martedì 31 marzo 2015

Frammenti di lettura - Il posto dei miracoli di Grace McCleen


Buon pomeriggio lettori e bentornati su Sfogliando la vita.
Qualche sera fa ho sfogliato le ultime pagine bianche di questo romanzo-gioiello: Il posto dei miracoli. Non avrei mai voluto che finisse. Infatti è da giorni che continuo a tenerlo sul comodino, e lo sfoglio, lo maneggio, lo porto con me in giro per la casa (e vi assicuro che non sono ancora diventata pazza).
Ecco per voi ben due frammenti di questa mia ultima lettura. La voce narrante è quella di Judith, una fantasiosa bambina di dieci anni alle prese con un'esistenza molto più pesante di quanto un cuore così piccolo possa sopportare.




C'è stato un giorno in cui ho pensato che papà mi volesse bene. Quel giorno io e papà abbiamo camminato mano nella mano per diciotto chilometri.
(...)
Avevo la mano in quella di papà e la sua era nella tasca dei pantaloni. La pelle di papà era sorprendente. Sentivo le vene nella mano e i peli sulle nocche. Sentivo i muscoli e le gambe che si muovevano. Ricordo di aver pensato che quel momento dovevo ricordarmelo, il peso del sole, e la sensazione della sua mano. C'era una grande quiete dentro la mia testa e fra noi e ho pensato al passo della Scrittura dove dice che gli Uomini dell'Antichità camminavano con Dio e ho pensato che dovevano sentirsi così.

________


Dico a me stessa che le cose piccole sono grosse e quelle grosse sono piccole, che le vene scorrono come fiumi e i peli crescono come erba e per uno scarabeo una chiazza di muschio è come una foresta, e dallo spazio le forme dei continenti e le nuvole della terra sono come i colori di una biglia.
(...)
E allora so che sono enorme e sono piccola, che vado avanti per sempre e me ne sono andata in un momento, che sono giovane come un topolino appena nato e vecchia come l'Himalaya. Sono immobile e giro su me stessa. E se sono polvere allora sono anche polvere di stelle.




_________________



Questa storia mi ha acciuffato il cuore. Non la dimenticherò mai. Anime sensibili leggete questo libro. Fatelo per voi stesse.
Tra qualche giorno potrete sbirciare tra i miei pensieri e le mie riflessioni nella recensione dedicata.

Buona vita e buone letture.







sabato 28 marzo 2015

Di baite isolate, calzettoni fradici e viscidi molluschi (i molluschi sono spoiler, quindi non posso dirvi nulla) - Recensione di Black Ice di Becca Fitzpatrick


Buongiorno lettori appassionati e bentornati su Sfogliando la vita.
Questa è una recensione negativa, si. Purtroppo si.
Ma prima di parlarvi dei difetti di questo romanzo, farò una lunga premessa. Ci tengo molto, perchè vorrei provare a spiegarvi qual è il mio modo di affrontare le letture. E, attenzione, non si tratta di una premessa scritta per giustificarmi, anche perchè quando devo parlare male di un libro lo faccio e basta. Ma mi piacerebbe mettere prima in chiaro alcuni aspetti.
Inizio col ringraziare la Piemme per avermi inviato questo libro qualche tempo fa. Grazie Lucia <3
Vi lascio inoltre un piccolo frammento del romanzo qui.


#24




Gli guardò le mani: stavano strattonando una seconda corda per saggiarne la resistenza. Andò verso di lei e, con dita tremanti, gliela passò intorno al collo. Si piazzò alle sue spalle e poi iniziò a stringere, tirandola contro il palo. Lauren vide piccole esplosioni luminose in fondo agli occhi. Il tizio stava stringendo troppo. Lauren si rese conto che era nervoso ed eccitato. Avvertiva il tremito del suo corpo, il respiro che diventava affannoso... Ma non per lo sforzo, era adrenalina. Il panico le rivoltò lo stomaco. Quel tizio ci stava provando gusto. Un gorgoglio sconosciuto le riempì le orecchie e si rese conto con sgomento che era la sua voce. Il suono parve spaventare l'uomo, che imprecò e strinse più forte.Lei urlò, urlò all'infinito dentro di sé. Urlò mentre la stretta aumentava portandola alle soglie della morte.Il cowboy non voleva fotografarla: voleva ucciderla.Lauren però non avrebbe permesso che quel luogo orribile fosse il suo ultimo ricordo. Chiuse gli occhi e se ne andò altrove, nel buio.


La prima cosa da dire è: sapevo a cosa andavo incontro. E questo è di fondamentale importanza.
Quando ho ricevuto questo romanzo, a sorpresa, mi sono detta semplicemente: proviamoci. Ma non è stato uno sforzo. Mi piace viaggiare tra pagine diverse, tra generi differenti e stili contrapposti. Sicuramente, però, questo non è il genere di romanzo che comprerei in un momento di "nostalgia letteraria". Lo comprerei in vacanza, oppure in un periodo in cui necessito di letture di puro intrattenimento.
E' anche vero che il libro deve intrattenere stimolando in ogni caso i neuroni, ma a questo ci arriviamo tra poco.
Sono, o spero di essere una ragazza molto aperta e rilassata per quanto riguarda la lettura. Un libro deve innanzitutto emozionarmi, e può trattarsi di un classico senza tempo, di un bestseller acclamato da tutto il mondo, di un romanzo per ragazzi o di un noiosissimo saggio. Se riesce a toccare la giusta corda (quella sentimentale e romantica, quella della mera curiosità, quella della fascinazione letteraria, quella della drammaticità, quella della paura o della suspance), allora mi conquista. Non mi importa se si tratta di una storia semplice, dalle tematiche banali o non scritta con uno stile eccelso e originalissimo. 
Deve emozionarmi. Deve trasmettermi, insegnarmi, regalarmi qualcosa. Deve farmi riflettere, anche solo per pochi minuti, sulla mia vita.
Di natura (a meno che non mi trovo di fronte ad una schifezza di proporzioni bibliche) sono propensa a trovare sempre un lato positivo in ciò che leggo. E non lo faccio solo con i libri. Lo faccio con la musica, con i film, con i quadri. Perchè quando si parla di arte, io ci trovo dentro quasi sempre bellezza. E in ogni caso mi dispiace sempre molto quando devo criticare o stroncare un'opera, perchè dietro so che c'è tutto il peso della mente e dello sforzo di un essere umano.
Quindi, credo fermamente che in ogni libro, seppure semplice , leggero o senza enormi pretese, si possa nascondere la possibilità per ciascuno di noi di arricchire la propria anima, anche se solo di un minuscolo pezzettino.
Per fare questo però, bisogna avere una forte capacità di adattamento. Ecco perchè vi dicevo che l'approccio è fondamentale. Non ci si può mettere davanti ad un thriller per ragazzi con intense sfumature romance aspettandosi di trovare la prosa di Tolstoj. E con questo non dico che non bisogna avere pretese. 
Quindi, durante una ventosa sera di Marzo, mi sono stesa a letto, ho aperto il libro di Becca Fitzpatrick e mi sono messa a leggere aspettandomi soltanto qualche ora di intrattenimento, una storia d'amore appassionante, un bel mistero e qualche momento di tensione. 
N.B. Il mio senso critico, in tutto ciò, non è abolito. Io sono un'amante della grande Letteratura. Studio i classici, amo le prose complesse e le storie ricche di significati. Amo la poesia e le narrazioni costruite con maestria.
Quindi, i difetti li noto tutti. Ma la mia mente riesce a scovare bellezza (se c'è) un po' ovunque (è un lato del mio carattere) e riesce quindi a passare da una cosa all'altra con approcci e aspettative differenti, godendomi ogni tipo di esperienza letteraria.

Fatta questa abnorme premessa, scritta in realtà non solo per questo romanzo, ma per mostrarvi un po' in generale come sono fatta, posso parlarvi di Black Ice.
Ghiaccio nero. La fredda e buia solitudine di una montagna innevata. La glaciale oscurità del terrore.
Tutto inizia con una bufera, una tormenta di neve che costringe le nostre protagoniste, Britt e Korbie (stendiamo un velo pietoso su quest'ultima, uno dei personaggi più orrendi della storia della letteratura di tutti i tempi), che stanno raggiungendo in auto la baita dove avrebbero dovuto trascorrere le vacanze di primavera, a spegnere il motore e restare immobili, senza poter nè più scendere e tornare indietro, nè salire verso la meta.

In questa fase iniziale c'è già il primo elemento che, a mio parere, risulta poco credibile. 
C'è la neve. Ok. La macchina non riesce a proseguire. Ok. A motore spento e senza riscaldamento rischiate di morire di freddo. Ok.
Scusate... Ma chi cavolo se ne frega della benzina? E' naturale che preferisco tenere il riscaldamento acceso tutta la notte, in macchina, anche a costo di consumare la benzina, e poi, con la luce del mattino andare a cercare aiuto.
Invece, indovinate? La nostra Britt non può rischiare di svuotare il serbatoio, quindi cosa fa? Scende, al freddo e al gelo, di notte, a cercare qualcuno. Certo. Ovvio. Naturale. E cosa fa? Si fa ospitare in una baita isolata e spettrale, abitata da due tizi misteriosi? .... 
Partire da una base così poco credibile, purtroppo, non è un buon inizio. Per tutto il resto della storia, quasi mai sono stata d'accordo con le mosse e le decisioni prese da Britt. 
Di Korbie, invece, non parlerò mai più, perchè non credo esista sulla faccia della terra una ragazza così superficiale, stupida e infantile di lei (e vi risparmio il racconto dell'episodio in cui ci prova spudoratamente, da fidanzata, con uno dei loschi figuri. E sapete con quale giustificazione? Tanto tra un anno il mio ragazzo andrà al college. A che scopo essere fedeli se sai che una storia finirà?... Cosaaaaaaa? Ok, smetto immediatamente di parlare di Korbie, altrimenti vado in escandescenze).

Dal momento in cui le due ragazze chiuderanno la porta della baita dietro le loro spalle, si innescherà un meccanismo da cui non sembra esserci via d'uscita, e durante il quale ogni mossa può risultare fatale.
In alcune fasi della lettura mi è sembrato quasi di sentire il ticchettio di un fastidioso orologio a scandire le ore di freddo e isolamento della protagonista. Britt dovrà sfidare non solo la natura inospitale della montagna, ma anche tutte le sue paure e fragilità.
Ho molto apprezzato l'umanità di Britt. Tutti i suoi punti deboli vengono messi a nudo, e questo mi piace sempre in un personaggio.
I protagonisti maschili, invece, non sono caratterizzati psicologicamente, e risultano, lungo tutto il racconto, come dei muscoli senza volto e senza anima. Ci viene detto troppo poco della loro personalità, del loro passato.
Le venature romance sono piuttosto accentuate, e talvolta anche esasperate. Il rapporto tra Britt e Calvin risulta fasullo e strano. Anche in questo caso, le dinamiche della loro storia appaiono poco credibili.

Nel complesso, tuttavia, il ritmo della narrazione è incalzante, ed è grazie alle capacità di scrittura dell'autrice che si porta avanti la lettura. Infatti, con una base narrativa più solida, la Fitzpatrick sarebbe un'ottima autrice di thriller. I momenti di suspance e di mistero ci sono, e in molte situazioni è la curiosità che prevale.
Bisogna anche dire, però, che nel mio caso, a metà romanzo avevo già intuito il colpo di scena finale.
Inoltre, ho trovato il finale davvero forzato e superficiale. 
Infatti i temi trattati nel corso della storia sono importanti e delicati : la follia, la delinquenza, la noia che spinge i giovani verso il baratro, la violenza. 
SPOILER: Dopo aver toccato argomenti così delicati, non puoi chiudere il tutto con una storia d'amore idilliaca, sotto il sole della California. No. Non funziona così: le esperienze che si vivono lasciano delle cicatrici, delle ferite che non si rimarginano con un bacetto e una cena a lume di candela. Due ragazzi che hanno vissuto insieme una terribile settimana di sofferenze, difficilmente riusciranno ad intraprendere un rapporto sereno. 
Almeno, se vuoi farli stare assieme, rendi la storia un po' complicata, faticosa, difficile.

