mercoledì 25 febbraio 2015

Siamo così giovani - Recensione de Il contrario della solitudine di Marina Keegan



Buongiorno miei amati lettori e bentornati su Sfogliando la vita.
La settimana scorsa, durante un giro di perlustrazione in libreria, un volume ha catturato il mio sguardo. Era poggiato sullo scaffale delle novità, in pila su altri libri suoi gemelli. Tutti avevano questa ragazza in copertina, con un cappottino giallo e una gonna a fiori. La ragazza sorrideva lievemente con le labbra, ma negli occhi il sorriso era radioso.
Mi sono avvicinata e lentamente ho preso la copia madre (ovvero la prima). "Il contrario della solitudine", ho letto. E sotto: "L'idea che sia troppo tardi per fare qualcosa è comica. Siamo così giovani. Non dobbiamo perdere questo senso di possibilità perchè alla fine è tutto quello che abbiamo."
Sono corsa alla cassa, pensando che quello sarebbe stato il libro della mia vita. O almeno, uno dei libri della mia vita.
Qualora ve lo foste perso vi lascio qui un frammento de Il contrario della solitudine, lo scritto di apertura di questa raccolta.



#21





Spesso, rovistando nella mia macchina, trovavo molto più dei semplici cimeli fisici. Per due mesi mi bastò aprire la portiera per rivivere la prima volta che mi aveva baciata. Il suo sorriso con le fossette era visibile a stento nell'oscurità, eppure mi aveva fatto incespicare all'indietro mentre tornavo alla mia macchina, tutta rossa in viso. Sul sedile posteriore c'era una copia del "New York Times" del 3 giugno che non me la sentivo di buttare via, Mentre tornavamo dal campeggio l'aveva letta dalla prima all'ultima riga, con le canzoni di Simon e Garfunkel in sottofondo (le avevo messe sperando che si accorgesse che tutte le canzoni parlavano di noi). Non ci eravamo detti molto durante quel viaggio. Non ce n'era bisogno. All'uscita dall'autostrada aveva fatto scivolare la mano nella mia per la prima volta, e mi ero resa conto troppo tardi che avrei dovuto proseguire. Dopo il giornale, c'erano i segni delle unghie che avevo affondato nel cuoio del volante la sera in cui avevamo deciso di restare amici. La mia macchina mi aveva ascoltata piangere per tutti i trentasei chilometri fino a casa. (...)
dal saggio "Stabilità in movimento"
contenuto in "Il contrario della solitudine"


Quella ragazza col cappottino giallo e la gonna a fiori, vestita d'allegria, è Marina Keegan. Aveva solo 22 anni quando è morta in un incidente automobilistico. Questo era il suo destino.
Come era suo destino lasciare soltanto poche righe della sua prosa. Righe che potranno (e con me lo hanno fatto) regalare tanto a tanti.
La cantrice della giovinezza, bisognerebbe chiamarla. Di tutte le insicurezze, degli amori friabili e complessi ma indimenticabili, delle paure, quelle che ti fanno dormire tre ore per notte, se sei fortunato. Delle gioie e delle illusioni che la giovinezza comporta.
Queste pagine sono abitate da emozione purissima, che scaturisce dalla semplicità e dalla forza di una scrittura chiara e sensibile, eppure decisa. Fremente, concitata, tempestosa, proprio come l'anima di un ventenne.
Marina non ha timore di parlarci della profondità dei sentimenti che ti fanno venir voglia di piangere, ma non ci priva nemmeno di quella sfavillante frivolezza che ti fa venire voglia di correre e ballare e gridare.
Ci racconta dei dubbi e della sensazione meravigliosa di comprendere che quei dubbi fanno parte del cuore di tanti. Il contrario della solitudine, ecco. Il sentire che non si è soli. Non siamo i soli a sentirci smarriti, confusi, sorpresi da un'esistenza troppo grande, immensa e spaventosa.
E' questo senso di appartenenza, di condivisione delle stesse esperienze. Il pensare siamo tutti così, o almeno tanti sono come me, un pensiero che riesce a riportare la speranza in degli occhi spenti.
Come i miei ad esempio, che per un po' sono stati spenti.
E come si può, dunque, anche solo insinuare che la letteratura non sia vita? Che non sia conforto, emozione, vitalità?
Questo libro ha bussato alla mia porta quando ne avevo bisogno. Mi ha fatto sorridere e mi ha regalato ottimismo, e voglia di farcela, di lottare per i miei obbiettivi.
Esatto, le parole di una ragazza che non ha potuto vivere tutti i momenti che le spettavano, insegnano a me, ragazza viva, a vivere. Anche questo fa, la letteratura.

