giovedì 29 maggio 2014

Profumo di pagine nuove #9 - Una valanga di libri!

#9


Buongiorno lettori,
buon Giovedì mattina. Qui da me si respira un'aria estiva, quasi da mare. Si sente che il rilassamento comincia a penetrare nelle persone stampandogli in faccia qualche sorriso in più.
Ne approfitto un secondo per avvertirvi che domani e dopodomani la programmazione del blog verrà sospesa. Ci risentiamo Domenica 1 Giugno con una nuova puntata di Shopping compulsivo Books edition.

Oggi sono qui per parlarvi, come ogni giovedì, delle cinque novità tra gli scaffali che hanno maggiormente attirato la mia attenzione. Questa sarà una puntata particolare, quasi doppia oserei dire. Vi mostrerò ben 8 titoli e non sono nemmeno tutti quelli interessanti (povera meee). E non vi dico cosa dovrebbe uscire nel mese di giugno, una marea di libri bellissimi... Non vedo l'ora, ma so anche che sarà la mia rovina!
Iniziamo subito.




Titolo: Golden Boy
Autore: Abigail Tarttelin
Editore: Mondadori
Pagine: 425
Prezzo: 16 euro

Trama:
Max Walker è Golden Boy. Bello, intelligente, campione nello sport, amico perfetto, figlio perfetto, il rubacuori della scuola. E perfino affettuoso e adorabile con suo fratello. Karen, la madre di Max, è un avvocato di grido, determinata a mantenere la facciata di naturale eccellenza che ha costruito in anni e anni. Ma ora che i suoi figli stanno diventando grandi e che lei sta perdendo il controllo su di loro, inizia a temere che quella facciata possa sgretolarsi. Ad aumentare la tensione, suo marito Steve ha deciso di candidarsi alle elezioni e i riflettori di tutti i media nazionali sono puntati sulla loro casa. I Walker hanno un segreto da nascondere. Max è speciale. Max è differente. Max è "intersex". E quando un enigmatico amico d'infanzia ricompare per metterlo di fronte alla sua difficile identità, Max è costretto a guardare in faccia il suo ben protetto segreto. Perché i genitori non ne parlano? Cosa gli stanno in realtà nascondendo? Più si sforza di capire, e più Max si sente perso in un oceano di nuove domande, soprattutto ora che per la prima volta si è innamorato. Riusciranno i genitori, gli amici, la bella fidanzata ad accettarlo se lui non sarà più Golden Boy? Continueranno ad amarlo anche quando conosceranno la verità? Una è la domanda decisiva, la questione alla quale deve assolutamente trovare una risposta: chi è in realtà Max Walker?

Cosa mi ha colpita:
Sicuramente il tema delicato dell' ermafroditismo è stato l'elemento che mi ha sospinta verso questo libro. L'ho scoperto online, per caso, e si prospetta una lettura davvero interessante. Molto carina anche la grafica di copertina.
Quando mi piacerebbe leggerlo:
Adesso ricomincio  con lo sproloquio sull'estate. In estate, sulla spiaggia, all'ombra. Si, mi piacerebbe portarlo con me in vacanza quest'estate.






Titolo: Dammi tutto quello che hai
Autore: James Lasdun
Editore: Bompiani
Pagine: 256
Prezzo: 17 euro

Trama:
Lo scrittore James Lasdun insegna scrittura creativa in un college di New York City. La studentessa migliore del corso è una donna sui trent'anni, che sta lavorando a un romanzo basato sull'esperienza della sua famiglia nell'Iran prerivoluzionario. Ha senza dubbio un grande talento, la sua scrittura è naturale, tersa, e l'insegnante Lasdun non lo nasconde all'interessata. Trascorrono due anni dopo la fine del corso e la studentessa - terminato il romanzo - inizia a scrivere al suo mentore Lasdun. Dapprima mail rare e cortesi, poi via via più frequenti, ambigue, morbose. Lasdun - felicemente sposato - tenta di sottrarsi a uno scambio che diventa ogni giorno meno chiaro e inquietante. Ma più lui prova a scivolare via, più l'ossessione di lei si rafforza e diventa odio. Un odio verbale, un terrorismo psicologico affidato alla violenza delle parole. "Dammi tutto quello che hai" è la cronaca di una vicenda reale, inattesa, dilagante occorsa all'autore, ma anche una riflessione sull'ambiguità della comunicazione on line, sulla possibilità di rimanere prigionieri di un rapporto, forse, innocente.