Ora voi direte. Ma in base alla tua premessa iniziale, nella quale asserivi che ogni lettura può insegnarti qualcosa... Questa in particolare cosa ti ha insegnato?
Le debolezze di Britt mi hanno fatto pensare a me stessa, ai miei limiti, ai miei difetti. A come spesso mi capita di sorpassare con un saltino indifferente le responsabilità, lasciando i fili da sbrogliare nelle mani di qualcuno che li sbrogli al posto mio.
Ho riflettuto sull'importanza dell'indipendenza, di credere nelle proprie capacità senza pensare di aver sempre bisogno di qualcuno a cui appigliarsi e affidarsi.

Deglutii: "Sono venuta quassù per Calvin, volevo far colpo su di lui. A un certo punto ho davvero pensato che saremmo tornati insieme, che se fossi venuta qui per fare trekking, lui si sarebbe autoinvitato. Mi sono allenata tanto, ma ho sempre dato per scontato che avrei potuto contare su di lui. Perchè così faccio io: mi aspetto che gli uomini della mia vita mi tolgano dai guai." Gli occhi mi bruciavano per le lacrime. "Mio padre, Ian, Calvin. Sono sempre dipesa da loro e la cosa non mi ha mai creato problemi. Era così...facile lasciare che si occupassero di me, ma ora..." Avevo un nodo in gola. " Mio padre mi crederà morta. Mai e poi mai penserà che la sua piccola sia sopravvissuta nella tormenta." Il labbro mi tremava in modo incontrollabile, lacrime bollenti scivolavano fino al mento. "Ecco. Questa è la verità, la patetica verità su di me."

Voto:

Carino, ma niente di eccezionale.

Consiglio musicale:




__________


Spero che queste mie sconclusionate riflessioni e chiacchiere letterarie siano utili a qualcuno.
Voi avete letto questo libro? Cosa ne pensate?

Buona vita e buone letture.






martedì 24 marzo 2015

Frammenti di lettura - Black Ice di Becca FItzpatrick


Buon pomeriggio lettori e bentornati su Sfogliando la vita.
Oggi vi lascio un piccolo frammento del romanzo che sto leggendo (diciamo anche divorando) in questi giorni, Black Ice di Becca Fitzpatrick.
Devo dire che per alcuni aspetti l'ho detestato fin dal principio, ma il ritmo della storia è incalzante e si fa seguire bene. La curiosità mi spinge a proseguire la lettura, e anche piuttosto velocemente.



Guardai fuori dalla finestra e mi dissi che, quando avesse smesso di nevicare e le nuvole si fossero diradate, sarebbero uscite le stelle e l'oscurità sarebbe sembrata meno totale, meno disperata.Toccai il vetro gelato. A-I-U-T-O. Le lettere si fermarono per un istante sulla condensa, poi svanirono. Mi chiesi dove fosse Calvin. Volevo credere che avesse trovato la jeep e stesse ricostruendo le nostre mosse successive. Dovevo sperare che fosse così, ma... ci avrebbe trovato in tempo? Chiusi gli occhi e recitai una preghiera. Guida i suoi passi. E in fretta.
___________


Come al solito fatemi sapere se voi avete letto questo libro, che cosa ne pensate e se questo frammento vi incuriosisce.
Io vi dirò la mia opinione approfondita nella recensione, che pubblicherò a breve.

Buona vita e buona lettura.







lunedì 23 marzo 2015

Liebster Award 2015 - Due premi inaspettati


Buongiorno lettori e bentornati su Sfogliando la vita!
Oggi sono qui per ringraziare davvero di cuore i due blog Uno scaffale di libri e Geeky Bookers per avermi assegnato il premio Liebster Award 2015. Sono rimasta stupita quando l'ho scoperto. Grazie mille ancora <3



Ecco il regolamento:

- Ringraziare il blog che ti ha nominato
- Rispondere alle 10 domande
- Nominare altri 10 blog
- Porre 10 domande
- Comunicare la nomina ai 10 blog scelti.


Ed eccomi pronta a rispondere alle venti domande. Pronti, partenza, via!


Le  dieci domande di Nolwenn del blog Uno scaffale di libri


1. Perchè hai aperto un lit-blog?
Leggevo tanto, ma avevo l'orribile sensazione di non trattenere tutta la bellezza contenuta nei libri. Ho iniziato così a scrivere le mie impressioni sconclusionate su un quadernetto che portavo sempre con me. E così, scoprendo che amavo parlare delle mie letture, ho deciso di condividere con tutti i miei pensieri. In futuro mi piacerebbe aprire anche un canale Youtube in cui parlare di libri e letteratura.


2. Perchè hai scelto proprio questo nome per il tuo blog?
Leggere per me significa sentire la vita in modo più profondo, capirla, attraversarla con maggiore consapevolezza. Ecco perchè la letteratura, a mio parere, ci permette di sfogliare la vita come se si trattasse di un grande e meraviglioso libro. 
Io penso, infatti, che la letteratura sia potente perchè invade la nostra esistenza. Le pagine che leggiamo ci accompagnano e ci apparterranno per sempre.
Il sottotitolo, ovvero '...per tutti quelli che hanno pianto leggendo.', si riferisce al fatto che, a mio parere, un libro deve riuscire ad emozionare. Il pianto è una delle emozioni più forti e travolgenti. Pochi libri sono riusciti a farmi scoppiare in lacrime. Quelli sono i miei preferiti.


3. Qual è il tuo genere preferito e quello che invece non puoi leggere?
Sono una lettrice onnivora, lo dico spesso. E mi capita in ogni ambito della vita.
Secondo me, una mente aperta ed intelligente non dovrebbe avere limiti o 'paletti'. Leggo e mi piacerebbe leggere qualsiasi genere. 
In questo preciso momento prediligo la narrativa contemporanea, sia italiana che straniera, e i classici della letteratura italiana. Invece non sono particolarmente attratta dai gialli e dai thriller.


4. Leggi in lingua originale? Perchè?
Non leggo in lingua originale, perchè non ho ancora (secondo me) le competenze adatte e ho paura di non riuscire a cogliere sfumature di significato e il senso profondo di ciò che leggo.
Prima o poi mi piacerebbe iniziare, più che altro a causa di tutti i meravigliosi romanzi che vedo in giro e che non verranno mai tradotti in italiano. :(


5. Collabori con Case Editrici?
Si, ho intrapreso da poco una collaborazione con la Piemme e con la Overtoure Edizioni. Anche altre case editrici mi inviano periodicamente le loro news, ma non mi hanno ancora inviato copie cartacee da recensire.


6. Qual è un libro che avresti voluto scrivere tu?
Ce ne sono davvero tanti. Ogni volta che trovo un autore dalla prosa affascinante e complessa ne resto folgorata. 
Se devo citare un libro in particolare dico Venuto al mondo di Margaret Mazzantini, perchè è un romanzo corposo e ricco di emozioni, scritto in una maniera originale e mai noiosa.


7. Le recensioni le scrivi di pancia o prendi appunti mentre leggi?
Scrivo impressioni molto fugaci mentre leggo e sottolineo le parti che mi piacerebbe riportare nella recensione. Ma è quando poi mi metto al computer per scrivere che butto fuori in maniera ordinata (si spera) quello che penso del libro. Diciamo che uso i miei appunti come linee guida.


8. Qual è uno dei libri più belli che tu abbia mai letto?
Oceano mare di Alessandro Baricco. E' riuscito ad emozionarmi profondamente e racchiude alcune citazioni che continuo a portarmi dentro dopo anni e anni.


9. Associa una parola al libro della domanda precedente.
Poesia


10. Cosa ti aspetti per il tuo blog?
Sarebbe ipocrita da parte mia dire che non mi piacerebbe vedere il blog crescere. Mi piacerebbe raggiungere un bel numero di followers, magari 500 (non so se ci riuscirò mai). Le soddisfazioni più belle che ho avuto, da quando curo questo angolino letterario, sono state quando ho ricevuto complimenti per il mio modo di scrivere e quando qualcuno mi ha detto che grazie ad una mia recensione aveva scoperto un libro bellissimo. Mi piacerebbe che queste soddisfazioni continuassero e si moltiplicassero.
Per adesso, un passettino per volta, cerco di fare un lavoro quanto più costante è possibile. Poi si vedrà.


________________


Le dieci domande di Ila e Pila del blog Geeky Bookers



1. Perchè hai deciso di aprire il tuo blog?
(Vedi sopra. La domanda era uguale). Volevo avere una voce anche io, e desideravo che la mia voce potesse essere ascoltata da tanti altri appassionati quanto me. Mi piaceva l'idea di potermi sfogare, esprimere e confrontare su quella che è la mia passione più grande: la lettura.


2. Da cosa prende spunto il nome del tuo blog? L'hai ideato tu?
Anche in questo caso, alla prima parte della domanda, ho già risposto sopra.
Ho ideato io sia il titolo che il sottotitolo, e non ci ho pensato nemmeno più di tanto...


3. Cosa preferisci leggere di solito?
Leggo davvero qualsiasi cosa, ma amo particolarmente le storie drammatiche e profonde.


4. Qual è il tuo momento preferito da dedicare alla lettura?
Sicuramente la sera, prima di addormentarmi. Mi lavo, mi impigiamo, quando mi ricordo mi preparo una tisana rilassante e poi mi ficco sotto le coperte per leggere. E' l'unico momento in cui posso dedicarmi alla lettura senza ansie o preoccupazione, ma in maniera totalmente rilassata e concentrata.


5. C'è un libro che consiglieresti a tutti?
Un libro che ho amato moltissimo e che penso possa piacere pressochè a tutti è Se una notte d'inverno un viaggiatore di Italo Calvino. Ha cambiato completamente il mio modo di guardare alla letteratura, ed è, a mio parere, un passaggio obbligato per tutti coloro che amano le storie.


6. Qual è o quali sono i tuoi autori preferiti (se ne hai)?
Potrei citarne moltissimi, ma dico soltanto: Baricco, Calvino, la Carcasi e la Mazzantini per quanto riguarda la letteratura italiana e Fitzgerald, Murakami e la Rowling per quanto riguarda quella straniera.


7. Programmi le tue letture o le scegli volta per volta?
Sono una patita dei programmi e delle pianificazioni, quindi solitamente mi preparo la pila di libri che mi piacerebbe riuscire a leggere. Ma se all'improvviso mi viene voglia di leggere qualcos'altro, lo faccio senza problemi.


8. Preferisci i libri auto-conclusivi o le serie?
Senza ombra di dubbio i libri auto-conclusivi. Non sono costante abbastanza per riuscire a portare avanti serie infinite di libri. E dopo un po', ho sempre la sensazione di ritrovarmi di fronte a romanzi macchinosi e un po' forzati. (Tutto questo, ovviamente, con la ovvia eccezione di Harry Potter).


9. Quali sono i tuoi blog preferiti?
Ne seguo tantissimi, però quelli che leggo con maggior piacere sono La ragazza che annusava i libri,
Geeky Bookers e Little Miss Book.


10. C'è qualcosa che vorresti cambiare del tuo blog?
Attualmente nulla. Mi piacerebbe soltanto riuscire a pubblicare in modo più costante, ma con l'università tutto è sempre un'incognita :)


_____________



Wow. Non ci posso credere. Ce l'ho fatta!
Adesso è tempo di nominare i dieci blog che dovranno rispondere alle mie domandine.

1. Geeky Bookers
2. Uno scaffale di libri
3. Libri in pantofole
4. Briciole di parole
5. La ragazza che annusava i libri
6. Bostonian library
7. Da una stella cadente all'altra
8. Little miss book
9. I libri sono un antidoto alla tristezza
10. Un lettore è un gran sognatore


Ed ecco invece le mie domande:

1. Come ti chiami nella vita reale e quanti anni hai?
2. Dopo la lettura, qual è la tua più grande passione?
3. I tre libri che ti hanno cambiato la vita.
4. Cosa ami del fatto di avere un blog?
5. Brossura o copertina rigida?
6. Un libro che hai detestato.
7. Cita tre blogger di cui adori lo stile di scrittura.
8. Qual è stato il miglior libro che hai letto nel 2014? 
9. Una tua mania da lettore.
10. Cosa significa la lettura per te?