"Il contrario della solitudine" è una raccolta di racconti e saggi di argomenti molto vari e diversi. La prima parte è dedicata ai nove racconti, e la seconda e ultima parte agli otto saggi (escluso il saggio iniziale, ovvero il mio preferito insieme a Stabilità in movimento).
Forse anche per questa sua struttura eclettica e camaleontica è così complicato parlarvene.
Non ci si trova di fronte ad una trama e la Keegan riesce a toccare davvero molti temi, sconnessi l'uno dall'altro, con una facilità sorprendente. Non risulta però un libro confuso o poco coeso al suo interno, perchè la riflessione di base dell'autrice rimane costante e ripercorre tutte le sue righe.
Ci racconta l'amore, vecchio e giovane, passionale e stanco, debole e incosciente. Ci racconta la morte, sempre presente, quasi come in una premonizione sul suo destino infelice. Ci narra di una gioventù in corsa, speranzosa e nostalgica allo stesso tempo, vitale ma con un presagio di tristezza e distruzione portato sempre al guinzaglio, come un compagno fedele.
Dopotutto è la vita che è fatta così. La felicità cammina mano nella mano con la tristezza, la speranza con la delusione, il dolore abbraccia la tranquillità e la stringe fino a non farcene ricordare nemmeno un frammento.


 Vuoi andartene presto?
No, voglio avere il tempo di innamorarmi di tutto...
E piango perchè tutto è così bello e così breve.

 dalla poesia Cose del passato di Marina Keegan



Nei suoi racconti, piccoli quadri folgoranti, ci mostra una giovinezza senza limiti ma che spesso se ne crea molti da sola. Vite mai completamente concluse, quelle degli esseri umani. Estremamente tesi verso qualcosa di più infinito.
Tutti i suoi testi sono cosparsi da quella malinconia pervasiva, e quasi sorridente, tipica solo dei giovani e dei vecchi. Tipica solo di chi ha vissuto poco, e di chi fin troppo.
La sua prosa, matura e folgorante, è capace di penetrare a fondo in quelle sensazioni a cui non sappiamo dare un nome, a cui non diamo mai una semplice motivazione.
Scava, Marina, scava in profondità, per risalire con consapevolezza in più. E più voglia di restare viva.
E trasmette questa positività, questo ottimismo emozionante a tutti coloro che la leggono. Certo, nei racconti c'è anche tanto dolore e tanta delusione, ma quasi tutti hanno in serbo, alla fine, una fogliolina di speranza. Un sorriso.

I suoi personaggi si imprimono nella mente come timbri in bianco e nero, in modo forte e veloce.
C'è Claire, la protagonista di Fredda pastorale (il primo racconto) che si trova a dover affrontare qualcosa che va oltre le sue capacità. Mette a nudo le sue debolezza, facendoci sentire così vicini a lei.

(...) e mi sentivo un'aliena. In realtà mi capitava spesso, in un sacco di circostanze. Era come se dovessi provare qualcosa che non provavo.

E poi ancora ci sono famiglie che si avviano verso il loro personale inverno, rapporti incredibilmente intensi e l'amore di una madre per sua figlia. Ci sono bagagli smarriti da migliaia di viaggiatori e treni che passano una volta sola.C'è la consapevolezza di un errore e c'è il rendersi conto che non conosceremo mai davvero chi abbiamo di fronte.
C'è l'incertezza nei confronti del futuro, e ci sono sogni con una direzione.

Mi manca sognare in avanti - disse Anna.Che cosa?Ora sogno all'indietro. Non immagini quanto sognerai all'indietro un giorno.(...)Non credevo che i sogni avessero una direzione. (...)Io sogno il passato, le cose che sarebbero potute succedere , o che sarebbero dovute succedere, o che non sono mai successe. Tu sogni il futuro. Sei così giovane, Sam. Adesso non te ne rendi conto, ma sei così giovane."

Insomma c'è davvero tutto. Everything. O almeno tanto. Tanta roba.

Citerei ancora moltissime pagine, ma voglio che le leggiate, che le scopriate da voi.
Questa è solo una minuscola parte di quello che troverete in questa raccolta, che sicuramente ha i suoi alti e bassi (ad esempio due racconti ed un saggio non mi sono piaciuti), ma che riesce inevitabilmente a colpire. Per una prosa altamente letteraria e talmente bella che vorresti correre col libro in mano e urlare, e perchè ci parla di noi.
Io ci ho trovato dentro me stessa, in molte sfumature diverse. E lo terrò spesso tra le mani, questo volume, perchè la voce della Keegan fa compagnia. Una compagnia dolce ma allo stesso tempo dolorosa.
Si, questo libro fa male perchè mi ha parlato del mio presente. 
Ed è cento volte più facile affrontare un dolore passato. Ma il presente...
Il presente è' ciò che in questo istante mi accompagna, ciò che sto vivendo. 
E nulla può esserci di più emozionante. Credetemi.


Sento che possiamo fare qualcosa di veramente speciale per questo mondo. E temo che - a ventitrè, ventiquattro, venticinque anni - potremmo dimenticarlo.