Cosa mi ha colpita:
Bellissima la copertina, che non so bene ma mi ricorda qualcosa... come se l'avessi già vista. In ogni caso mi interessa molto il tema della comunicazione on line.
Quando mi piacerebbe leggerlo:
Nei pomeriggi afosi di Agosto, con qualcosa di freddo da passarsi sulla fronte. (Si, ancora estate)






Titolo: Claire, luce del mare
Autore: Edwige Danticat
Editore: Piemme
Pagine: 245
Prezzo: 16,50 euro

Trama:
Nel minuscolo villaggio di pescatori di Ville Rose, sotto il sole implacabile di Haiti, ogni compleanno della piccola Claire è un giorno di gioia ma anche di dolore: perché quel giorno il ricordo va anche a sua madre, che dandole la vita ha perso la propria. E a ogni compleanno, il padre si chiede se non sia giunto il momento di separarsi dalla sua bambina, e affidarla a qualcuno che possa offrirle un'esistenza migliore di quella che lui, con il semplice lavoro di pescatore, sa garantirle. Ma la sera del settimo compleanno, quando la decisione più difficile è ormai presa, Claire scompare... Sarà l'intera comunità a mettersi sulle sue tracce, ricostruendo il destino della figlia perduta, e insieme anche il proprio. Sullo sfondo di una Haiti dalla vitalità struggente, la scrittrice torna a raccontare, con la semplicità e la poesia di una fiaba, le scelte più difficili a cui ci costringe l'amore.

Cosa mi ha colpita:
Mi ispira moltissimo l'ambientazione di questa storia, delicata e dolorosa. 

Quando mi piacerebbe leggerlo:
Mi rendo conto di essere ripetitiva, ma questo libro, a mio parere, è perfetto da leggere nelle sere d'estate con il rumore del mare in sottofondo.






Titolo: Nei suoi occhi verdi
Autore: Arnoist Lustig
Editore: Keller
Pagine: 480
Prezzo: 18,50 euro

Trama:
Hanka Kaudersova ha bellissimi capelli e occhi verdi ancor più belli. Viene trasferita con la famiglia da Terezin ad Auschwitz. La madre e il fratello sono mandati subito alle camere a gas mentre il padre, incapace di sopportare quella perdita, si suicida lanciandosi contro i reticolati. Ma lei, Hanka, è ancora viva e lavora nello studio del dottor Krueger. Un giorno, mentre finisce di pulire l'ufficio, assiste alla selezione di giovani prigioniere per un bordello tedesco. Di fronte alla scelta se morire o lavorare in un bordello militare tedesco sul fronte orientale, le sceglie la vita: si fa passare per ariana e tace la sua giovane età. Inizia così la nuova vita di Hanka che combatte il freddo e la fame, la paura e la vergogna, sostenuta dal suo disgusto per gli uomini che la visitano e da un feroce desiderio di vivere.

Cosa mi ha colpita:
La storie di una donna che si aggrappano alla vita con le unghie e con i denti, disposta a tutto pur di vivere.
Sembra bellissimo.

Quando mi piacerebbe leggerlo:
Dicembre, freddo, silenzio.





Titolo: Una felicità imperfetta
Autore: Tina Seskis
Editore: Mondadori
Pagine: 322
Prezzo: 15 euro

Trama:
Su un treno in partenza dalla stazione di Manchester una donna siede tra i pendolari assonnati e si asciuga le lacrime cercando di non farsi notare. Emily ha un matrimonio felice, un figlio, una bella casa. Eppure ha appena abbandonato tutto affidandosi a un biglietto del treno e un nuovo nome. Poche ore prima si è alzata, si è vestita cercando di non fare rumore ed è uscita dalla camera da letto senza nemmeno uno sguardo al marito, sicura che se lui si fosse svegliato le avrebbe impedito di andarsene. Invece la sua partenza è stata incredibilmente facile, è bastato prendere un po' di denaro, infilare le cose indispensabili in borsetta e non pensare alle persone che si stava lasciando alle spalle. Emily è determinata a cercare un nuovo inizio, a costruire per la nuova se stessa una vita del tutto opposta a quella giudiziosa e perbene che ha condotto fino a quel momento, ma un'ombra non l'abbandona: il ricordo della sorella gemella, Caroline, che l'ha sempre odiata e che, apparentemente, ha cercato di rovinarle la vita in tutti i modi possibili. Ma quale segreto lega le due sorelle, quale evento nel loro passato incombe funesto sulla fuga di Emily? E soprattutto, è davvero così semplice sparire e iniziare tutto da capo?