Non vedo l'ora di leggere tutte le vostre risposte!!! Spero che le mie siano state almeno un pochino interessanti.

Buona vita e buona lettura.








domenica 22 marzo 2015

Siamo nati in un secolo di tempesta - Recensione di 'Suite francese' di Irène Némirovsky


Buonasera miei cari lettori e bentornati su Sfogliando la vita.
Dovete perdonarmi per l'assenza durata circa quindici giorni, ma è stato un periodo frenetico e pieno di cambiamenti. Non ho, però, abbandonato il blog.
Infatti, eccomi qui per presentarvi una nuova recensione. Il romanzo sul quale mi soffermerò con riflessioni e piccoli pensieri non è importante solo come opera di narrativa dalla profonda bellezza, ma anche e soprattutto per la Storia che si porta dietro.

#23





Lucile restò a lungo immobile, con il pettine in mano, i capelli sciolti sulle spalle. Poi sospirò, pensò vagamente: "Peccato!". (Peccato che il silenzio fosse così profondo? Peccato che quel ragazzo avesse smesso di suonare? Peccato che lì ci fosse lui, l'invasore, il nemico, lui, e non un altro?).Ebbe un piccolo movimento indispettito della mano, come se stesse respingendo una coltre d'aria troppo pesante, irrespirabile. Peccato... E si coricò nel grande letto vuoto.


Irène Némirovsky, il 13 luglio 1942, viene arrestata dai gendarmi francesi e qualche giorno dopo viene internata nel campo di concentramento di Pithiviers, nel Loiret. Viene poi trasportata ad Auschwitz e registrata nel campo di sterminio di Birkenau, ma viene quasi immediatamente eliminata nelle camere a gas a causa della sua malattia.
E' sua la penna che ha portato alla vita le pagine memorabili di Suite francese, o meglio dei primi due movimenti (Tempesta di giugno e Dolce) di quella che doveva essere un'opera composta da cinque parti.
Proprio quei tre libri, che noi mai potremo leggere, suscitano in me una rabbia incalcolabile. L'arte straziata dall'orrore della guerra, e dalla follia umana.

Eppure è bellissimo poter godere anche solo di queste quattrocento pagine, scrigno di una prosa piena e profonda, che lascia le sue tracce, una prosa che è stata addirittura accostata a quella di Tolstoj e di Dostoevskij. E in effetti, nell'addentrarsi in questa Storia, si ha proprio la sensazione di stare leggendo un grande classico.
L'immortale Irène vive attraverso le sue parole, le sue potenti e indimenticabili descrizioni fatte di colori, ombre, sensazioni precise. Fatte di strappi di luce improvvisa. Sto parlando di un torrente impetuoso di scene che immagino in bianco e nero, attraversate però da macchie di colore intenso.
Ora, per capire di cosa io stia parlando, vi porterò un esempio. Perchè della Némirovsky non si dovrebbe parlare, ma bisognerebbe leggerla.
In questo stralcio ci troviamo in un orfanotrofio e il parroco (uno dei protagonisti di Tempesta di giugno) sta cercando di far pregare i bambini, delle creature descritte in maniera misteriosa e particolare dall'autrice,  e che avranno un destino, nella vicenda, davvero particolare.
Questa scena è solo un minuscolo esempio dell'alternarsi perfetto di luci ed ombre in questo romanzo. E della presenza, improvvisa e purificante, di attimi di bellezza infinita. Come a dire: la bellezza non verrà mai cancellata dalla guerra e dal male. Vivrà.

'Trenta voci acute, indifferenti, recitarono il Padrenostro, trenta volti magri attorniavano il sacerdote, e quando lui tracciò sopra di loro il segno della croce le fronti si chinarono con un movimento brusco e meccanico. Solo un ragazzino dalla bocca larga e imbronciata volse lo sguardo verso la finestra e il raggio di sole che filtrava tra le imposte chiuse illuminò una guancia delicata, spruzzata di lentiggini, e un piccolo naso dalle narici contratte.'

Il fascino di questo libro, infatti, risiede principalmente nella prosa trascinante e delicata allo stesso tempo, e non tanto negli eventi raccontati. La trama diviene più importante e centrale solo all'interno del secondo movimento intitolato 'Dolce', in cui troviamo la travolgente ma silenziosissima storia d'amore tra Lucille, donna francese e Bruno, soldato tedesco. Una storia che metterà in gioco passioni, ideali e tempeste d'animo.
In tutto il resto del romanzo, ciò che attrae sono le descrizioni della natura, delle case di campagna, della città lunare di Parigi, della Senna. Le descrizioni della fuga, della paura e di tutti i personaggi, caratterizzati minuziosamente, con realismo e profondità introspettiva.
Mi immagino 'Suite francese' come una scatolina delle meraviglie, ricchezze inaspettate che riempiono le pagine. La Némirovsky ha un pennello tra le dita e lo usa per dipingere quadri dal valore inestimabile. Le strade, gli oggetti, gli alberi, tutto parla attraverso quel pennello intinto di emozione. Dipinge con un realismo e una poeticità senza tempo.

Avete mai avuto la sensazione di volervi fermare, durante la lettura, di voler rallentare perchè sentite di non godere abbastanza di ciò che state leggendo? Di voler rileggere frasi in modo compulsivo perchè vi trovate dentro una bellezza che non vedevate da tempo? Tutto risulta troppo bello per la velocità della sguardo.
La bellezza esige lentezza.
E' esattamente così per questo romanzo: una lentezza che non stanca, perchè necessaria. Eppure, le pagine scorrono con una tensione quasi cinematografica che permette al lettore di inserire nel suo personale bagaglio letterario, una valigetta che io porto sempre con me, immagini che non dimenticherà mai. Pennellate precise che assomigliano alla fermezza di un inquadratura e alla raffinatezza di una fotografia.
Sensazioni diverse percorrono queste pagine struggenti, complesse, ambivalenti. La Nèmirovsky narra una società di poveri e di privilegiati, racconta la differenza tra la vita di città e di campagna, che non muta nemmeno durante i terribili momenti di guerra.
Le storie dei numerosi personaggi si intrecciano a formare una catena lunghissima che percorre tutto il romanzo, quella catena umana in cui ogni anello rappresenta un modo diverso di affrontare le tragedie. L'avarizia, l'indifferenza, la pietà, la superiorità, la complicità, la furbizia, la solidarietà, la cattiveria. Per raggiungere l'estremità in cui ci si può persino innamorare del proprio nemico.

'Povero mondo, così bello e così assurdo... Ma quel che è certo è che fra cinque, dieci o vent'anni questo problema, che secondo lui è il problema del nostro tempo, non esisterà più, sarà sostituito da altri... Mentre questa musica, questo rumore della pioggia sui vetri, questo lugubre scricchiolio del cedro nel giardino di fronte, questo momento così dolce, così strano in mezzo alla guerra, questo non muterà...E' eterno...'.

Un percorso tortuoso attraverso le scorciatoie che dalla Parigi del '40, occupata dai Tedeschi, portano alla periferia e alla campagna, dove la guerra arriva come un rimbombo distante, arriva lentamente e senza eccessivo trambusto. Perchè tutto il potere è già nella sue mani.
E quello che infine rimane, di questo cammino, non è tanto lo strazio dei bombardamenti, o il rumore degli spari, che pure è presente come sottofondo, ma la bellezza che i cuori e gli occhi e le mani sanno costruire, anche sulle macerie di una guerra alla quale il popolo, così come i soldati, sono, nell'anima, estranei.

Insomma, disse fra sé, c'è un abisso fra il giovane che vedo qui e il guerriero di domani. E' risaputo che l'essere umano è complesso, molteplice, diviso, misterioso, ma ci vogliono le guerre e i grandi rivolgimenti per constatarlo. E' lo spettacolo più appassionante e più terribile, pensò ancora; il più terribile perchè è il più vero: non ci si può illudere di conoscere il mare senza averlo visto nella tempesta come nella bonaccia. Solo chi ha osservato gli uomini e le donne in un periodo come questo può dire di conoscerli - e di conoscere se stesso.

Voto:
                                                          
                                          Capolavoro 


Consiglio musicale:




____________



Devo fare un elogio speciale all'edizione Adelphi che possiede alla fine un'interessantissima appendice con appunti e lettere di Irene Némirovsky, dove si possono trovare anche le sue idee su cosa avrebbero contenuto le parti di Suite francese che non sono mai state scritte.
Consiglio questa lettura davvero a tutti, ma soprattutto a chi ha voglia di immergersi in una prosa corposa e 'classica', nel senso più bello.

Buona vita e buona lettura.




domenica 8 marzo 2015

...che la vita, anche deturpata, anche mutilata, continua. - Pezzi d'anima #4


Buongiorno lettori e bentornati su Sfogliando la vita.
In questa domenica ventosa e confusa, volevo condividere con voi (come quasi tutti i weekend) gli attimi, le sensazioni, le letture e tutte le cosine di questa settimana appena trascorsa.
Siete pronti per una nuova puntata di Pezzi d'anima?




Settimana dal 28 Febbraio al 7 Marzo 2015

________



Letteratura

Letture



In questi giorni di vento fortissimo, sta facendo compagnia alle mie giornate un' opera meravigliosa di Irène Némirovsky, di cui ho quasi terminato la lettura. Io ho scelto l'edizione Adelphi ( la copertina in versione gigante è qui sotto) perchè mi è sembrata particolarmente curata, ma lo trovate in tantissime versioni diverse e soprattutto a tutti i prezzi.


Dirò la verità. L'ho comprato e iniziato a leggere solo dopo aver visto questo trailer, che mi ha letteralmente lasciata senza parole. Non conoscevo nulla, dunque, dell'autrice e della sua storia. 
Non potevo sapere che non terminò mai quest'opera perché venne deportata ad Auschwitz, dove morì. Non potevo sapere che mi avrebbe incantata con il suo linguaggio, la sua prosa corposa e le sue descrizioni animate e dettagliate. 
So che non dovrei sbilanciarmi prima di averlo finito di leggere, ma mi sono accorta di stare leggendo un capolavoro già dopo le primissime pagine.
Ad ogni modo, ve ne parlerò approfonditamente nella recensione, la prossima settimana.


Voi che ne pensate? Avete mai letto qualcosa dell'autrice?




My blog


Questa settimana ho pubblicato soltanto post a tema letterario (wow o.o), a partire da una nuova rubrica fresca fresca, passando attraverso due puntate di Profumo di pagine nuove e due appuntamenti con Un frammento di lettura, per concludere con una bella recensione.
Per accedere al post cliccate sul titolo.

InLOVEcipit #1


Amo follemente il momento in cui si apre il libro e si inizia a leggere non sapendo esattamente cosa aspettarsi. E' un momento impareggiabile. Perchè non creare un simpatico appuntamento sul blog in cui mettiamo a confronto gli incipit di due libri???



Profumo di pagine nuove #19 

 Cameriere sfacciate, viaggi e grandi bellezze


Andiamo a scoprire insieme cosa ci riservano le case editrici questa settimana :)
Dal 19 al 25 Febbraio




Ma quanto è bello scoprire di desiderare tutti i libri del mondo? Eh?
Dal  26 Febbraio al 4 Marzo




Era importante che non si facesse prima l'idea di un bimbo malato, per poi conoscerti veramente. E' essenziale che accada l'esatto contrario: prima conoscerti, abbracciarti e poi farsi un'idea di quel che sei o potrai diventare (...)




Non si udivano pianti né grida, anche i bambini tacevano. Tutto era calmo. Ogni tanto da un finestrino abbassato si sporgeva un viso che scrutava a lungo il cielo. (...)




Questo libro è silenzioso e imprevisto, proprio come le sorprese della vita. Piano piano ti entra dentro e mette radici, costringendoti a pensarci per giorni e giorni, dopo la lettura.
E così anche la scrittura di Dario Fani, è semplice ma potente, di quella potenza che solo il dolore e la gioia insieme sanno comporre. Dopotutto non si tratta di un opera che desidera raggiungere alti livelli letterari, ma soltanto arrivare nel cuore di chi legge.
Toccante, così lo definirei. Una lettura che sfiora, senza essere invadente, piccole parti di noi. Ci costringe a guardare negli occhi qualcosa che ci terrorizza. L'imprevisto.
E se poi quell'imprevisto riesce a renderci migliori? E se scopriamo che è esattamente quello di cui avevamo bisogno?



