mercoledì 4 febbraio 2015

Vivere è la vera rivoluzione - Revolutionary Road di Richard Yates


Buongiorno lettori e bentornati su Sfogliando la vita.
Non sono sparita, questo è solo l'effetto della sessione invernale -_-
E' iniziata da pochi giorni una nuova settimana e speriamo che sia per tutti noi positiva e sorprendente. Dovevo pubblicare questo post Lunedì, ma sono stata davvero sommersa dagli impegni. In ogni caso, meglio tardi che mai.
Buona lettura.


#18



Al diavolo la realtà! Dateci un bel po' di stradine serpeggianti e di casette dipinte di bianco, rosa e celeste; fateci essere tutti consumatori, fateci avere un buon senso di Appartenenza e allevare i figli in un bagno di sentimentalismo - papà è un grand'uomo perchè guadagna quanto basta per campare, mamma è una gran donna perchè è rimasta accanto a papà per tutti questi anni - e se mai la buona vecchia realtà dovesse venire a galla e farci bu!, ci daremo un gran da fare per fingere che non sia accaduto affatto. 



Sapevo che non sarebbe stata una lettura innocua, una di quelle che impieghi meno di una settimana a dimenticare. Sapevo che questo sarebbe stato un romanzo cambia-vita o cambia-pensiero. O comunque un romanzo apri-gli-occhi o rifletti-a-lungo. Oppure almeno un romanzo sono-consapevole-di-aver-letto-qualcosa-di-speciale.

Così è stato. Per quale motivo? Perchè la storia di April e Frank è straziante e sfacciata, non è mitigata da nulla. E' estrema. Ed è esattamente così anche la prosa di Yates.
Definirei il suo stile (più che realista e basta, come viene spesso denominato) come un REALISMO LIRICO o POETICO, una prosa cioè coerente alla realtà e crudele nella sua sfrontatezza, ma impreziosita da perle e diamanti di lirismo e profondità psicologica. Una scrittura fitta e intensissima, che regala al lettore la possibilità di seguire un percorso lineare ma riesce allo stesso tempo a ferire e pugnalare senza troppi giri di parole. Non mancano punte di ironia e cinismo che completano il quadro di una prosa magnifica e altamente letteraria.
Ti accorgi, mentre leggi, di avere davanti a te un capolavoro, una di quelle opere che non potranno cadere nell'oblio. Credo che infatti, oltre alla trama profondamente drammatica, dunque coinvolgente, l'aspetto che rimane più impresso di Revolutionary Road è proprio il modo in cui questa storia ci viene raccontata e la sua potentissima valenza letteraria.

"Frank fece partire un pugno tremante, per colpirla alla testa con un manrovescio, e lei si rannicchiò contro il parafango in uno sgraziato groviglio di paura; poi, invece di colpirla, Frank ballonzolò via con una mediocre imitazione del lavoro di gambe di un pugile, e lasciò calare il pugno, con quanta forza aveva, sul tetto della macchina, e così per quattro volte - bum,bum,bum,bum! - mentre April stava a guardare. Quando ebbe finito, l'unico suono, per chilometri, restò la stridula, liquida cantilena delle ranocchie."

E' questo un esempio della fascinosa ed evocativa prosa di Yates. Non l'avete percepita la forza dei pugni scaraventati sulla carrozzeria? Non le avete udite, almeno per un attimo, quelle ranocchie?
Una scena che ghiaccia il sangue nelle vene.


L'autore è riuscito a dipingere, con grande maestria ed originalità il macrocosmo della middle-class americana degli anni '50, puntando gli occhi sul microcosmo di una famiglia all'apparenza uguale a tante altre.
Il romanzo si divide in tre parti : una prima in cui c'è la crisi dei coniugi Wheeler, una seconda in cui i due protagonisti ricoprano questa crisi con un velo di zucchero e piombano in una dorata illusione a cui nessuno dei due crede davvero, e una terza parte in cui la realtà prevale e porta ad una conclusione estrema.
I protagonisti della vicenda, April e Frank, sembrano avere tutto ciò che si possa desiderare: una graziosa villetta, due bambini, un cane, degli amici,una buona istruzione e un buon lavoro.
Il loro unico, pericoloso, problema è quello di aver costruito tutto su un piedistallo troppo piccolo, a brodo di una barca già troppo scalfita dalle onde. La base della loro relazione e delle loro vite è farcita solo da illusioni, sogni a occhi aperti che trasportano l'uomo e la donna in mondi inesistenti ed edulcorati dal desiderio profondo di evadere dalla realtà.
Non si tratta di illusioni di tendenza foscoliana, ovvero curative e positive, almeno in parte, per l'animo umano poiché evitano all'uomo di cadere nella disperazione data dall'estrema caducità delle cose e della vita, ma di illusioni spietate e maligne.

Yates spalanca un sipario sulla profonda rovina di una coppia senza amore, colpita dall "urto della realtà", insopportabile e inaccettabile per chi, come loro, vive di progetti e sogni. Il presente non esiste per i nostri protagonisti. Camminano con la mente rivolta al passato (ricordando la passione e l'infatuazione iniziale, la scintilla che scatta quando si è giovani e sprovveduti) e gli occhi rapiti da un futuro che non verrà mai.


Frank ha rinunciato a vivere una vita autentica e si trascina, odiando l'immagine che vede di se stesso e appoggiandosi stancamente all'immagine (ormai sfocata) della famiglia perfetta.
Sente (ma sente davvero?) la responsabilità di dover emulare suo padre, un uomo rimasto intrappolato per tutta la vita in un lavoro che detestava. Suo padre è il suo falso modello. Frank crede di voler avere la sua forza, la sua fermissima volontà, la sua autorevolezza. E' ossessionato dal voler dimostrare al mondo (ma in realtà solo a se stesso) di essere un "vero uomo", incline ai lavori faticosi, capace di prendere in mano la situazione. Non tende mai l'orecchio ai suoi veri desideri. Non si chiede mai: Questa è la vita che voglio vivere? Desidero davvero tutto questo?