Cosa mi ha colpita:
Un titolo per me irresistibile, perchè quando la felicità è imperfetta, vuol dire che è vera.

Quando mi piacerebbe leggerlo:
Luglio. Seduta a terra in un parco.




Titolo: Doll Bones - La bambola di ossa
Autore: Holly Black
Editore: Mondadori
Pagine: 220
Prezzo: 17 euro

Trama:
A dodici anni, Zach passa i pomeriggi a inventare storie con le sue due migliori amiche, Poppy e Alice: i tre hanno affidato il dominio del loro regno immaginario all'enigmatica Regina, una bambola di porcellana così perfetta da sembrare viva. Un brutto giorno il padre affronta Zach intimandogli di crescere e di cominciare a interessarsi a cose "da grandi". Il mondo di Zach sembra andare in frantumi, finché una notte la Regina compare in sogno a Poppy, rivelandole di essere stata una bambina in carne e ossa di nome Eleanor, le cui ceneri si trovano ora all'interno della bambola; Eleanor non avrà pace finché non sarà seppellita nella sua tomba, in una lontana cittadina dall'altra parte degli Stati Uniti. 
I tre ragazzi partono nel cuore della notte, dormendo sotto le stelle, accampandosi nei cimiteri, incontrando bizzarri personaggi che parlano alla bambola scambiandola per una bambina vera, in un viaggio che cambierà per sempre le loro esistenze. 

Cosa mi ha colpita:
La trama mi intriga davvero molto, magica, un po' cupa alla Tim Burton. Certo, sembrerebbe un tantino infantile, ma io adoro la letteratura per ragazzi, quindi no problem!

Quando mi piacerebbe leggerlo:
Durante il periodo Natalizio sarebbe perfetto, illuminata solo dalla luce dell'albero di natale e della TV senza volume.





Titolo: Lizzie
Autore: Shirley Jackson
Editore: Adelphi
Pagine: 310
Prezzo: 20 euro

Trama:
La protagonista, Elizabeth Richmond, ventitré anni, i tratti insieme eleganti e anonimi di una "vera gentildonna" della provincia americana, non sembra avere altri progetti che quello di aspettare "la propria dipartita stando il meno male possibile". Sotto un'ingannevole tranquillità, infatti, si agita in lei un disagio allarmante che si traduce in ricorrenti emicranie, vertigini e strane amnesie. Un disagio a lungo senza nome, finché un medico geniale e ostinato, il dottor Wright, dopo aver sottoposto la giovane a lunghe sedute ipnotiche, rivelerà la presenza di tre personalità sovrapposte e conflittuali: oltre alla stessa Elizabeth, l'amabile e socievole Beth e il suo negativo fotografico Betsy, "maschera crudele e deforme" che vorrebbe fagocitare e distruggere, con il suo "sorriso laido e grossolano" e i suoi modi sadici, insolenti e volgari, le altre due. E solo l'inizio di un inabissamento che assomiglierà, più a che un percorso clinico coronato da un successo terapeutico, a una discesa amorale e spietata nelle battaglie angosciose di un Io diviso, apparentemente impossibile da ricomporre: tanto che il dottor Wright sentirà scosse le fondamenta non solo della sua dottrina, ma della sua stessa visione del rapporto tra l'identità e la realtà.

Cosa mi ha colpita:
Avendo un trascorso da studentessa nonchè appassionata di psicologia clinica, non potevo non capitolare con la bava alla bocca dinanzi a questo romanzo. Non vedo l'ora di poterlo leggere.

Quando mi piacerebbe leggerlo:
Libro adatto ai periodi di Marzo, Aprile, momenti di riflessione e concentrazione.