________


Poesia o citazione



Oggi vi propongo una poesia scritta da Marina Keegan. Se siete lettori abituali del blog saprete già di chi sto parlando. Altrimenti cliccate immediatamente qui. E poi qui.



Quello che cerco di dire è che dovresti scrivermi.
Perché c'è un precedente. Perché c'è un'urgenza.
Perché c'è l'ora di andare a dormire.
Perché quando il mondo finirà potrei non avere 
il telefono carico.
E se non rispondi presto
Non saprò mai se vorresti lasciare la tua ombra 
accanto alla mia.

                                             Marina Keegan



_________



Cinema

Quali film ho visto?


Settimana poverissima dal punto di vista cinematografico.

Cliccando sulle locandine accederete al trailer in versione italiana.





             






Meraviglioso Boccaccio è stata davvero una sorpresa. E' stato l'unico film che sono riuscita a vedere al cinema questa settimana, grazie al cineforum al quale sono iscritta insieme al mio ragazzo.  
Il trailer non mi aveva convinta, e invece... Le novelle del Decamerone prendono forma cinematografica grazie alla bravura di alcuni degli attori italiani che amo di più: Jasmine Trinca o Kasia Smutniak. Non annoia mai, anzi è divertente, drammatico appassionante. Bellissime le ambientazioni, la Firenze medievale, i costumi, i palazzi. I fratelli Taviani sono riusciti a fare un ottimo lavoro. Consigliatissimo!

Ieri sera ho beccato in Tv Shrek Terzo che non mi era mai capitato di vedere, nonostante io ami follemente i primi due film. Adoro la comicità di Ciuchino e degli altri personaggi. E soprattutto: che colonna sonora!

Gli altri due film invece sono ri-visioni.


L'ultima ruota del carro lo riguardo spesso. E' uno dei miei film preferiti degli ultimi anni (è uscito nel novembre 2013) e racconta una storia con un messaggio davvero profondo. Non posso fare a meno di emozionarmi tutte le volte che lo vedo. 

Riflessi di paura è stato uno dei primi Horror che ho visto insieme al mio ragazzo, dunque ci siamo particolarmente legati e ogni tanto ci piace rivederlo.


Film preferito della settimana : Meraviglioso Boccaccio (escludendo i film rivisti)



____________


Musica


Ecco la colonna sonora della mia settimana:

1- Rihanna and Kanye West and Paul McCartney - FourFiveSeconds
Mi coinvolge, mi fa cantare come una pazza. La adoro. Non posso smettere di ascoltarla.



2 - Jen Knight - Creep (cover dei Radiohead)
Sono in fissa con tutte le versioni di questa canzone!!! Questa è una delle cover più belle:




3 - Marco Mengoni - Esseri umani
Un testo meraviglioso.





____________



Teatro


Domenica ho visto lo spettacolo con Vanessa Incontrada 'Mi piaci perchè sei così'. Mi ha fatto ridere e riflettere. Lei era bellissima e molto simpatica. Ve ne lascio un piccolo spezzone:







____________


Momenti felici (o da ricordare)


La felicità è un puzzle di piccoli dettagli


1. La finale di Masterchef con vincitore a sorpresa :)
2. Ritrovare frasi sottolineate in un libro e sorridere rileggendole
3. I brividi per la prosa della Nemirovsky
4. Cantare Creep accompagnata alla chitarra da papà.
5. Scegliere il vestito per la laurea del mio amore e innamorarmi di lui di nuovo vedendolo vestito elegante <3


______________


Ed anche il riepilogo di questa settimana finisce qui. Spero di avervi tenuto compagnia e di avervi dato qualche spunto.

Buona vita e buona lettura.


giovedì 5 marzo 2015

Profumo di pagine nuove #20 - Di brefotrofi, miniaturisti e corpi anoressici




Buonasera lettori affiatati, e bentornati su Sfogliando la vita.
Oggi è stata una giornata molto stancante, ma la stanchezza spesso mi fa sentire più viva e una strana energia mi scorre tutta dentro. Quindi, questa sera, non poteva saltare il nostro consueto appuntamento con la rubrica Profumo di pagine nuove, in cui spulciamo insieme tra le nuove uscite in libreria. Sarà, come al solito, un post lunghissimo (infinito praticamente: 31 volumi), quindi preparate le provviste.
Ma quanto è bello scoprire di desiderare tutti i libri del mondo? Eh? (-_-)


dal 26 Febbraio al 4 Marzo





Titolo: Cancella il giorno che mi hai incontrato
Autore: Leisa Rayven
Editore: Fabbri Editori (Life)
Pagine: 234
Prezzo: 15,50 euro

Trama:
Cassandra e Ethan. Quando sono sul palco insieme, a nessuno sfugge l'attrazione e la potente alchimia che si sprigiona tra loro appena si sfiorano o si guardano negli occhi. Una passione che toglie il respiro, davanti alla quale è impossibile restare indifferenti. Tanto che all'Accademia d'Arte di New York vengono scelti come protagonisti per lo spettacolo di fine anno, Romeo e Giulietta, la storia d'amore più famosa di tutti i tempi. Però, una volta calato il sipario e smessi gli abiti di scena, il rapporto tra Ethan e Cassandra si rivela complicato e ingestibile. Lei è la classica brava studentessa, timida, ingenua e sempre pronta ad assecondare il prossimo pur di farsi accettare. Ethan invece è bello e dannato, con un volto da angelo ribelle a cui nessuna ragazza può resistere. 
Lasciarsi sembra l'unica soluzione per continuare a sopravvivere, anche se il dolore è devastante, soprattutto per Cassandra. Rimasta sola a New York deve ricominciare da zero partendo proprio da se stessa e dal suo cuore tradito. Mentre Ethan, baciato dal successo, è in tournée in giro per l'Europa. Anni dopo, scritturati di nuovo per interpretare una coppia di amanti, Cassandra e Ethan si ritrovano sul palco ad affrontare i demoni del loro passato e il fuoco di quella passione che, nonostante il tempo, non ha mai smesso di ardere. Ma può un amore così intenso e lacerante finire davvero?

Cosa mi ha colpita:
Bellissima la copertina, bellissime queste nuove edizioni Fabbri e bella la trama (adoro il fatto che ci sia una citazione in corsivo in copertina). Insomma, sarà mio!

Quando mi piacerebbe leggerlo:
Una sera stellata d'estate.





Titolo: Il libro dell'amore perduto
Autore: Lucy Foley
Editore: Neri pozza
Pagine: 364
Prezzo: 18 euro

Trama:
La notte in cui June Darling morì tutto il mondo parlò di lei. Il suo aereo precipitò avvitandosi come se fosse di cartapesta, e così anche quelli che non la conoscevano seppero della ballerina che grazie a un talento prodigioso aveva saputo riscattarsi dalla misera sorte di bambina abbandonata e di ragazza madre. 
Kate, la figlia di June, sa però che sua madre rideva del mito che avvolgeva le sue origini. Non si curava affatto dei genitori naturali che l'avevano trascurata né dell'uomo che l'aveva semplicemente aiutata a generare Kate
"Io ho te, ed Evie" diceva alla figlia. E così Kate, giovane fotografa, è cresciuta con l'idea che la piccola comunità composta da lei, June e "nonna" Evie, la donna che si è presa cura di sua madre, fosse l'unica cosa degna al mondo, un "vero triangolo amoroso" separato da tutto il resto. Finché... finché un pomeriggio di primavera un'inaspettata rivelazione capovolge all'improvviso le sue certezze. "Nonna" Evie le svela che la madre naturale di June si è fatta ripetutamente viva nel corso degli anni, con lettere e messaggi che lei ha colpevolmente nascosto. E, a conferma delle sue sofferte parole, esibisce una busta di carta marrone secca e fragile su cui è raffigurata, con un tratto a inchiostro di squisita fattura, una giovane donna straordinariamente simile a June. Il disegno è datato 1929 ed è firmato con due lettere intrecciate, una S e una T o una T e una S.

Cosa mi ha colpita:
Quando la Neri Pozza sforna un nuovo titolo io sono sempre in agguato. Adoro le storie che scelgono di raccontarci. E questa non fa eccezione. Sono storie dal sapore antico,e allo stesso modo senza tempo.

Quando mi piacerebbe leggerlo:
Su una sedia a dondolo scricchiolante.





Titolo: Una stella nel mio cielo
Autore: Tina Reber
Editore: Nord
Pagine: 439
Prezzo: 16,40 euro

Trama:
Quando Ryan Chistensen - uno degli attori più famosi del mondo - si era rifugiato nel suo pub per sfuggire a un gruppo di ragazzine scatenate, Taryn Mitchell non immaginava certo che, quel giorno, la sua vita sarebbe cambiata per sempre. 
Invece, otto mesi dopo, Taryn si sveglia in un hotel di Hollywood con Ryan al suo fianco e un meraviglioso anello di diamanti al dito. Sarebbe tutto perfetto, se non fosse che le foto di Ryan che le fa la proposta di matrimonio sono già finite sulle prime pagine di tutti i giornali, scatenando un tornado di proteste sia da parte degli studios, secondo cui la popolarità della loro stella adesso è a rischio, sia da parte delle fan, che si vedono portare via il loro sogno d'amore. Coi paparazzi sempre in agguato, e una ex fidanzata folle di gelosia e determinata a rovinare il loro rapporto, Taryn e Ryan dovranno mettercela tutta per non lasciarsi separare dai pettegolezzi e dagli scandali...

Cosa mi ha colpita:
Si tratta del secondo capitolo di una serie Rosa che mi intriga abbastanza. Non voglio saperne di più per non rischiare di spoilerarmi il primo libro -.- Dico soltanto che c'è qualcosina che non mi convince nella copertina.

Quando mi piacerebbe leggerlo:
Tranquillità pura. Sedia a sdraio. Bibita ghiacciata.





Titolo: Il sapore sconosciuto dell'amore
Autore: Sarah Vaughan
Editore: Garzanti
Pagine: 374
Prezzo: 16,40 euro

Trama:
Impastare, mescolare, montare. Un'onda di cioccolato, un pizzico di cannella, una spolverata di zucchero. Apparentemente sembra facile preparare una torta. Eppure un dolce non è solo un dolce: è soprattutto una dimostrazione d'amore. Come una fetta di pane fatto in casa è un gesto che fa sentire importante chi si ama. E' così per Jennifer, per cui una tavola imbandita è un modo per tenere unita la famiglia, anche se ora si sente più sola che mai, è per Vicki che sforna deliziosi e soffici pan di spagna per rendere finalmente fiera sua madre. Mike nella perfezione di un dolce cerca la conferma ai suoi sforzi di essere un buon padre; mentre Claire ha dovuto accantonare la sua passione culinaria per crescere da sola il suo bambino. E proprio per provare a comunicare di nuovo con suo figlio, Karen prepara squisiti pasticcini. 
Il destino li fa incontrare in un'affascinante tenuta di campagna dove l'odore delle spezie e dei profumi si diffonde nelle ampie sale e nel giardino. Sono tutti in gara per diventare il degno erede di Kathleen Eaden, denominata "La regina della cucina", autrice di un famosissimo ricettario che dagli anni Sessanta ha ispirato intere generazioni. Sono tutti convinti sostenitori della sua idea secondo la quale cucinare riesce a ridare colore a una giornata grigia. Ed è una fonte inesauribile di felicità. Ma non hanno ancora trovato la ricetta giusta per raggiungerla...

Cosa mi ha colpita:
Non lo so... Forse questa tendenza recente di mescolare nei romanzi amore e cucina mi ha un po' stufata... Le copertine tutte uguali...
Secondo voi potrebbe rivelarsi in ogni caso una lettura interessante?

Quando mi piacerebbe leggerlo:
In grigie giornate d'inverno inoltrato.





