi all'egoismo, all'indipendenza. "Io (vengo) prima di te".
Ma il bello dei libri, è risaputo, non risiede nei titoli nè nelle copertine, ma nelle storie che desiderano raccontarci, nei messaggi che vogliono inviarci.
E questa storia, fresca, tenace e profonda, vuole dirci in realtà: "Cosa ero io prima di te? Stavo vivendo o solo passeggiando svogliatamente per la vita?"
Perchè esiste sempre un prima e un dopo. E' così che gira il mondo.
Un prima del bacio, e un dopo.
Un prima dell'esame, e un dopo.
Un prima dell'estate, e un dopo.
Un prima del dolore, e un dopo.
Un prima dell'incidente, e un dopo.

Lou e Will hanno entrambi vissuto un prima di un incidente, e un dopo. Con conseguenza diverse, s'intende, ma il loro destino appare ad un attento osservatore più simile di quanto sembri.
Louise è una ragazza semplice, così vicina al mio modo di essere che mi ha fatto sentire immediatamente coinvolta. Vive un'esistenza fatta di piccole cose ed è intrappolata in una storia senza più passioni, e in una casa dove ormai è indesiderata. La sua vita si è bloccata, ha messo il freno a mano e sembra non voler mai più ripartire. Nel corso del romanzo crescerà davanti ai nostri occhi, diverrà una donna intraprendente e piena zeppa di vita inespressa.
Will Traynor è anche lui bloccato, in tutti i sensi. Dopo un terribile incidente è ormai imprigionato su di una sedia a rotelle, affetto da tetraplegia. E' fermo, in uno stato ormai di perenne depressione, di perenne guardarsi alle spalle per ricordare l'uomo che è stato e che ora non potrà più essere.
Ma si sa, l'immobilità, dopo un po', porta sempre ad un (anche se lieve) movimento.
Così Louise, dopo aver perso il lavoro, viene assunta per sei mesi come assistente domiciliare di Will.
All'inizio il loro è uno scontro frontale. Will è chiuso e scostante, e non permette a Lou di aiutarlo.

"In quelle prime due settimane, ebbi modo di osservare  Will Traynor da vicino, Notai che sembrava determinato a non somigliare neanche lontanamente all'uomo che era stato: si era lasciato crescere i capelli castano chiaro in un cespuglio informe, e una barbetta ispida gli si insinuava sulla mascella. I suoi occhi grigi portavano i segni dello sfinimento o di un costante malessere. Avevano l'aria vuota di chi era sempre un po' distaccato dal mondo che lo circondava. A volte mi chiedevo se fosse un meccanismo di difesa, se per lui l'unico modo di affrontare la vita fosse fingere che tutto questo stesse capitando a qualcun'altro."

Al centro di questa storia c'è un incontro. Uno di quei tanti inciampi di un essere umano nell'altro, sguardi a cui potremmo non fare caso mentre passeggiamo, ma che potrebbero cambiare radicalmente la nostra vita. 
A partire da questo incontro, JoJo Moyes costruisce una vicenda commuovente e profonda, ma priva di qualsivoglia pietismo. Riesce a cucire, con una prosa scorrevole e coinvolgente, un telaio ricco di sentimenti genuini, tanti colori cupi e vivaci insieme con al centro esatto un buco nero. Il dilemma morale. Una riflessione etica e complicatissima, attorno alla quale ruota questa storia.
Un tema dolorosa, curato però con il massimo rispetto, delineato attraverso una scrittura dolce, a tratti persino ironica, mai falsa o forzatamente drammatica. Non cerca mai di aggiungere zucchero al caffè amaro, censurando elementi troppo crudi o dolorosi, ma semplicemente narra la vicenda attraverso lo sguardo attento, ma a tratti anche speranzoso, di Louisa.
Vicino ai due protagonisti, volti che si scolpiscono nel cuore di chi legge, la Moyes è riuscita a creare dei personaggi secondari incredibilmente veri, dalle personalità originali e palpabili.
La lettura procede tra momenti di lacrime e momenti di brividi, momenti di sorrisi e momenti di paura. Emozioni allo stato puro.
Il sentirsi così autenticamente vicini di Lou e Will mi ha profondamente coinvolta, e mi ha fatto riflettere a lungo sulla potenza dell'amore.

Un amore decisamente fuori dal comune, dove tra guizzi di sofferenza e rinnovate consapevolezze, si riesce a scorgere un sentimento puro e infinito, senza addobbi o guarnizioni inutili, ma fatto di gesti e cure quotidiane. Di reale interesse per la felicità dell'altro.
In questo toccante romanzo ho visto rappresentata la duplice sfumatura dell'esistenza: oscura ma con tracce visibili di luce, luminosa però macchiata da punte di buio intenso.
Pur essendo, infatti, una storia dolorosissima, difficile e triste, riesce a riempire il cuore di qualcosa che sembra realmente speranza.
E capisco che, l'unione tra due esseri umani, per quanto così diversi l'uno dall'altra, può generare scintille invisibili, magari non immediatamente percepibili a occhio nudo, ma che possono propagarsi nel tempo e ricomparire al momento adatto. In questo mondo confuso, una di quelle scintille può farci trovare la strada da percorrere.

Un romanzo insomma che è una micro-bomba. Innesca una cascata di riflessioni sulla vita, sull'amore, sulla malattia, sulle nostre potenzialità e desideri. Ma una domanda infine continua a petularmi, senza che io possa sedarla con una qualsiasi risposta.
L'amore più grande può scalfire la sofferenza di una condizione?


Poi il maestro abbassò la bacchetta e d'un tratto ogni cosa divenne suono puro. Percepivo la musica come una sensazione fisica: non solo m i penetrava nelle orecchie, ma fluiva dentro di me, facendo vibrare i miei sensi (...). E portò la mia immaginazione in una direzione inaspettata; mentre stavo seduta là, mi ritrovai a pensare a cose cui non pensavo da anni. Antiche emozioni mi attraversarono, nuovi pensieri e nuove idee scaturirono dal profondo, come se la mia stessa percezione si fosse dilatata. Era quasi troppo per me ma non volevo che finisse. Volevo restare così per sempre. Sbirciai Will. Era estasiato, come se all'improvviso si fosse lasciato andare. Mi voltai, inaspettatamente timorosa di guardarlo. Avevo paura di ciò che poteva sentire, la gravità della sua perdita, la portata delle sue paure. Fino a quel momento l'esistenza di Will Traynor era stata di gran lunga più ricca di esperienze della mia. Chi ero io per dirgli come doveva desiderare di viverla?


Voto:

Molto bello
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E voi? Cosa ne pensate di questo romanzo?
Fatemi sapere tutto nei commenti!

Buona vita e buona lettura.