Titolo: Bittersweet - Qualcuno come te...
Autore: Rhoma G.
Editore: Silele
Pagine: 480
Prezzo: 20 euro

Trama:
Grace è un'infermiera e lavora a Seattle, Josh è un affermato broker di New York. Le loro esistenze non potrebbero essere più diverse e i loro caratteri più lontani. Lei è dolce, un po' introversa, tanto altruista e nasconde un segreto. Lui è scontroso, un po' egocentrico, tanto egoista e nasconde un segreto. I due ragazzi condividono un passato che, per certi versi, li ha uniti in modo indissolubile anche se ancora non lo sanno. Un passato che tornerà a sconvolgere le loro vite. Secondo Grace esistono vari tipi di lividi; ci sono quelli sul corpo, ma anche quelli dell'anima, per esempio. E per questi, non esiste unguento che riesca a curarli. Per Grace era questo Josh, un livido sull'anima. Una chiazza scura sulla pelle lattea. E per quanto lei provasse a mandarla via, non ci riusciva. Solo Josh avrebbe potuto farlo, perché lui era il male ma era anche la cura. Un terribile incidente farà rincontrare i due ragazzi, un tempo nemici, e farà capire loro che la vita dà sempre una seconda possibilità, bisogna solo avere il coraggio di accettarla.

Cosa mi ha colpita:
Una trama abbastanza ambigua ed indefinita ed una casa editrice a me sconosciuta. Sono curiosa :)

Quando mi piacerebbe leggerlo:
Mi sa tanto di lettura da spiaggia, ma potrebbe rivelare dei lati nascosti e sorprendenti.







Mi fermo, ma ci sarebbero tante nuove uscite interessanti da mostrarvi. Noi poveri lettori comuni, siamo davvero bombardati dalla pubblicazione di materiale editoriale, e il panico di non riuscire a stare dietro a questa produzione così veloce cresce sempre di più. 
In ogni caso, spero di avervi dato qualche spunto di lettura interessante. Fatemi sapere cosa ne pensate di questi titoli, se acquisterete qualcosa oppure no. Sono curiosa di sapere la vostra opinione!

Buona vita e buone letture!



mercoledì 28 maggio 2014

Frammenti di lettura #8 - Una riflessione

#8




" Ho sentito in quel racconto, in modo preciso, l'arrivo di un evento del mondo dentro la vita di persone che erano chine sulla propria, e la stessa volontà di non cambiare il corso delle cose. Il tentativo  di non deviare il corso della propria esistenza a causa di fattori esterni; a causa di un evento che tocca il nostro andamento quotidiano, lo sfiora, ma non ne fa parte - o almeno così avevamo sempre sperato."

da pagina 26 di "Il desiderio di essere come tutti" di Francesco Piccolo


Buona vita e buona lettura.

lunedì 26 maggio 2014

Recensione - La terra del sacerdote di Paolo Piccirillo

#4
In questa rubrica ogni settimana vi parlerò di uno dei miei personali 12 finalisti del Premio Strega 2014. Per conoscere la mia lista di finalisti ma anche quella reale ---> Premio Strega News; invece per conoscere i dettagli di questa iniziativa ---> Premio Strega, in my own way


Il 28 Giugno 2013 scrivevo su aNobii:

"Qualche giorno fa ho assistito alla presentazione di questo romanzo.
Paolo Piccirillo ha soli 26 anni ma possiede un dono: una scrittura matura, adulta, completa e complessa.
Ho comprato il libro immediatamente e l'ho divorato. E' stata una lettura frenetica e vorace. Non nascondo di essermi persa parecchi punti necessari per capire il finale, tant'è vero che alla fine ero un po' confusa. Ma la confusione che avevo nella testa una volta terminata la lettura non è stata affatto qualcosa di negativo. Mi sono sentita tempestata da informazioni e travolta dal fiume di una storia terribile ma bellissima. Una storia così crudele e cruda ma allo stesso tempo delicata.
Tutto il romanzo è un continuo alternarsi di piani temporali, viaggiamo nel passato, torniamo nel presente, prendiamo un treno diretto nuovamente al passato e poi fuggiamo via correndo verso il rassicurante presente.
Io per pochi giorni ho vissuto nella terra di Agapito, ho dormito sotto il suo albero maledetto, ho sofferto insieme a Flori, ho raccolto gli ortaggi e la frutta della terra, che è insieme inferno e paradiso.