Titolo: Il settimo bambino
Autore: Erik Valeur
Editore: Neri Pozza
Pagine: 796
Prezzo: 20 euro

Trama:
All'alba dell'11 settembre 2001, in una spiaggia a nord di Copenaghen, viene rinvenuto il cadavere di una sconosciuta. Poche ore dopo, mentre il mondo osserva attonito il crollo delle Torri Gemelle di New York, la polizia danese chiude il caso come "morte accidentale". Eppure, sul luogo del ritrovamento vengono raccolti quattro oggetti che rimandano palesemente a un macabro rituale: un libricino di fantascienza, un ramo di tiglio, un piccolo cappio e un raro canarino con il collo spezzato. 
A poche centinaia di metri dalla spiaggia si erge, inoltre, il celebre brefotrofio di Kongslund diretto da Martha Ladegaard, cui nessuno ha pensato di rivolgere la benché minima domanda. Queste e altre considerazioni si affollano nella testa di Knud Tasing, giornalista screditato da uno scandalo e sull'orlo del licenziamento, allorché, sette anni dopo, apre la lettera anonima che gli è stata recapitata e ne esamina il contenuto: un articolo del 1961 che parla del brefotrofio e una foto che ritrae sette bambini. Alcuni di loro sono volti noti della società: un astronomo, un noto presentatore televisivo, un avvocato e persino l'assistente di un ministro. Uno solo, invece, tale John Bjergstrand, non compare da nessuna parte. Come se non fosse mai esistito. Chi è quel bambino? E perché qualcuno sta cercando di attirare l'attenzione su di lui dopo così tanto tempo?

Cosa mi ha colpita:
Eh si, sono ufficialmente in adorazione. Questa trama mi ha conquistata immediatamente. Misteriosa e affascinante. E... la copertina??? *.*

Quando mi piacerebbe leggerlo:
Di notte, sotto strati di coperte, una pila accesa.







Titolo: Le tartarughe tornano sempre
Autore: Enzo Gianmaria Napolillo
Editore: Feltrinelli
Pagine: 224
Prezzo: 15 euro

Trama:
Salvatore è nato quando in pochi conoscevano il nome della sua isola: un luogo di frontiera posto alla fine del mondo, con il mare blu e la terra arsa dal sole. E' cresciuto sulle barche, vicino alle cassette di alici, con lo sguardo nell'azzurro, sopra e intorno a lui. Forse è lì che tutto è cominciato, tra ghirigori nell'acqua e soffi nel vento. Di sicuro è lì che ha conosciuto Giulia, anche se lei vive a Milano con i genitori emigrati per inseguire lavoro e successo. Da sempre Giulia e Salvatore aspettano l'estate per rivedersi: mani che si intrecciano e non vogliono lasciarsi, sussurri e promesse. Poi, d'inverno, tante lettere in una busta rosa per non sentirsi soli. Finché, una mattina, nell'estate in cui tutto cambierà, Giulia e Salvatore scoprono il corpo di un ragazzino che rotola sul bagnasciuga come una marionetta e tanti altri cadaveri nell'acqua, affogati per scappare dalla fame, dalla violenza, dalla guerra. 
Gli sbarchi dei migranti cominciano e non smettono più. L'isola muta volto, i turisti se ne vanno, gli abitanti aiutano come possono. Quando Giulia torna a Milano, il filo che la lega a Salvatore si allenta. La vita non è più solo attesa dell'estate e amore sincero, corse in spiaggia e lanterne di carta lanciate nel vento. La vita è anche uno schiaffo, un risveglio, la presa di coscienza che al mondo esistono dolore e differenze. Una scoperta che travolge i due ragazzi e che darà valore a tutte le loro scelte, alla loro distanza e alla loro vicinanza.

Cosa mi ha colpita:
Una delle uscite che attendevo di più. Trovo che la trama sia molto coinvolgente e la copertina davvero bella.

Quando mi piacerebbe leggerlo:
Seduta su uno scoglio. I piedi a mare.






Titolo: Metroland
Autore: Julian Barnes
Editore: Einaudi
Pagine: 226
Prezzo: 15 euro

Trama:
Al professore che lo interroga, Christopher Lloyd ama rispondere "J'habite Metroland", adoperando il nome di una fermata della storica Metropolitan Line di Londra, "meglio di Eastwick, più esotico di Middlesex", per indicare la sonnacchiosa periferia urbana in cui vive. 
"Uno abitava in quella zona perché da li era facile andarsene", osserva Chris, che ad andarsene, insieme all'inseparabile amico Toni Barbarowski, come lui sedicenne, come lui francofilo e arrabbiato, come lui appassionato di arte e ragazze, si prepara con metodo. 
Nel frattempo i due aspiranti flaneurs, fedeli ai dettami dei loro numi tutelari Baudelaire, Gautier e Nerval, cercano modi casalinghi per "épater la bourgeoisie": condurre arditi esperimenti sensoriali alla National Gallery, occhieggiare le donne attraverso un binocolo, elaborare pretenziose teorie esistenziali, farsi gioco di chiunque capiti a tiro, "gli scemi, i capiclasse, gli insegnanti, i genitori, mio fratello e mia sorella, la Terza divisione nord, Molière, Dio, la borghesia e l'uomo della strada", e attendere che cominci la Vita Vera. Chris se la va a cercare, qualche anno più tardi, a Parigi, con un inutile progetto accademico postlaurea ma, risucchiato nel vortice di Lawrence Durrell e i caffè sui boulevards, il cinema di Bresson e le lenzuola del suo primo amore Annick, quando la Vita Vera gli corre incontro non la riconosce...

Cosa mi ha colpita:
Conosco Julian Barnes e le sue opere, ma non ho mai letto nulla di suo. Però mi attira. Questo non è sicuramente il libro dal quale partirei per conoscerlo. 

Quando mi piacerebbe leggerlo:
Inizio Ottobre, inizio di impegni e progetti.






Titolo: Se fossi qui con me questa sera
Autore: Sara Tessa
Editore: Newton Compton
Pagine: 284
Prezzo: 9,90 euro

Trama:
Dopo un viaggio durato mesi in giro per gli Stati Uniti, per dimenticare un amore finito male, Bea è tornata a Thousand Oaks, in California, decisa a riprendere in mano la sua vita e a ripartire camminando sulle proprie gambe. Altro giro di boa, come direbbe lei. Ormai ha le idee chiare: l'amore ha un effetto distruttivo, il solo pensiero di venire abbandonata ancora la terrorizza. L'unica soluzione possibile è evitare ogni tipo di legame. I secondi appuntamenti sono banditi dalla nuova vita. 
Ma l'incontro inatteso con Nathan scombina le sue carte... Nathan è un chitarrista introverso, leader di una band in ascesa nell'olimpo del rock. Quella che nasce tra loro è all'inizio solo una timida amicizia. A Bea piace Nathan, ma è diffidente, dubbiosa, e decisa per una volta a non cedere alla tentazione. Ma anche lui è determinato: ad averla. Paura, desiderio di fuga, timore di essere lasciata e bisogno incontrollato della presenza di chi ama: con tutto questo deve fare i conti Bea... E possibile vincere se stessi e imparare ad amare senza soffrire?"

Cosa mi ha colpita:
Si lo so, banale... Però devo dire che mi piacerebbe dare una possibilità a questa autrice italiana, in momenti in cui ho voglia semplicemente di svagarmi un po'. Non so. Voi che dite?

Quando mi piacerebbe leggerlo:
Estate, estate, estate.






Titolo: Indice medio di felicità
Autore: David Machado
Editore: Neri Pozza
Pagine: 270
Prezzo: 16,50 euro

Trama:
È l’epoca nera del Portogallo, il tempo in cui tutti i problemi dell’economia mondiale sembrano darsi appuntamento in terra lusitana. Il Paese è in ginocchio, si cancellano matrimoni e figli cosí come si cancellano i posti di lavoro.
Daniel, trentasette anni, è rimasto appunto senza lavoro, e sua moglie Marta, disoccupata da quasi sei mesi, se n’è andata con i bambini in un paese lontano, a dare una mano nel bar di suo padre. A Daniel non resta che una vita sbilenca e un’occupazione altrettanto sbilenca: vendere aspirapolvere per non sprofondare definitivamente nell'istante in cui chiuderanno i rubinetti del suo sussidio di disoccupazione.
Xavier è sempre piú il giovane triste dai capelli grigi, sguardo vago e sigaretta a bruciare tra le dita, l’aria di chi sta per suicidarsi. Se ne sta giorni interi sdraiato sul letto a guardare il vuoto tra lui e il soffitto. Magro come facesse lo sciopero della fame.
Almodôvar, insieme con Xavier, ha avuto l’idea del sito. Sembrava un’idea infallibile, l’affare del secolo. Avrebbero pagato le rate alla banca, le scuole dei figli, avrebbero avuto una vita piú agiata, tutto il film, insomma; e avrebbero fatto una cosa buona. Perché non è forse brillante l’idea di creare una rete sociale attraverso la quale quelli bisognosi d’aiuto avrebbero incontrato quelli disposti ad aiutarli?
Risultato: ventisei registrati, di cui quattro assidui scrittori di scempiaggini varie. Un fallimento totale.
Qualche giorno dopo la chiusura del suo negozio di scarpe, Almodôvar, un uomo buono, dal sorriso onesto e dalle parole sempre giuste, marito, padre, amico esemplare, è entrato in una stazione di servizio e l’ha rapinata. Ora è dietro le sbarre, mentre sua moglie passa le notti e i fine settimana da un’ottantenne che si alza a malapena dal letto, e suo figlio Vasco torna da scuola, si chiude in camera a suonare oppure dà «la caccia ai froci» insieme con una banda di balordi.
Che fare? Rassegnarsi a quella vita qualsiasi che non è piú la vita vera? Oppure agire come Xavier, il tipo piú infelice della città, l’uomo dall’anima nera, che si atteggia a guru della felicità con quella stupida tabella appesa in camera sua che calcola l’indice medio di felicità di popoli e persone? Non è forse meglio cercarsela la felicità o, almeno, non permettere ad altri di decidere del proprio fallimento? Non è forse meglio lasciarsi tutto alle spalle?

Cosa mi ha colpita:
Queste sono quelle tipiche letture che mi intrigano, ma che allo stesso tempo mi fanno un po' paura. Non so spiegarmi. E' come se provassi una specie di soggezione nei confronti di autori di paesi molto lontani dal mio. Allo stesso tempo ne sono attratta.
P.s. Ma quanto è carino il furgoncino in copertina?

Quando mi piacerebbe leggerlo:
Metà luglio, su una barca.





Titolo: Breve storia del talento
Autore: Enrico Macioci
Editore: Mondadori
Pagine: 153
Prezzo: 17 euro

Trama:
E' il primo giorno dell'estate del 1990. Due giorni prima Roberto Baggio allo Stadio Olimpico di Roma aveva segnato alla Cecoslovacchia uno dei gol più belli e indimenticabili della sua carriera. Ma lontano dalle notti magiche dei Mondiali, in un campo di terra in una periferia residenziale dell'Aquila, quel 21 giugno del 1990, Michele, "il grande Michele", realizza tre gol diversi meravigliosi, tre gol più belli di quello, bellissimo, di Baggio. Lo fa davanti agli occhi ammirati e impotenti del narratore di questo romanzo, che gioca bene a calcio, ma non quanto Michele, il suo imbattibile rivale. E' l'ultima estate dell'infanzia, il momento della vita in cui si smette di abitare l'infinito e ci si accorge dei propri limiti. Questo è, per il narratore, la scoperta del superiore talento di Michele: "la scoperta del limite e quindi la scoperta della morte e della vita". Perché "non c'è abbastanza spazio nel medesimo tempo e nel medesimo luogo per due abbastanza bravi nella medesima cosa; uno dei due deve cedere". Anni dopo il narratore, che ormai ha abbandonato da tempo l'Aquila e il condominio Prato Verde, tornerà per vedere che ne è stato di quell'estate, di Miriam, il suo primo amore, dell'anticonvenzionale padre Lucky e soprattutto cosa è successo al grande Michele, il cui talento non ha mai visto brillare negli stadi della serie A.

