lunedì 8 dicembre 2014

Christmas inspirations #1 - La neve

Buonasera carissimi e bentornati nel mio angolino letterario!
Oggi mentre ero intenta a preparare il letto natalizio (si, lo so, sono folle), tra un plaid rosso e un cuscino con le renne e i pon pon, mi è venuta in mente una piccola idea per il blog e per regalarvi qualche post in tema con la festa più bella e amata del mondo.
Così oggi, e per le successive domeniche fino al 7 Gennaio, pubblicherò un post intitolato "Christmas inspirations"  in cui vi indicherò qualche libro d'ispirazione natalizia. Attenzione, non libri che hanno per forza a che fare col Natale, ma che semplicemente lo richiamano in qualche dettaglio.
Non saranno romanzi che ho letto e che vi consiglio, ma semplicemente libri che hanno qualcosa che mi incuriosisce nel titolo, nella copertina, nella trama, e che soprattutto mi ricordano il Natale.
Spero che l'idea vi piaccia. Ora diamo il via alla prima puntata, il cui tema è...

...la neve.


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TRAMA

Parigi. La neve cade dolcemente sulla città, ammantando di bianco la Tour Eiffel, Notre-Dame e il Panthéon, come in una cartolina. Un uomo passeggia lungo la Senna diretto verso casa, un elegante palazzo sull'Ile Saint-Louis. E Frédéric Solis, avvocato di successo con la passione per i quadri impressionisti. Affascinante, ricco e talentuoso, Frédéric sembra avere tutto quello che si può desiderare dalla vita. Gli manca una famiglia, ma dopo essere stato abbandonato dal padre molti anni prima, ha preferito circondarsi di oggetti lussuosi e belle donne piuttosto che mettere ancora in gioco il suo cuore ferito. Fino a quando, un giorno, scopre di aver ricevuto una strana eredità, che consiste in una manciata di misteriosi biglietti e in un disegno che ha tutta l'aria di essere una mappa. Cosa nasconderanno quegli indizi? Convinto di essere sulle tracce di un quadro dimenticato di Monet, Frédéric decide di tentare di decifrare la mappa. Grazie all'aiuto della giovane e stralunata assistente Pétronille, inizia così un viaggio lungo i paesaggi innevati del Nord della Francia, tra i luoghi prediletti dai suoi amati impressionisti: Eragny, Vétheuil, il giardino di Monet, con una tappa d'obbligo al Musée d'Orsay. Di incontro in incontro, di sorpresa in sorpresa, torneranno a galla ricordi che Frédéric credeva di aver dimenticato, e un tesoro ben più prezioso di qualsiasi ricchezza.






TRAMA
Questo è un libro intriso di memoria. Seguendo con fedeltà le tracce degli uomini, non arrendendosi alle ragioni del tempo, ogni racconto trae in salvo con uguale magia qualcosa o qualcuno: i tanti nomi della neve, un pastore solitario che parla con amore alle sue pecore, paesaggi scomparsi, la storia di un popolo, un giovane legnaiolo la cui esistenza è sconvolta dall ' apparizione di una strega bellissima e impietosa, una famiglia di caprioli, un focolare intorno al quale si raccolgono vivi e morti intrecciando rimpianti e speranze, e poi i tanti intensissimi ricordi personali: l'infanzia, la guerra, la prigionia. I ricordi si coagulano in frammenti o si dilatano in narrazioni estese di grande potenza, come quella che apre il libro, incentrata sulla lunga marcia verso casa di un uomo uscito dal Lager, gracile scheletro che arranca tra i relitti lasciati dalla guerra.
Sentieri sotto fa neve è una raccolta di voci che si alzano contro il silenzio incombente da piú parti sulla nostra storia e sulla nostra identità. Quelle voci raccontano gli eventi inauditi che appartengono al passato di tutti noi, compreso chi non c'era, ma narrano anche di luoghi dimenticati, di lingue antiche, di una fauna e di una flora in continua trasformazione, di tutto quanto insomma occorre nominare e descrivere con cura affettuosa perche esista ancora, e per sempre.






TRAMA
In questa esemplare raccolta di quindici racconti Selby torna a occuparsi di New York, l'odiata-amata città natale nella quale aveva ambientato "Ultima uscita per Brooklyn", considerato uno dei romanzi più importanti dell'ultimo trentennio. Qui Harry, una specie di "Ognuno" metropolitano, un eroe dai mille volti del quale l'autore conserva solo il nome in racconti diversi per tono e taglio, attraversa momenti di smarrimento e violenza che la vita quotidiana non risparmia a nessuno. Ma questa volta, a differenza di quanto avveniva in "Ultima uscita a Brooklyn", nella solitudine e nella disperazione che attanagliano i suoi personaggi Selby lascia fltrare un raggio di luce, come nel suggestivo testo dal quale prende il titolo la raccolta: è la possibilità di ristabilire, anche nel frenetico e per certi versi feroce scenario metropolitano, un rapporto positivo tra la propria interiorità, per quanto ferita, e il mondo circostante. Poeta di una umanità reietta, Selby sa cogliere il 'canto' delle cose nel silenzio della solitudine.







