domenica 12 aprile 2015

Basta un balzo per fare un miracolo - Recensione de 'Il posto dei miracoli' di Grace McCleen


Buonasera lettori, buona domenica e bentornati su Sfogliando la vita.
Quella che sto per scrivere è una recensione alla quale tengo moltissimo. Vi parlo del romanzo che ho terminato circa due settimane fa, di notte, avvolta dal piumone e con le lacrime agli occhi.
Quando un libro riesce a conquistarmi profondamente, mi risulta sempre difficile parlarne seguendo un filo che sembri logico (-_-) e trasmettere tutto ciò che ho provato leggendo. Non ci riuscirò mai.
Proverò, quantomeno, a convincervi a comprarlo e leggerlo. Non ve ne pentirete.

#25





Io la conosco la fede. Il mondo nella mia camera è fatto per fede. Per fede ho cucito le nuvole. Per fede ho ritagliato la luna e le stelle. Con fede ho incollato tutto assieme e gli ho dato vita. Questo perché la fede è come l'immaginazione. Vede qualcosa dove non c'è niente, fa un balzo e, a un tratto, stai volando.

Non sarebbe meraviglioso vivere così?  Sapendo, o anche solo sperando, che dietro l'angolo ci sia sempre una possibilità? 
Judith, la bimba di soli dieci anni protagonista di questa storia, vive in un mondo meraviglioso, almeno quando è nella sua camera. Ha raccolto gli scarti del mondo, pezzi di realtà che non servono più a nessuno, rifiuti di ogni sorta che passando dalle sue mani e con un briciolo di fantasia riescono a diventare case, persone, fabbriche, strade e muretti. Il suo hobby è proprio questo: dare una nuova vita ad oggetti inutili che altrimenti nessuno avrebbe mai considerato (che si senta anche lei come uno di quei rifiuti solitari al bordo dei marciapiedi?).
Ed è così che Judith si è ricavata il suo posticino nel mondo, una miniatura della città in cui vive, dei posti in cui passeggia,  da poter sempre tenere sotto controllo. A dieci anni, dopotutto, il  mondo è un po' come lo vuoi tu. Ti sembra piccolo e intimo, quasi la tua casa. E Judith vorrebbe gestire con piccoli tocchi tutto ciò che la circonda. Sarebbe un sogno, o un miracolo.
La mano che in copertina tiene i fili di stelle e lune di carta è proprio la sua,  una manina che cerca di rattoppare i buchi di una realtà a cui sembra mancare qualcosa.

I miracoli non devono per forza essere grossi, e possono succedere nei luoghi più improbabili. A volte sono così piccoli che la gente non se ne accorge. A volte i miracoli sono timidi. Ti sfiorano una manica, ti si posano sulle ciglia. Aspettano che tu te ne accorga, poi si sciolgono.

Inizia subito però, la nostra Judith, a sperimentare l'inospitalità e la cattiveria gratuita di un universo inzuppato di solitudine e pregiudizi. Troppo, davvero troppo per un cuoricino dalle pareti sottili e sensibili come il suo. Lei desidera soltanto uno sguardo compiaciuto del padre o un segno di apprezzamento da parte della maestra.
E' un'anima sognatrice e buona la sua. Fa tenerezza e stupisce con la sua intelligenza acuta, le sue domande mai banali e la sua voglia di aggiustare la sua e le vite degli altri.
Judith vive sola con il padre, un uomo inaridito e con il cuore ghiacciato dal freddo improvviso della morte. La morte è quella di sua moglie, nonchè madre della piccola protagonista, che si spegne subito dopo il parto, lasciando la sua creatura tra le braccia del padre, e un'aria pesante e insostenibile per tutta la casa. L'aria pesante dell'assenza ingiustificata e senza senso.
La testa di Judith è affollata da paroloni pregni di significato (indicati appositamente con lettere maiuscole, come se si trattasse di scimmiottamenti di vocaboli sentiti da altri) e da dogmi  che ha imparato da suo padre.
Lui è un 'Fratello' di una setta cattolica molto chiusa (d'altronde quale setta è aperta?) che obbliga i suoi membri al proselitismo porta a porta per annunciare l'Armageddon. Solo i seguaci della setta si salveranno e potranno continuare a vivere in un posto magnifico chiamato 'Terra dell'Adornamento'. 
Ma Judith è troppo curiosa per poter essere indottrinata e gestita come un cagnolino al guinzaglio. Chi si fa troppe domande non può fare parte di una setta religiosa. Può credere, può avere fede. Ma sarà una fede autentica, costellata da mille dubbi e incertezze. 
E il dubbio, si sa, è una caratteristica del cuore umano. Dio ama i dubbi.