Cosa mi ha colpita:
"E' l'ultima estate dell'infanzia, il momento della vita in cui si smette di abitare l'infinito e ci si accorge dei propri limiti." 
Come faccio a resistere a frasi di questo genere??? Come?

Quando mi piacerebbe leggerlo:
In primavera, passeggiando in paese.





Titolo: Il caso della donna che smise di mangiare
Autore: Paolo Crepet
Editore: Einaudi
Pagine: 190
Prezzo: 17 euro

Trama:
La vita di Fausta è contenuta in una fila di quaderni neri. Lei l'ha annotata per anni e l'ha riscritta per il suo analista. Ha provato a correggerla, proprio come medici, insegnanti e ciarlatani hanno sempre fatto con il suo corpo anoressico, alla ricerca di ciò che era sbagliato, della "patologia". Ma a essere patologico è l'ambiente in cui questa donna è cresciuta. Tra un padre succube e una madre apatica, all'ombra di una nonna dispotica della quale porta il nome come fosse un marchio, Fausta ha scelto di annullare il suo corpo, e solo nella scrittura trova una salvezza. Un caso di anoressia che diventa un romanzo familiare, in cui Fausta racconta la lotta per essere sé stessa, per riscattarsi dall'istinto di autodistruzione impresso nel sangue come una condanna. Il suo diario è la storia di tutti noi, sedotti dalla sofferenza e spaventati dalla libertà di essere quel che siamo, dall'imperfezione dei sentimenti, dalla nostra fame d'amore.

Cosa mi ha colpita:
Il tema dell'anoressia mi è sempre interessato. E' drammatico, incomprensibile e inquietante.

Quando mi piacerebbe leggerlo:
In poltrona, cioccolata calda ad accompagnare.






Titolo: L'estate dell'amore perduto
Autore: Tracy Guzeman
Editore: Mondadori
Pagine: 321
Prezzo: 17,50 euro

Trama:
Nell'estate del 1963 Alice Kessler e sua sorella Natalie, entrambe adolescenti, passano con i genitori un mese di vacanza in un cottage immerso nella natura nei pressi di New York. Il loro vicino di casa, Thomas Bayber, è un affascinante pittore di ventotto anni ancora sconosciuto. 
La giovanissima Alice, appassionata di ornitologia e affetta da una grave forma di artrite reumatoide, si innamora di lui, ma deve fare i conti con la sorella maggiore, bella e spregiudicata che, di nascosto, cerca di sedurlo, segnando la fine dei loro giorni spensierati. 
New York, 2007. Thomas, ora artista famosissimo, vive recluso in un cupo e fatiscente appartamento e ha smesso di dipingere da vent'anni. Quando decide di convocare Dennis Finch, suo biografo ufficiale, e Stephen Jameson, eccentrico esperto d'arte, li lascia senza parole mostrando loro un suo quadro di cui nessuno è a conoscenza e che lui vuole assolutamente vendere. Il dipinto ritrae Thomas da giovane tra Alice e Natalie Kessler colte in un'atmosfera molto disturbante. Ma questo è solo l'elemento centrale di un trittico: Dennis e Stephen dovranno ritrovare i due pannelli mancanti, e Thomas sa bene che solo le due sorelle, di cui lui ha perso le tracce molti anni prima, potranno aiutarli. I due uomini partono così alla loro ricerca, impresa che non si rivela semplice e li ossessiona ogni giorno di più, fino a quando scopriranno una verità che cambierà per sempre la vita di tutti.

Cosa mi ha colpita:
Questa è un'altra uscita che aspettavo con trepidazione. La trama è meravigliosa e le atmosfere sono esattamente quelle che mi affascinano di più. Bellissima la copertina.

Quando mi piacerebbe leggerlo:
In pomeriggi tristi di solitudine.





Titolo: Il peso specifico dell'amore
Autore: Federica Bosco
Editore: Mondadori
Pagine: 389
Prezzo: 17 euro

Trama:
"Un giorno l'amore finisce e basta. E lo fa così, un mercoledì sera, senza preavviso. Sei lì che guardi "Chi l'ha visto", con il pigiama di pile e i calzini antiscivolo, e lo osservi, e ti sembra di vederlo per la prima volta, che mangia fissando lo schermo, una forchettata di pasta dopo l'altra, e ti rendi conto che non ce la fai più. Ma nemmeno un po'. E che non puoi resistere un altro minuto seduta su quel divano con il pigiama di pile e i calzini antiscivolo. Cioè, per carità, gli vuoi un bene dell'anima, e se avesse bisogno di un rene glielo daresti senza batter ciglio, ma ecco, è lì il problema: preferiresti dargli un rene che non un'altra parte di te... E questo perché? Perché, ripeto, un giorno finisce e basta. E questo non te lo dicono nei film, o nei libri, perché succede appena finiscono i titoli di coda. Perché la verità è che Richard Gere non ha mai smesso di rinfacciare a Julia Roberts di battere sul Sunset Boulevard, e Julia Roberts si è stufata dopo dieci minuti di stare su quella cazzo di panchina al freddo di Notting Hill insieme a Hugh Grant, e sempre Richard Gere non ha mai perdonato a Susan Sarandon di avergli fatto rinunciare alle lezioni di danza con Jennifer Lopez! E così che va la vita, non c'è mai un lieto fine, c'è solo una fine." E' con questa amara consapevolezza che Francesca cerca di fare i conti lavorando come una matta, perché il lavoro è l'unica parte della sua vita che riesce a tenere sotto controllo e che non la delude mai.

Cosa mi ha colpita:
L'incipit di questo romanzo è folgorante. Ieri ero in libreria che girovagavo e l'ho letto. Wow.
Inoltre ho visto che fino ai primi giorni di Aprile è scontato del 25%. Lo prenderò sicuramente!

Quando mi piacerebbe leggerlo:
Quando mi assale un momento di euforia e giocosità.





Titolo: Stai con me in ogni respiro
Autore: Jay McLean
Editore: Fabbri Editori
Pagine: 328
Prezzo: 15,90 euro

Trama:
Chloe e Blake si incontrano, anzi, si scontrano, per caso, una notte. Lui sta fuggendo dalla solitudine e dai propri pensieri. Lei da un tipo che non sembra avere buone intenzioni. Blake la salva e da subito si sente attratto da questa ragazza strana, affamata di vita ma abituata a tenere chiunque a distanza. Eppure, quando sei giovane dovresti afferrare tutto quello che il destino ti offre. Correre incontro al domani, bruciare tappe e traguardi, ubriacarti di emozioni e sogni a occhi aperti. Scoprire e sperimentare ogni cosa che ti circonda, o che hai anche solo sentito nominare. Senza mai fermarti, senza mai smettere di sperare, di desiderare, di crederci... Ma c'è un motivo per cui Chloe non permette a nessuno di avvicinarsi: sulla sua vita c'è un'ombra, una malattia che non lascia scampo. E lei, quando se ne andrà, vuole farlo in punta di piedi, per non ferire nessuno... Il giorno in cui incontra Blake non ha la minima idea che quella sarà la loro svolta, l'attimo capace di sconvolgere le loro esistenze e ribaltare le loro prospettive, per sempre. A mano a mano che lo conosce, però, non riesce più a fare a meno di lui. Per Chloe è il momento di trovare la risposta a una domanda pesantissima: esiste un amore capace di dare senso al dolore più grande?

Cosa mi ha colpita:
L'ho già comprato. Non ho saputo resistere. Ripeto il mio apprezzamento nei confronti di questa nuova collana Fabbri. Le copertine e la grafica non lasciano scampo.

Quando mi piacerebbe leggerlo:
Al tramonto, con i capelli al vento.





Titolo: La casa dei fantasmi
Autore: John Boyne
Editore: Rizzoli
Pagine: 301
Prezzo: 18 euro

Trama:
"Se mio padre è morto la colpa è di Charles Dickens." 
La vita cambia all'improvviso nell'arco di una settimana per Eliza Caine, giovane donna beneducata ma di carattere, amante dei buoni libri e di famiglia modesta ma rispettabile. Un'infreddatura le porta via il padre che, a dispetto di una brutta tosse, ha voluto ad ogni costo assistere a una lettura pubblica del grande scrittore inglese in una sera di pioggia londinese. 
Disperata per la morte del genitore, Eliza risponde d'impulso a un annuncio misterioso che la conduce nel Norfolk, a Gaudlin Hall, dove diventa l'istitutrice di Isabella ed Eustace, due bambini deliziosi ma elusivi. Nella grande casa sembra che non ci siano adulti, i genitori dei piccoli Westerley sono di fatto assenti in seguito al terribile epilogo di una storia di abusi, ossessioni e gelosie. Ma contrariamente a quel che sembra, nei grandi ambienti della villa non è il silenzio a regnare: in quelle stanze vuote spadroneggia un'entità feroce e spietata, decisa a imporsi sulla donna per impedirle di occuparsi dei bambini.

Cosa mi ha colpita:
Ehm... no dico, ma l'avete letta questa sinossi? Ditemi voi, posso non comprare questo romanzo? Posso?Sono rovinata.

Quando mi piacerebbe leggerlo:
In una fredda e cupa seratina di Novembre.






Titolo: Guerra e trementina
Autore: Stefan Hertmans
Editore: Marsilio
Pagine: 303
Prezzo: 18 euro

Trama:
Le pagine del diario che Urbain Martien, ormai novantenne, consegna al nipote poco prima di morire contengono il secolo forse più duro della storia dell'umanità. Parlano di un ragazzino di Gand che sognava di fare il pittore e che lo scoppio della Prima guerra mondiale ha trascinato su uno dei fronti più crudeli del conflitto. Raccontano di un altro tempo, di cui perfino gli odori sono scomparsi; un tempo che cominciò ad agonizzare dopo che a Sarajevo "un colpo nemmeno tanto ben mirato mandò in frantumi la pura illusione della vecchia Europa", portando alla rovina il mondo che Urbain Martien aveva conosciuto, e creando una cesura al di là della quale niente più sarebbe rimasto al proprio posto. Anche circondato da morte e fango, sotto un cielo infinito, carico di quelle nuvole che tanto sollecitano la sua fantasia, Urbain non abbandonerà mai il disegno. Quando il tempo sembra fermarsi, nella luce surreale della piana dell'Yser, l'arte lo aiuta a placare il pianto del mondo che va in pezzi intorno a lui. Le storie della guerra insieme al viso di una donna, grande amore perduto per sempre, ritorneranno silenziosi sulle tele cui dedicherà tutta la sua esistenza. Riscrivendo la vita di Urbain Martien, Hertmans costruisce un romanzo che si nutre della testimonianza di chi ha vissuto l'orrore delle trincee delle Fiandre occidentali, per poi ritrovarsi a vivere nelle trincee dei propri ricordi.

Cosa mi ha colpita:
Potrebbe sembrare noioso, ma le storie che mescolano arte, guerra e amore sono fatte per me. Staremo a vedere.

Quando mi piacerebbe leggerlo:
Lettura piuttosto impegnativa, prettamente invernale.






Titolo: Non mi piaci ma ti amo
Autore: Cecile Bertod
Editore: Newton Compton
Pagine: 303
Prezzo: 9,90 euro

Trama:
Thomas e Sandy: lui nobile e ricchissimo, lei di semplici origini irlandesi. E solo l'amicizia tra le loro famiglie a unirli. Capita così che ogni anno i due trascorrano le vacanze estive a Garden House, la favolosa residenza dei Clark. Sandy odia quei mesi, perché detesta Thomas, il suo stile di vita, i suoi amici. Crescendo, i due si perdono di vista finché... 
Alla morte del nonno, durante la lettura del testamento, Thomas si trova di fronte a un annuncio sconvolgente: potrà ereditare ogni bene solo a patto che metta la testa a posto e si sposi. E con chi? Proprio con quella Sandy Price che non vede da almeno cinque anni. Deciso ad aggirare la volontà del nonno, Thomas cerca di contattare la ragazza per convincerla a tirarsi indietro. Sandy, però, sta attraversando un momento complicato: è disoccupata ed è sul punto di perdere l'anticipo versato per acquistare un piccolo bistrot. E quando all'improvviso si presenta la possibilità di coprire ogni spesa, finisce per accettare la bizzarra proposta. Ma cosa ci si può aspettare da un fidanzamento, se lui e lei si odiano sin da piccoli? Nulla di buono, a meno che, tra una finzione e l'altra, non accada qualcosa di assolutamente imprevisto...