_________




Come al solito, non sono riuscita ad esprimere tutto quello che questa lettura mi ha regalato. Vorrei tanto che molti di voi lo leggessero per confrontarci. La storia di Marina, oltre alla sua prosa, mi ha colpita moltissimo. Non comprendo come tutta questa voglia di vivere possa spegnersi così velocemente.

Spero che queste mie confusionarie riflessioni (dopotutto sono fatta così) possano suscitare in voi almeno un briciolo di curiosità.
Fatemi sapere tutto nei commenti.

Buona vita e buone letture.





14 commenti:

  1. Come potrebbe non piacemi la tua recensione?
    Nelle tue parole c'è il cuore,l'emozione e il dolore provato in alcuni punti della lettura.
    Sei riuscita a cogliere la profondità del libro e a trasmetterla a chi (come me) non ha ancora avuto modo di leggerlo.
    Le tue parole mi hanno coinvolta,emozionata,devastata.
    Leggendo la tua recensione ho riflettuto sull'autrice ed ho immediatamente pensato a quanto a volte la vita sia ingiusta. No,non è mai giusto morire,ma sicuramente a 22 anni è sbagliato. Forse dovremmo prendere spunto dalle parole di questa ragazza. Dovremmo mettere da parte i "dopo" e farli diventare "adesso",dovremmo vivere pienamente il presente,senza rimandare,dovremmo imparare a non rimpiangere mai il passato,perchè il tempo è fatto di ore,di minuti,di secondi,di attimi spasmodici,di attimi divenuti istanti,di attimi destinati a sparire.
    Il tempo vola.
    Vola via velocemente,anche se a volte sembra che le lancette di un dannatissimo orologio si muovano lentamente,così da risultarne lacerante perfino il ticchettio.
    Dovremmo invece focalizzarci su tutti i battiti perduti e realizzare che ad ogni battito corrisponde una piccola,grande,forte emozione. Ogni sensazione,ogni piccolo attimo di felicità,ogni effimero momento di trascurabile euforia,dovrebbe essere trattenuto in un pugno,stretto tra le dita di una mano in modo da non scappare più.
    Dobbiamo forse semplicemente imparare a vivere,godendo dei nostri battitti,delle nostre emozioni,delle nostre vite banali,ma allo stesso tempo speciali,dei sorrisi della gente,della gentilezza,della dolcezza,dell'affetto dei nostri cari,dell'amore del mondo. Dovremmo semplicemente saper godere ogni piccolo attimo.
    Questo è l'insegnamento nascosto in questo libro e la tua recensione è degna di nota.
    Sei stata bravissima,sono felicissima di aver conosciuto il tuo blog:)
    Un abbraccio
    Benedetta:)

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    1. Questo commento è davvero bellissimo ed emozionante.
      Grazie davvero... Spero che questo libro possa regalarti almeno una parte di ciò che ha dato a me.
      :*

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  2. Recensione meravigliosa, Federica <3
    Ho ordinato il libro ieri pomeriggio, e appena sarà mio lo leggerò. Non vedo l'ora, davvero.

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    1. Siii che bello, così poi possiamo parlarne :)
      Buona lettura!

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    2. Cara Federica lunedì caricherò il video di "Il contrario della solitudine",l'ho letto in una mattinata,semplicemente meraviglioso!
      Benedetta:)

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    3. Non vedo l'oraaa :) Sono felice che ti sia piaciuto :*

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  3. Ciao Federica, ho conosciuto il tuo blog grazie ad un video YouTube nel canale di Benedetta ( philosophia2014)! Leggendo la tua recensione mi sono davvero emozionata. Anche io, come la protagonista di questa storia ho 22 anni, e mi risulta molto facile immedesimarmi in lei, nelle sue speranze, nei suoi sogni, nelle sue emozioni. Non l'ho letto, ma dopo questa bella recensione devo assolutamente rimediare!

    Io sono Simona comunque, come te amo i libri e gestisco un blog ad essi dedicato! Se ti va di passarmi a trovare il mio blog si chiama salottodeilibri.wordpress.com! Un abbraccio :)

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    1. Grazie mille. Anche io ho 22 anni ed è per questo che il libro mi ha emozionata così tanto. Leggilo al più presto, non te ne pentirai!!

      Certo che passo da te ;)

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  4. Fede, l'ho letto e amato. Possiamo rileggere qualche frase insieme e piangere? <3 Ahahaha :) Scherzo, però wow...

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    1. AHuahha volentieri :) :) :) Fiumi di lacrime :*

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  5. Ho quasi paura all'idea di leggere questo libro. Sembra più che adatto a me, ma è un momento in cui non vorrei venissero toccate certe corde. Lo so, non ha molto senso...

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    1. Guarda, ti dico, anche io sono stata titubante. Avevo paura che mi facesse sentire ancora più triste. Invece mi ha regalato una voglia incredibile di vivere, di sognare e di credere profondamente nelle mie passioni!

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  6. Una storia triste che può aiutare a comprendere meglio molte sensazioni che ci è difficile capire.

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