Secondo me la gente non crede nelle cose perchè ha paura. Credere in una cosa significa potersi sbagliare e se ti sbagli puoi farti male.

Ovviamente per la piccola Judith non è facile vivere tra le continue prese in giro dei compagni di scuola, il suo desiderio di essere come tutti e la sua intensa volontà di compiacere il padre.
Da quando la mamma se n'è andata, infatti, lui non le ha più fatto un vero sorriso, non la tocca mai e le parla pochissimo. E' severo e non la prende mai in considerazione. Crede che sia solo una bambina con la testa tra le nuvole. Non sa e non potrebbe sapere, dunque, che sua figlia subisce atti di pesante bullismo da molto tempo e che si rifugia nel suo spazio magico solo per tentare di fuggire da una realtà che le crea esclusivamente dolore. 
Il sangue poetico e creativo che le scorre nelle vene, però, la salva. E' la fantasia e l'immaginazione la sua isola felice, il suo porto sicuro e confortevole. Così un giorno Judith fa un balzo. Un balzo di fede. Chiede a Dio di far nevicare, in modo che lei non possa arrivare a scuola e subire altri feroci attacchi dal compagno che la odia di più. E Dio le risponde. Da quel momento in poi la voce di Dio albergherà nella sua testa, sarà coscienza e amico immaginario. Sarà il nucleo dei disagi psichici, dei sensi di colpa e della paura che le alberga nel cuore.
Quella sera Judith spargerà tanta finta neve nel regno in miniatura della sua camera e la mattina dopo, al suo risveglio, anche il mondo fuori sarà tutto imbiancato.
Un miracolo!



Poter guardare una problematica enorme, una situazione complessa come questa, con gli occhi di un bambino è sempre una meravigliosa esperienza letteraria. Se possibile, tutto appare ancora più doloroso e traumatico, però aiuta a cogliere i lati semplici del problema, le sfumature pastello della coltre scura che vi si crea attorno.
Ero stupita di come Grace McCleen fosse riuscita a tratteggiare in maniera delicata ma struggente questa storia, finchè non ho saputo che la stessa autrice è cresciuta in una setta cristiana fondamentalista del Galles.
E allora ho immaginato i suoi ricordi e la sofferenza che probabilmente da bambina le riempiva cuore e polmoni, ho immaginato tutto questo grumo nero e dinamico risalirgli nelle mani e cadere poi attraverso la penna sul foglio bianco davanti a lei trasformandosi in questa prosa allo stesso tempo essenziale e profonda, che riflette limpidamente il suo vissuto difficile.
E Judith, come forse la piccola Grace, esorcizza la sofferenza con il fascino dell'immaginario, piantando le sue pene quotidiane come fossero semini nella sua terra inventata, dove può far accadere tutto ciò che vuole. Come Dio, Judith, crea e si sente incredibilmente responsabile di ogni evento che si verifica nel mondo fuori. Si tratta forse di una neonata consapevolezza? O di un germe inconscio di senso di colpa?
Nel profondo, questa creatura dalla soave sensibilità, conosce il motivo del dispiacere del padre e dunque si sente caricata del compito "divino" di far accadere qualcosa di bello?