Cosa mi ha colpita:
Ahhhh *.* Questa trama mi incuriosisce tantissimo!! E' un libro leggero, carino e che potrebbe intrattenermi in momenti di sconforto (un po' come quelle commedie americane che si guardano col pigiamone di pile e un kg di gelato). Si, mi piace! 

Quando mi piacerebbe leggerlo:
Al più presto!!!





Titolo: Il miniaturista
Autore: Jessie Burton
Editore: Bompiani
Pagine: 439
Prezzo: 18 euro

Trama:
In un giorno d'autunno del 1686, la diciottenne Petronella Oortman - Nella-fra-le-nuvole è il soprannome datole da sua mamma - bussa alla porta di una casa nel quartiere più benestante di Amsterdam. E' arrivata dalla campagna con il suo pappagallo Peebo, per iniziare una nuova vita come moglie dell'illustre mercante Johannes Brandt. Ma l'accoglienza è tutt'altra da quella che Nella si attendeva: invece del consorte trova la sua indisponente sorella, Marin Brandt; nella camera di Marin, Nella scopre appassionati messaggi nascosti tra le pagine di libri esotici; e anche quando Johannes torna da uno dei suoi viaggi, evita accuratamente di dormire con Nella, e anche solo di sfiorarla. Anzi, quando Nella gli si avvicina, seduttiva, memore dell'insegnamento della mamma ("Il tuo corpo è la chiave, tesoro mio"), lui la respinge. 
L'unica attenzione che Johannes riserva a Nella è uno strano dono, la miniatura della loro casa e l'invito ad arredarla. Sembra una beffa. Eppure Nella, che si sente ospite in casa propria, non si perde d'animo e si rivolge all'unico miniaturista che trova ad Amsterdam. Nella rimane affascinata da questa enigmatica figura che sembra sfuggirle continuamente, anche se tra loro si mantiene un dialogo sempre più fitto, senza parole, ma attraverso piccoli, straordinari manufatti che raccontano i misteri di casa Brandt. Amore e tradimento, rancori e ossessioni, sesso e sete di ricchezza s'incontrano tra i canali di Amsterdam...

Cosa mi ha colpita:
Non ho resistito. L'ho preso appena uscito. Troppo bella la cover, troppo fascinosa ed enigmatica la trama. Insomma, doveva essere mio!

Quando mi piacerebbe leggerlo:
Ho intenzione di leggerlo nel mese in corso.






Titolo: Anima
Autore: Wajdi Mouawad
Editore: Fazi
Pagine: 505
Prezzo: 18,50 euro

Trama:
Una donna assassinata in una casa vuota, distesa in una pozza di sangue nel buio del salotto. Unico testimone, il gatto. E' questa la scena agghiacciante che Wahhch Debch si trova davanti una sera, tornando dal lavoro. Quella casa è la sua, quella donna è sua moglie. Accecato dal dolore, assetato di vendetta ma soprattutto in cerca di risposte, l'uomo parte alla caccia del killer. 
Nel disperato tentativo di trovare una spiegazione al male, sprofonda nelle viscere di un mondo a sé stante, che vive appena sotto la pelle del mondo civile, abbandonato a mafie e traffici di ogni sorta, governato da leggi proprie. E' un'esplorazione della natura umana nei suoi lati più oscuri, quella compiuta da Wahhch, un viaggio che lo porterà dalle gelide riserve indigene del Quebec, dove le più orribili bassezze si mescolano alla bellezza della cosmologia indiana, fino al Libano, dov'è sepolto il suo tragico segreto, un episodio brutale dell'infanzia che gli ha cambiato per sempre la vita. Sconvolgente odissea contemporanea, "Anima" è al tempo stesso un'ardita provocazione letteraria: capitolo dopo capitolo, il filo della narrazione è ripreso da una successione di mali, a partire dal gatto che racconta la scena iniziale. In un atipico bestiario, cani, gatti, topi, serpenti e insetti d'ogni genere si fanno testimoni dell'intera vicenda, immergendo il lettore nella loro percezione della realtà. La desolante verità che si delinea è una sola: "il cielo non ha visto niente di più bestiale dell'uomo".

Cosa mi ha colpita:
Mi piace molto l'idea che ogni capitolo sia affidato ad un diverso punto di vista e perlopiù bizzarro e insolito.

Quando mi piacerebbe leggerlo:
Lettura jolly, adatta ad ogni momento.






Titolo: Tu non tacere
Autore: Fulvio Ervas
Editore: Marcos y Marcos
Pagine: 347
Prezzo: 18 euro

Trama:
La strada buia, i lampi dei fanali, la testa piena di pensieri; l'auto pirata appare in un istante e di colpo il mondo è a testa in giù. L'ospedale è un faro nella notte. Promette cura, salvezza, che tutto quanto è possibile si farà. C'è una vita, in gioco, e Paolo Vivian non vivrà. Lorenzo è suo figlio e non è per niente 'sdraiato'. Studia medicina, sa che sbagliare è umano, ma ci sono posti dove un errore costa molto di più. Mentre studia, mentre nuota, mentre bacia Michela, un tarlo lo accompagna: nei fotogrammi mentali del pronto soccorso qualcosa non torna. La madre vorrebbe solo dimenticare, Lorenzo non può permettersi un avvocato e i medici si appellano alla tragica fatalità. 
La sua sete di chiarezza tocca nel cuore il vecchio prof di scienze del liceo, paladino del corpo umano e della fotosintesi clorofilliana. Insieme, affidano il caso alla TNT: tre donne toste, Tosca, Norma e Tina, che del diritto alla salute sono sceriffa, contabile e poeta. Passo dopo passo, conquisteranno il giorno della verità. Partendo da' fatti reali, "Tu non tacere" si avventura in punta di piedi all'incrocio degli incroci, dove scienza, speranze di vita, umanità e professionalità del medico affrontano le contraddizioni di un sistema molto complicato. Ci ricorda la cura che dobbiamo al nostro corpo, e alla rete formidabile delle persone che amiamo; che un figlio per crescere deve alzarsi in piedi e, almeno nel ricordo, guardare negli occhi suo padre.

Cosa mi ha colpita:
Attualissima la tematica della malasanità. Di Fulvio Ervas ho letto, come molti, 'Se ti abbraccio non aver paura' e mi è piaciuto davvero molto.

Quando mi piacerebbe leggerlo:
Quando ho voglia di riflettere su tematiche di attualità emozionandomi al contempo.






Titolo: Il club delle lettrici
Autore: Jennifer Scott
Editore: Piemme
Pagine: 291
Prezzo: 16,50 euro

Trama:
Ci sono libri che fanno innamorare. Libri che ti aiutano a dimenticare. Libri che significano un nuovo inizio. Perché entrare in un libro è come vivere un'altra vita, ogni volta diversa. Per Jean i libri sono tutto questo, e altro ancora. Erano la cosa che lei e il marito amavano di più, prima che lui la lasciasse, stroncato da una malattia impietosa. 
Così, a due anni dalla sua morte, quasi per caso, i libri sono tornati a essere al centro della sua vita: ogni secondo martedì del mese, infatti, Jean prepara una deliziosa cenetta, apre una buona bottiglia di vino, e invita le sue quattro amiche per parlare dei libri letti durante il mese. Un book club nato quasi per caso, un po' scalcagnato e innaffiato da molto vino rosso, in cui le storie più belle della letteratura tornano a rivivere... e continuano a insegnare qualcosa anche a Jean e alle sue amiche. Rendendo più intense le loro vite. Grazie ai libri qualcuna si innamorerà, qualcun'altra troverà il coraggio di lasciare la vecchia vita, e tutte impareranno il valore della cosa più importante che c'è: l'amicizia.

Cosa mi ha colpita:
Ecco, le case editrici lo fanno apposta. Mi tentano! Non ce la faccio a leggere una trama del genere e non catapultarmi in libreria per comprare il libro. Aiuto :(
Molto carina l'idea del Book Club. Quanto ne vorrei avere uno anche io, ma tra le mie amiche nessuna legge... Uffa.

Quando mi piacerebbe leggerlo:
In autunno, in un caffè del centro, sorseggiando qualcosa di caldo.





Titolo: Il regno
Autore: Emmanuel Carrère
Editore: Adelphi
Pagine: 428
Prezzo: 22 euro

Trama:
"In un certo periodo della mia vita sono stato cristiano" scrive Emmanuel Carrère nella quarta di copertina dell'edizione francese del Regno. "Lo sono stato per tre anni. Non lo sono più". Due decenni dopo, tuttavia, prova il bisogno di "tornarci su, di ripercorrere i sentieri del Nuovo Testamento: non da credente, questa volta, bensì "da investigatore". Senza mai dimenticarsi di essere prima di tutto un romanziere. Così, conducendo la sua inchiesta su "quella piccola setta ebraica che sarebbe diventata il cristianesimo", Carrère fa rivivere davanti ai nostri occhi gli uomini e gli eventi del I secolo dopo Cristo quasi fossero a noi contemporanei: in primo luogo l'ebreo Saulo, persecutore dei cristiani, e il medico macedone Luca (quelli che oggi conosciamo come l'apostolo Paolo e l'evangelista Luca) ; ma anche il giovane Timoteo, Filippo di Cesarea, Giacomo, Pietro, Nerone e il suo precettore Seneca, lo storico Flavio Giuseppe e l'imperatore Costantino - e l'incendio di Roma, la guerra giudaica, la persecuzione dei cristiani; riuscendo a trasformare tutto ciò, è stato scritto, "in un'avventura erudita ed esaltante, un'avventura screziata di autoderisione e di un sense of humour che per certi versi ricorda Brian di Nazareth dei Monty Python". 
Al tempo stesso, come già in Limonov, Carrère ci racconta di sé, e di sua moglie, della sua madrina, di uno psicoanalista sagace, del suo amico buddhista, di una baby-sitter squinternata, di un video porno trovato in rete, di Philip K. Dick...

Cosa mi ha colpita:
Non ho letto nulla di questo autore così discusso, e vorrei farlo prima o poi. Le sue opere hanno un qualcosa di pretenzioso e monumentale ai miei occhi.

Quando mi piacerebbe leggerlo:
Seduta di fronte a qualcosa di bello. Una chiesa ad esempio?







Titolo: Ricominciare a Parigi
Autore: Corine Gantz
Editore: Sperling & Kupfer
Pagine: 323
Prezzo: 16,90 euro

Trama:
Una casa nel cuore di Parigi: per molti è un sogno, per Annie è tutta la sua vita. L'elegante palazzina nel sedicesimo arrondissement dove si è trasferita dieci anni prima, dopo aver lasciato gli Stati Uniti, è l'unico luogo che l'abbia fatta sentire al sicuro in quel paese straniero. L'unico luogo in cui si sia sentita padrona di sé, indaffarata tra i fornelli o in giardino, tra mobili da aggiustare e pareti da ridipingere, mentre i bambini erano a scuola e il marito perennemente al lavoro, perennemente "distante" - più di quanto Annie potesse immaginare. 
Ora che lui è morto all'improvviso lasciandola in un mare di debiti, Annie deve escogitare un piano per non perdere ciò che ha di più caro. E così, nonostante il parere negativo del fedelissimo (e quindi probabilmente innamoratissimo) amico Lucas, decide di affittare le stanze vuote della casa. 
Il suo annuncio, intitolato "Ricominciare a Parigi!", non è il solito inserto pubblicitario, bensì un messaggio che colpisce nel profondo anime alla deriva in cerca di un approdo sicuro e accogliente. A rispondere sono Lola, Althea e Jared: una ex modella americana in fuga da una vita apparentemente perfetta, una ragazza fragile in fuga da una solitudine che la consuma, e un affascinante pittore squattrinato in fuga dai propri incubi. Annie non è uno chef stellato, ma di stellare ha la passione e la fantasia, tali da infondere calore e vita a tutto ciò che tocca.

Cosa mi ha colpita:
Caruccia la trama, ma la cover non mi colpisce proprio per niente. Non so se lo leggerò mai.