Fondamentalmente questo libro parla di un riscatto, di una rivincita sulla vita. Un uomo che decide che è possibile tornare indietro, è possibile amare, è possibile perdonare se stessi e vivere d'accapo.
Come lo stesso Piccirillo ha detto alla presentazione
"Nulla finisce mai davvero. Il punto che noi mettiamo (pensiamo ad una storia d'amore) è pur sempre qualcosa di artificioso"
Non c'è bisogno di raccontare la trama di questo libro, che consiglio a tutti semplicemente perchè è un'esperienza.
Un'esperienza così ricca che quando lo chiudi non ti sembra affatto finita."




Titolo: La terra del sacerdote
Autore: Paolo Piccirillo
Edizione: Neri pozza
Anno della prima edizione: 2013
Anno dell'edizione posseduta: 2013
Numero di pagine: 232
Prezzo: 16,50 euro
Tempo di lettura: Tre giorni
Dove e quando leggerlo: Su una panchina abbandonata, avvolti dalla nebbiolina della sera.
Incipit: 
"A farle la guardia ci sono due oche selvatiche. Hanno gli occhi rossi. Quando il sole se ne va la vecchia le libera, e loro sanno che devono sorvegliare il pollaio. A ogni movimento sospetto devono gridare e poi attaccare."

Recensione (o meglio, opinioni e chiacchiere sconclusionate)




























Avete capito bene. Questa è stata una rilettura.
Mi era piaciuto da morire, questo romanzo, già la prima volta. L'avevo eletto uno dei libri più belli del 2013, secondo il mio parere.
Perchè, dunque, questa seconda lettura?
Come avete potuto leggere, in quella veloce e bizzarra prima recensione, scritta a caldo da me circa un annetto fa, ero rimasta confusa e felice (citando Carmen Consoli) da cotanti elementi, da cotanti intrecci temporali, da cotanta bellezza. E' stata una rilettura necessaria per comprendere da dove provenisse esattamente il mio entusiasmo per quest'opera. E così è stato.
Mi ha ricordato la cupezza, l'inquietudine, la bellezza nera di questa storia. Una sensazione forte che pervade ogni frase, ogni parola. 
Non credo di essermi mai imbattuta in un libro anche solo simile a questo. 
La terra del Sacerdote è qualcosa di assolutamente nuovo e originale, ed è per questo che merita assolutamente questa candidatura al Premio Strega. Io non ho potuto fare a meno di inserirlo nei miei 12 finalisti, perchè ricordo con esattezza le emozioni che mi ha regalato, il confuso accumularsi di parole e situazioni incancellabili dalla memoria. E questa seconda esperienza è servita solo a confermare tutte le mie impressioni positive.

"La terra del Sacerdote è una terra avida, non dà né frutta né verdura. Tiene tutto per sé. Quel poco che dà lo dà male. Non sazierebbe nemmeno un cane randagio.E anche se sono anni che il Sacerdote la cura, la sua terra non è diversa da una terra abbandonata, morente."