Sono tante le domande che percorrono queste pagine, e poche le risposte.
E' giusto, o anche solo umano, che una bambina di dieci anni viva in una setta che si separa completamente dal mondo? Che cresca pensando ad una Terra Promessa dove potrà rivedere sua madre, dove potrà vivere circondata solo dai 'giusti'? Che interagisca con un padre che si è dimenticato dell'esistenza della bellezza?
Si può davvero trovare, in questo lago malvagio, qualcosa per cui valga la pena lottare? Un posto dei miracoli? Un luogo, cioè, dove le cose buone accadono ancora?
Con un finale lirico, di speranza e affetto, che è riuscito a commuovermi intimamente, questo romanzo si chiude. In tutto il  tempo della lettura mi è sembrato di vivere nella cameretta di Judith, di sentire la sua voce indimenticabile.
Questo libro, sorprendente e dalla bellezza inattesa, ha riempito di intensità alcune mie notti. Il messaggio che custodisce è universale, e riesce a portare il concetto di fede a qualcosa che non ha niente a che vedere con la religione, ma riguarda la vita di tutti noi. Quella quotidiana, quella degli ostacoli. La fede in noi stessi, in ciò che siamo davvero e in ciò che vogliamo. La fede nelle possibilità della vita.

'Il posto dei miracoli' si è rivelato un condensato di tutto ciò che amo della letteratura: è come raccogliere della sabbia in un pugno e, quando apri la mano, trovarci dentro tre conchiglie azzurre. E' come, poi, prenderne una, la più grande, portarla lentamente vicino all'orecchio e sentire un sussurro.
Un voce che intona una melodia senza parole, di cui solo tu puoi comprendere il senso. La melodia che ti incita a tuffarti nei nuovi giorni che ti aspettano. Di fare un balzo, fidarti, superare la sensazione di vertigine che provi nel vuoto, nell'incertezza e nella paura, soltanto per affidarti ad un sogno. E sentire che quello che desideri è più vicino di quanto credi.

Ed ecco come ho scoperto che tutto è possibile, in ogni momento e in ogni luogo e per ogni sorta di persone. Se pensate di no è perchè non riuscite a vedere quanto ci siete vicini, quanto avete bisogno solo di una piccola cosa perchè tutto venga a voi. La fede è un balzo; voi siete qui, la cosa che volete è là; c'è uno spazio in mezzo. Dovete solo fare un balzo. Camminare sull'acqua e spostare i monti e riportare in vita i morti non è difficile; una volta fatto il primo passo, il più è fatto, basta un altro passo e si è già a metà strada.


 Voto:

Capolavoro

Consiglio musicale:



Cosa sei disposto a perdere?

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Questa recensione è stato un parto. Avrei voluto dire altre mille cose, ma sarebbe diventato solo uno sconclusionato delirio. 
Fatemi sapere cosa ne pensate di questo romanzo, se l'avete letto. 
Ditemi se ho suscitato la vostra curiosità, se lo leggerete o lo inserirete in wishlist.
Buona vita e buona lettura.

6 commenti:

  1. Non conoscevo questo romanzo..mi hai decisamente incuriosita!

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    1. Sono contenta di aver catturato la tua attenzione :)

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  2. Fede, hai scritto delle parole bellissime e toccanti!!!! *_* Ora voglio anche io fare la conoscenza di questa piccola bimba!

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    1. Grazie cara *.*
      Sono sicura che ti piacerà!!!

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  3. Lo sapevo. Le tue recensioni sono sempre eccezionali,riescono a smuovere ogni sentimento e a commuovere le persone. La tua penna rende giustizia alle parole altrui,le mette in mostra,le addolcisce,le esaspera e le rende vere. E' facile avvicinarsi ad un romanzo quando si legge una tua recensione perchè tu hai una capacità nel comunicare le emozioni,che davvero hanno in pochi. Metti in mostra il tuo cuore e il cuore dei romanzi. Questo fa di te una bravissima blogger e anche una bellissima persona. Sono davvero felice di poter collaborare con te.
    Ti abbraccio forte (e non vedo l'ora di leggere il libro).
    :)
    *Benedetta*

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    1. Noooo, mi fai commuovere *-* *-* *-*
      Grazie mille dei complimenti. Anche io sono felice della nostra collaborazione perchè sei una ragazza dolcissima e percepisco la tua sensibilità quando parli dei libri. Inoltre trovo che abbiamo gusti letterari parecchio simili, e dipende dal fatto che badiamo moltissimo all'emozione.

      Un bacione grande :*

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