Quando mi piacerebbe leggerlo:
A Parigi? Si, magari. -___-






Titolo: Senti le rane
Autore: Paolo Colagrande
Editore: Nottetempo
Pagine: 336
Prezzo: 16,50 euro

Trama:
Al tavolino di un bar, Gerasim racconta a Sogliani la storia di un terzo amico seduto poco più in là, ed è una storia molto avventurosa. Ebreo convertito al cattolicesimo per chiamata divina, Zuckermann prende i voti e diventa "il prete bello" di Zobolo Santaurelio Riviera, località balneare di "fascia bassa": agli occhi dei fedeli passa per un santo, illuminato, alacre e innocente. 
Ma un pomeriggio di fine estate, mentre intorno al suo nome diventano sempre più insistenti le voci di miracoli, a Zuckermann si offre la visione della Romana, la figlia diciassettenne di due devoti parrocchiani. Da lì in poi, fra pallidi tentativi di espiazione, passioni e gelosie, cui fanno da contrappunto le vaneggianti digressioni di Gerasim e Sogliani, dall'Uomo vitruviano agli etologi fiamminghi, dagli asceti di Costantinopoli all'Ikea, da Rossella O'Hara all'olio di nespolo babilonese, lentamente si consuma una tragedia sentimentale che travolge l'intera comunità e trova il suo epilogo in riva a un fosso...

Cosa mi ha colpita:
Bello l'espediente narrativo e l'atmosfera popolare. Mi incuriosisce.

Quando mi piacerebbe leggerlo:
Seduta vicino alla finestra, sbirciando ogni tanto in strada.





Titolo: La signora dei gelsomini
Autore: Corina Bomann
Editore: Giunti
Pagine: 480
Prezzo: 11,90 euro

Trama:
Il sogno d'amore di Melanie sta finalmente per realizzarsi: presto sposerà Robert, l'uomo che ama da sempre. Ma il destino sembra aver deciso diversamente: Robert rimane vittima di un terribile incidente e cade in coma. Devastata dal dolore, Melanie mette da parte la sua carriera di fotografa per rifugiarsi nella villa di campagna della bisnonna Hannah. A 96 anni, Hannah sa bene quali terribili prove può riservare l'esistenza, e decide di raccontare alla nipote la sua storia, accompagnando Melanie in un viaggio avventuroso e affascinante: dall'infanzia nell'esotica Saigon, dove Hannah fu separata dall'amata sorella adottiva, alla giovinezza nella Berlino degli anni Venti, dove vivrà un amore grande e impossibile, per poi cercare un nuovo inizio a Parigi come disegnatrice di cappelli. Una vita piena e drammatica, costellata di perdite ma anche di doni inaspettati: perché il segreto di Hannah è aver avuto la forza di non arrendersi mai. Riuscirà Melanie a trovare il coraggio di seguire le orme della nonna? E possibile ricominciare a lottare, quando la vita sembra averti strappato tutto quello che ami?

Cosa mi ha colpita:
Quando nelle sinossi leggo la parola 'nonna',è finita.  Sono incredibilmente affascinata dai racconti degli anziani, dalle loro storie e dagli insegnamenti che ne posso trarre.

Quando mi piacerebbe leggerlo:
Sulla terrazza di mia suocera, circondata dai gelsomini.






Titolo: L'anonima fine di radice quadrata
Autore: Alessandro Mari
Editore: Bompiani
Pagine: 315
Prezzo: 18 euro

Trama:
"Sei una radice quadrata senza il numero dentro." Sofia, sedici anni, studentessa svagata e blogger pungente, si sente rivolgere questo insulto ma non lo capisce. Abituata ad avere l'ultima parola, decide che Radice Quadrata sarà il soprannome del compagno che l'ha insultata. Lui è quello che non ride, quello che vive in un mondo di silenzi e taccuini chiusi con l'elastico. Prima solo curiosa, poi travolta da una vera ossessione, Sofia comincia a pedinare Radice Quadrata dopo la scuola, in mezzo a casermoni grigi, sotto la pioggia che batte impietosa la città. E tra corse in bici e appostamenti finisce per imparare più cose di sé che del ragazzo senza nome
Intanto un professore entusiasta chiede alla classe di scrivere dei racconti edificanti alla maniera di "Cuore", storie di nuovi e giovani eroi. Intanto ci sono feste e piccoli amori che subito si sciolgono in disamori. Intanto non smette di piovere, e l'acqua gonfia ogni cosa. Ci vorrà una tragedia che coinvolge l'intera scuola perché Sofia riesca a scalfire il mistero di Radice Quadrata, vedendosi rovinare addosso il segreto doloroso e vivo di un ragazzo che ha paura di tante cose, ma non di quello che prova.

Cosa mi ha colpita:
Wow. Una storia che sembra originale, tenera e drammatica. Uno tra i libri più interessanti tra le uscite di questa settimana.

Quando mi piacerebbe leggerlo:
Neve bianca a coprire i davanzali.





Titolo: Questo indomito cuore
Autore: Pearl S. Buck
Editore: Sonzogno
Pagine: 332
Prezzo: 16 euro

Trama:
In una piccola e tranquilla città americana, negli anni Trenta, la vita procede senza sbalzi. Le ragazze vanno al circolo a divertirsi, poi si sposano. Le donne sposate stanno a casa a curare i bambini, a cucinare, a tenere in ordine. I mariti lavorano e mantengono la famiglia. 
Poi c'è Susan Gaylord, giovane, bella, che si distingue dalle altre: non si sa bene perché, tutti dicono che lei è diversa. In effetti ha qualcosa in più: con le sue mani sa impastare una torta deliziosa, sa cucire un vestito elegante, sa suonare il pianoforte con sensibilità. Ma soprattutto ha una passione che è solo sua: ha uno spiccato talento per modellare il marmo, per la scultura. E una vera artista. Questo dono, che fa di lei una donna in anticipo sui tempi, la pone di fronte a un classico dilemma: scegliere tra le gioie della famiglia, a cui non intende in alcun modo rinunciare, e la carriera artistica.
Susan però ecco la sua indomita aspirazione - non vuole essere costretta a scegliere Susan vuole tenere unito tutto. E con questo spirito che si getterà a capofitto - in una scommessa dall'esito incerto - nei due amori della sua vita: Mark, un modesto agente immobiliare che le assicura il calore dell'affetto domestico, e Blake, un vulcanico bohémien che le fa invece conoscere la passione. Pearl S. Buck, premio Nobel per la letteratura nel 1938, ha creato, dando vita al conflitto interiore di Susan, un'eroina dei tempi moderni.

Cosa mi ha colpita:
Cosa non mi ha colpita, vorrete dire... La storia, l'epoca in cui è ambientata, il tema dell'unione tra famiglia e carriera. Questo è forse, in assoluto, uno dei volumi che desidero di più di questa selezione.

Quando mi piacerebbe leggerlo:
Io chiusa in macchina, la pioggia fuori.





Titolo: Senza nuvole
Autore: Alice Oseman
Editore: Newton Compton
Pagine: 287
Prezzo: 9,90 euro

Trama:
"Il mio nome è Tori Spring. Mi piace dormire e mi piacciono i blog. L'anno scorso avevo degli amici. Prima che succedesse tutto quel casino con mio fratello, prima di dover affrontare la dura realtà dei miei voti e delle domande per l'iscrizione all'università e prima di rendermi conto che avrei dovuto iniziare a parlare con la gente... Le cose erano molto diverse, credo. Ma adesso è tutto finito. Ora c'è qualcuno che si firma Solitaire che sta cercando di terrorizzare tutta la scuola con strani messaggi e minacce. E, a dire la verità, ci sta riuscendo anche bene! E poi c'è quello nuovo, un certo Michael. Sì, ok, è dolce e sensibile, ma perché mi sta così addosso? Nessuno ha detto che non sia carino e so che molte ragazze in classe lo trovano anche sexy. Ma non io. A me non interessano le storie d'amore e detesto i mielosi romanzi della Austen. Ma con tutta questa confusione ho davvero paura di non capirci più nulla..."

Cosa mi ha colpita:
Credo che questa uscita sia rivolta ad un pubblico leggermente più giovane di me, però non si sa mai. Lo sapete che leggo di tutto.

Quando mi piacerebbe leggerlo:
Momenti di relax, in vasca.






Titolo: Tu 
Autore: Caroline Kepnes
Editore: Mondadori
Pagine: 382
Prezzo: 17 euro

Trama:
Basta una mano che chiude con gentilezza la porta della libreria per non farla sbattere, basta la scelta di un libro né troppo sofisticato né troppo sciocco, basta un maglione a V senza reggiseno, ed ecco che la fantasia di Joe si mette in moto. 
Joe è un libraio dell'East Village, ama il suo lavoro e ha una personalissima idea sui libri che bisognerebbe leggere, e poi ha un certo occhio per i suoi clienti. Non gli può sfuggire la giovane, carina, sessualmente provocante Guinevere Beck, aspirante scrittrice che ha appena varcato la soglia e ora vaga tra gli scaffali rifugiandosi tra la F e la K, lanciando dietro di sé un sorrisetto malizioso. Beck è tutto ciò che Joe ha sempre desiderato: glaciale e al contempo più sexy di qualsiasi fantasia estrema, ha l'aria da dura, e racconta un sacco di bugie che la rendono misteriosa e ancora più affascinante. E poi non la smette di scrivere, scrive di tutto tranne che il proprio romanzo: mail alle amiche, twitter, sms, tutto un mondo di informazioni private facilmente accessibili e tutti sembrano essere molto, ma molto interessati a lei. Beck ancora non lo sa, ma lei è perfetta per Joe. E la sua anima gemella. 
E presto non potrà più resistere a un ragazzo che sembra disposto a fare qualsiasi cosa per lei. Ma c'è qualcosa che sfugge a entrambi. Qualcosa di Joe che Beck non ha del tutto realizzato. Qualcosa di nascosto dietro la meravigliosa facciata di Beck. E la loro reciproca ossessione potrebbe rivelarsi non così innocua...

Cosa mi ha colpita:
Intrigante, questa è la parola esatta. Abbiamo libri, passione e mistero. Un bel trio di elementi. E la copertina mi attira molto.

Quando mi piacerebbe leggerlo:
Distesa a terra a pancia sotto, ascoltando musica classica.








Titolo: Se stiamo insieme ci sarà un perchè
Autore: Daniela Sacerdoti
Editore: Newton Compton
Pagine: 319
Prezzo: 9,90 euro

Trama:
La vita di Inary Monteith è a una svolta cruciale. Dopo aver passato la notte con Alex, il suo migliore amico, lei gli ha spezzato il cuore dicendogli che è stato un errore
Quella stessa mattina, poi, una terribile telefonata le impone di lasciare Londra per tornare in tutta fretta dalla sua famiglia, nelle Highlands scozzesi: la sorella minore, malata da tempo, è peggiorata improvvisamente. Il ritorno nella terra d'origine segnerà per Inary un imprevisto momento di riflessione sul passato e su quello che desidera dal futuro. Oltre alle precarie condizioni di salute della sorella, infatti, dovrà confrontarsi con un fratello ostile, un ex fidanzato con cui non vuole più avere niente a che fare, i suoi contrastanti sentimenti per Alex e un affascinante ragazzo americano incontrato da poco. Inoltre, si troverà a dover gestire uno strano dono che credeva di aver perso per sempre - un sesto senso che da secoli attraversa le generazioni e caratterizza molte donne della sua famiglia. E quando una voce dal passato le chiede con insistenza di essere ascoltata, Inary scoprirà un mistero che dovrà necessariamente svelare, se vorrà tornare a essere libera e felice.

Cosa mi ha colpita:
C'è qualcosa che adoro in questa cover. Saranno i colori autunnali, non lo so.
Di Daniela Sacerdoti avevo preso 'Ho bisogno di te', ma non l'ho ancora letto. Credo proprio che prenderò anche questo.

Quando mi piacerebbe leggerlo:
Seduta su una panchina, circondata dalle foglie secche dell'autunno.


___________




Avete visto quante novità interessanti?
Quali sono i libri che vi interessano e che vi incuriosiscono?

Buona vita e buona lettura.