TRAMA

Quando incontra Ian nello sperduto paesino di montagna di Pointy Needles, dove si è ritirata a curare le proprie ferite, Kora Russel si chiede se sta vivendo solo una favola o se ha trovato la felicità. Ma l'uomo dei suoi sogni scompare misteriosamente, lasciandola sola ad affrontare l'esperienza più drammatica della sua vita, e Kora inizia un frenetico viaggio sulle sue tracce, che diventerà anche un percorso interiore per liberarsi di un passato che è tornato a tormentarla.














TRAMA

Un violoncellista capace di evocare gli spiriti ma incapace di sfuggire ai rami della sua vita; una coppia che conosce la paura, e sa che proviene da un tempo remoto, e che non si può cancellare; un giovane diplomatico americano che piange in Piazza San Pietro al ricordo di un gondoliere incontrato nel deserto del Nevada; uno zingaro irlandese, che intesse la lunga trama delle generazioni passate, e di quelle a venire; una figlia arrivata per posta, portata da una lettera. C'è un uccello disegnato sul francobollo, ha il corpo chiazzato da scintille rosse, e le ali spiegate. Sono questi i cinque racconti che Simon Van Booy consegna alla pagina scritta. Attraverso un linguaggio asciutto e originale, l'autore fa brillare ogni parola di accenti lirici. Ogni frase è un frammento di vita che emerge dagli abissi della solitudine e ne spezza i silenzi, legando ricordi e presagi di un futuro ancora in attesa. E il miracolo è lì, dietro l'angolo, racchiuso nella magia di un incontro imprevisto, o nella divina natura dell'imperfezione che rende speciali le cose normali. Come l'inverno, che è sempre all'inizio, e sempre alla fine. E si porta dietro l'amore.






TRAMA

L'inverno bianco del Nord, la neve fitta che sommerge il paesaggio finché nessuno più ricorda cosa c'era sotto, l'orizzonte che sprofonda finché la terra intera pare capovolgersi. E intorno a una calda stufa di maiolica, una vivace casa-atelier, un piccolo regno dell'arte e della fantasia. E questo il mondo speciale in cui cresce Tove Jansson, tra le enigmatiche donne bianche create del padre scultore e l'universo poetico della madre illustratrice, i capricci della scimmietta Poppolino e i sogni cullati da note di balalaike ed echi di feste bohémiennes. Con il suo sguardo fresco e senza filtri e la disarmante saggezza di chi sa indagare il mondo con la lente dell'immaginazione, una bambina racconta le sue piccole grandi iniziazioni alla vita. La grossa pietra dai riflessi argentei che trova sotto un mucchio di carbone e spinge attraverso i mille ostacoli della città come in un nuovo mito di Sisifo, lo splendido iceberg che rincorre fino al promontorio senza poi osare saltarci sopra e "se uno non ha il coraggio subito, non lo avrà mai", l'eccitazione del Natale, con il suo carico di amore e aspettative, e la tranquillità dei giorni dopo, "quando si è ricevuto il perdono per tutto quanto e si può ridiventare come al solito". Quelli che appaiono come comuni eventi quotidiani si accendono di magia, di inattese rivelazioni sul sentire umano, della sottile ironia involontaria con cui i bambini infrangono ogni ipocrisia e ci fanno riscoprire il valore della leggerezza.






TRAMA

Mosca 1945: mentre Stalin si appresta a festeggiare la vittoria sui nazisti insieme ai suoi più stretti collaboratori, poco distante risuonano due spari. Un ragazzo e una ragazza vengono trovati morti su un ponte: non sono persone qualsiasi, bensì appartengono a due delle famiglie più influenti e più vicine a Stalin e frequentano entrambi il collegio più esclusivo dove studia tutta la nuova élite politica e intellettuale dell'Unione Sovietica. Si tratta di un omicidio? Di un doppio suicidio? Di una cospirazione contro lo Stato? Le indagini si svolgono sotto il diretto controllo di Stalin, che fa interrogare i compagni di scuola costringendoli a testimoniare contro i loro amici, i loro fratelli e i loro stessi genitori, in una terribile caccia alle streghe che porta alla luce amori illeciti e segreti famigliari e in cui il più piccolo sbaglio può significare una condanna a morte...