Trascorre le sue giornate nella noia e nell'apatia, barcollando in mezzo ad una vita di cui non ha scelto nemmeno un dettaglio. E' come se vivesse in un appartamento del quale detesta ogni pezzo di arredamento, o comunque non ne ha voluto ardentemente nemmeno uno.
Cosa ci rende umani, dopotutto? Il desiderio, la spinta verso qualcosa, l'ardore e l'emozione. Tutto questo sembra sopito in Frank che vive da addormentato e cerca di sentirsi vivo durante le false conversazioni con amici a cui non vuole bene e durante qualche sporadica scappatella extraconiugale.

Dall'altra parte, April è una donna volubile e tremendamente aggrappata a sogni e desideri.
Cresciuta nella totale mancanza di affetti e punti di riferimento, non è capace lei stessa di dare amore genuino al marito e di essere porto sicuro per i suoi figli.  La sua è una vita disincantata, artificiale e priva di qualsiasi sentimento vero. Il vuoto la perseguita dall'interno e lei cerca irrefrenabilmente di riempirlo con pensieri e azioni che non riescono a rappresentare la sua vera natura. E' una caricatura. Una bambola con un sorriso freddo disegnato sul viso.
Si culla e si addolcisce la vita pensando a quello che potrebbe essere, a quello che sarà. Proiettata con lo sguardo verso il futuro, April si dimentica completamente di vivere il suo presente che apparirebbe come una collezione di nevrosi e depressioni.
I litigi con Frank superano ogni buon senso. La loro forza è data dallo scaricare sull'altro ogni frustrazione, ogni mancanza e ogni tristezza, colpendo i punti deboli e uccidendosi con le parole, senza comprendere di essere da tempo già morti.

Le loro giornate, innaffiate di Whisky e lacrime a lungo trattenute, raccontano le debolezze e le menzogne del vivere, che spesso sono lo specchio della paura della vita stessa.
Siamo così impegnati a nascondere le nostre fragilità che nascondiamo tutto ciò che di vero c'è in noi, tramutandoci in delle statue bianche in movimento, colorate solo da ornamenti frivoli, discorsi costruiti, volti statici privi di qualsiasi emozione.

Tutti i personaggi di questo romanzo sono rinchiusi in gabbie dorate, in cui loro stessi si rifugiano scappando a gambe levate dalla realtà. Le loro sono esistenze e felicità fasulle costruite sulla base di una presunta superiorità intellettuale, di una presunta specialità rispetto a tutti gli altri.
Yates orchestra una variopinta sinfonia di personalità ingabbiate nel proprio mondo pulito e profumato ma  ricoperto di minuscole macchioline indelebili, ben nascoste dentro un cassetto o spinte furiosamente sotto il tappeto.
Ogni realtà borghese che ci viene descritta è rappresentata con maestria e dinamismo e nessun personaggio è inutile al fine della vicenda principale. Il realismo è penetrante e fotografa una realtà fatta di odori, ricordi, oggetti e dettagli sensoriali precisi.
Ne viene fuori un quadro tragico e poco clemente nei confronti dell'essere umano, un romanzo-vortice attraversato da sprazzi di piatta solitudine e nera disperazione. E quello che rimane in me, come insegnamento, monito, messaggio ultimo è...

La rivoluzione non è un fuoco d'artificio, non è fare grandi cose.
La vera rivoluzione è vivere la realtà, intensamente e completamente.


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Spero che questi miei confusi pensieri vi siano piaciuti. Fatemi sapere, ovviamente, se voi avete letto questo libro e cosa ne avete pensato. Avrei potuto scrivere ancora moltissimo, ma ho dovuto contenermi. 
Se vi foste persi l'appuntamento con Un frammento di lettura vi lascio qui un altro meraviglioso assaggio della prosa di Yates.
Vi consiglio, solo dopo aver letto il libro, anche la visione del film omonimo del 2008 diretto da Sam Mendes, interpretato dai sublimi Kate Winslet e Leonardo DiCaprio.

Buona vita e buona lettura.



4 commenti:

  1. Eccola la mia blogger preferita!! ^^
    Ti stavo per scrivere in questi gionri per sapere se eri sopravvisuta all'università, ti immaginavo in mezzo a libri ed esami!! XD
    Per il libro, la tua fantastica recensione non fa che confermare la mia volontà nel leggere questo libro, Yates conquisterà anche me??!!Lo spero tanto!!! *-*
    Come sempre, grazie per le tue parole sempre bellissime e piene di significato, adoro il tuo modo di scrivere!
    Bacio!

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    1. Eh lo sai che la cosa è reciproca :)
      Si, sono sopravvissuta (per adesso hihihi). Effettivamente ero sommersa da libri ed evidenziatori :P
      Sono convinta che piacerà molto anche a te! Leggilo al più presto mi raccomando!
      Grazie mille per i complimenti e per il tuo commento, sempre puntuale :)
      Un bacione :*********

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  2. Questa recensione è bellissima, e sicuramente il libro merita assolutamente di essere letto!!! Lo farò sicuramente, grazie per avermi fatto conoscere meglio questo libro, che avevo solo sentito nominare in relazione al film di qualche anno fa (e che non ho visto)!!!
    Complimenti!

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    1. Ma grazie mille! :) Sono molto felice che la mia recensione ti sia piaciuta. Merita davvero questo libro!!

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Ciao, lascia pure un segno del tuo passaggio... mi farai felice :)