TRAMA

Fernande e André sono una giovane coppia in fuga dai nazisti, che insieme ad alcuni amici ebrei trascorre il periodo della guerra in un beato ma angoscioso isolamento durante il quale il tempo sembra sospeso. La promessa che si fanno è quella di poter tornare un giorno alla casa del sogno: una villa a picco sul mare nel sud della Francia, sotto un enorme faro bianco. E se molti loro amici e conoscenti sono destinati agli atroci viaggi nei treni piombati, alla diaspora degli affetti e alla perdita dell'identità - prima ancora che della vita -, loro due invece ce la faranno. Dopo la guerra Fernande vive intensamente, fra Parigi e la casa del sogno. Ma il matrimonio con André diventa un rapporto di confidenza e intimità simili a quelle che si riservano agli amici. Nel frattempo Fernande incontra il Poeta, che la eleggerà a musa ispiratrice della sua arte, regalandole una trasgressione venata di dolcezza. Il passato però resta sempre li. Non è neanche un'eco, piuttosto una presenza costante, incancellabile, terribilmente dolorosa. Qualcosa che "non passa, non passa, non passa per nessuno di noi". Perché ciò che è accaduto è inestirpabile: tutti i personaggi in qualche modo lo incarnano, lo rivivono anche se non ne parlano mai. "La lenta nevicata dei giorni" - che deve il titolo a un verso di Primo Levi - è un romanzo capace di ricomporre lo specchio infranto che è la memoria di chi sopravvive.




TRAMA

Alessandra ha diciassette anni quando la sua mamma muore dopo una lunga malattia. Chiusa in un dolore che non molla la presa, vuole solo essere lasciata in pace. Così quando torna a scuola s'infila nel banco di Gabriele detto Zero, la nullità della classe: solitario, silenzioso, voti pessimi. Un reietto più una reietta, pensa Alessandra, si annulleranno a vicenda. E invece Zero si rivela più interessante e attraente di quello che sembra.











TRAMA

Barrett Meeks, reduce dall'ennesima delusione amorosa, sta camminando per Central Park quando all'improvviso sente di dover guardare verso il cielo; lassù vede una luce pallida, evanescente, che sembra illuminare proprio lui con un'aura quasi divina. Barrett non crede nelle visioni - o in Dio - ma non può negare ciò a cui ha appena assistito. Allo stesso tempo, nel più modesto quartiere di Bushwick, a Brooklyn, Tyler, il fratello di Barrett, un musicista ancora in cerca del successo, sta tentando - con poca fortuna - di scrivere una canzone per la sua fidanzata Beth, da eseguire il giorno del loro prossimo matrimonio. Beth è molto malata e Tyler è deciso a scrivere una canzone che non sia solo una ballata romantica, ma una vera e propria espressione di eterno amore. Barrett, ossessionato dalla luce, si butta a capofitto nella religione. Tyler invece si convince sempre più che solo le droghe possono sbloccare la sua vena creativa. Beth da parte sua cerca di affrontare la vita con la forza e il coraggio che riesce a raccogliere. Come in "Le ore", Michael Cunningham coglie i personaggi di questo suo sesto romanzo nei momenti decisivi delle loro esistenze, momenti in cui si toccano la vita e la morte, il dolore e il piacere, il desiderio e l'abbandono.


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Io mi fermo qui, ma ce ne sarebbero davvero tantissimi :) Potrei continuare all'infinito.
Fatemi sapere nei commenti se ve ne viene in mente qualcun'altro. 
Io spero di avervi regalato qualche spunto ed auguro a tutti voi felici feste natalizie, spero innevate!

Buona vita e buone letture.


8 commenti:

  1. Eccomi qui ♥ Leggere questo post con White Christmas in sottofondo è molto suggestivo, direi! ^^ brava la mia Federica! ^^ La felicità delle piccole cose è un libro che mi ispira e non solo per la bellissima cover!

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    1. Grazie mille Francy :****
      Io sto aprendo il blog 35 volte al minuto solo per sentire la canzone ahahah

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  2. A me con la neve viene in mente ancora una volta 'Miracolo in una notte d'inverno' *-*

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    1. :) Si in effetti quel libro mi attira da un pezzo, e penso sia perfetto per il periodo natalizio!!

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  3. Ohhhhhhh!!!!Il blog confezionato per natale Fede!!!!*-*
    E che bella questa rubrica natalizia!!Conosco solo il libro di Montefiore perchè ho Sasenka a casa... ^^
    Bellissimi spunti mia cara amica!!! ^^

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    1. Tesoro *.* Grazie mille.
      Si ho pensato di fare qualcosina a tema natalizia data la mia ossessione per questo periodo dell'anno hhihihhi :)

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  4. Tra questi, ho letto solo "Il mio inverno a Zerolandia", non molto tempo fa, e mi era piaciuto tantissimo!

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