Il Sacerdote è Agapito, nonchè il protagonista di questa storia. L'uomo assomiglia moltissimo alla sua terra, anch'egli è arido, morente e secco, senza frutti da dare. Il suo cuore è popolato da riflessioni amare e da ricordi ingombranti. Ha un passato da dimenticare, da calpestare e si tormenta senza darlo a vedere. 
Così ha preso ad odiare anche il resto del mondo, il resto degli uomini. 
Non è misantropo, no, perchè odia anche se stesso.
E' un uomo dalla doppia faccia Agapito, una rozza, l'altra delicata. Una spenta, l'altra piena di desideri. 
Il Molise è il suo paese, ci vive con sua moglie, una donna ignorante e sofferente, che ovviamente non ama. Lavora la sua terra senza vita e osserva "l'albero maledetto" che produce solo arance grigie e rinsecchite.
Cosa ama Agapito? O meglio, è capace di amare?
La vita lo mette davanti ad un evento che non si può ignorare: una donna. La trova mezza morta, stremata, proprio nella sua terra. E' una ragazza dell'est che scappa dai suoi aguzzini che la costringevano a partorire figli da destinare all'adozione o al traffico d'organi.
Vi dirò solo questo della trama, perchè mi è assolutamente impossibile raccontare di più. 
Questo libro è come un viaggio a tappe. Ogni tappa si solleva un velo e ci viene regalato qualcosa. Ogni lettore ha il diritto di percorrere questa strada da solo, senza anticipazioni di nessun tipo.
La maggior parte de "La terra del sacerdote" è scritta al presente, come a voler penetrare più a fondo negli eventi. Come a voler rappresentare con estremo realismo una storia che invece sfiora il surreale.
L'elemento naturale, di contatto tra uomo e terra, è quasi onnipresente, e viene già anticipato dal titolo e dalla copertina del romanzo.
Sono molti i personaggi che popolano questa storia scura, e tutti particolari, bizzarri, cupi. Come se ognuno avesse una macchia nera sul cuore, che indica gli errori commessi in vita. Si respira un'aria lercia, soffocante, senza speranza.
Mentre leggevo non sono riuscita ad immaginarmi bene il corpo o il viso di Agapito, come se si trattasse di una figura multiforme, di un personaggio indefinito. Come siamo noi davvero. Noi uomini, che non siamo mai per due giorni consecutivi la stessa identica cosa.
E' una storia cruda quella di Piccirillo, e lui ce la racconta senza mascherare nulla, con parole nude e vere. Restano conficcate con forza dentro gli occhi di chi legge, come se avessero un corpo, le sue parole, come se avessero una vita propria.
E' davvero difficile, quasi impossibile, rimanere indifferenti dinanzi a questo racconto e al linguaggio carico e intenso dell'autore, dall'atmosfera surreale e densa di durezza dell'intero libro.
In un percorso intricato e a zig-zag attraverso piani temporali differenti, attraverso vite che si scontrano e si incontrano, troviamo una varietà di personaggi, tutti schiacciati dalla tristezza delle vite che si sono ritrovati a vivere, tutti simili in questa rassegnazione.
"...un'aria precisa che è l'odore suo mischiato a quello del marito, che a volte è profumo e a volte è puzza, che si sente solo quando entrambi stanno nella stessa stanza, ma che entrambi non sanno più riconoscere. Basterebbe che almeno lui o lei sapesse dare un nome alle cose, e forse avrebbero chiamato tutto questo amore."

Si, c'è anche amore,in quest'opera, o forse soprattutto. L'amore mancante, quello più voluto, più desiderato. L'amore assente, nascosto, scavalcato, represso. Gli abitanti del Molise di Piccirillo sono storpi perchè mancano di quell' umanità che solo l'amore regala.
"C'era tra loro un affamato viavai di sguardi e un silenzio senza meta, il silenzio di chi parlando ha paura di sprecare tutta la bellezza condivisa con l'altra persona, che intanto tace."
E questi sprazzi d'amore e di luce si scontrano, nel romanzo, con le infinite ombre che la storia porta con se, arricchendola e completandola. Facendola apparire così vera.
In sostanza, una lettura davvero appassionante e scorrevolissima.
Oserei dire, uno dei migliori romanzi italiani degli ultimi tempi.


Citazione preferita:
"Ci sono molti motivi per dirsi addio, morire uno da questa parte del mondo e l'altro dall'altra, ma c'è sempre un motivo, uno solo, oscuro e inspiegabile, che fa si'che due respiri qualunque si confondano, un motivo che può mettere fine a tutto restando insieme, mano nella mano, e sentire per sempre il proprio odore uguale a quello di chi ti stringe la mano"


Buona vita e buone letture!


Da oggi potete seguirmi anche qui...




A presto,    

domenica 25 maggio 2014

Un racconto nel cassetto #2

Salve miei carissimi followers e non. Innanzitutto voglio ringraziarvi per come avete accolto con calore il raccontino che ho pubblicato qualche giorno fa. Grazie davvero per tutti i complimenti e le incitazioni :)
Lo trovate qui, per chi se lo fosse perso ---> La mano fredda della tua assenza

Oggi vi presento un secondo racconto scritto da me.
E' decisamente amaro, poichè parla della dipendenza da eroina, in conflitto con l'amore e con la vita stessa. Un ragazzo di circa 27 anni è il protagonista, che, in uno dei suoi pochi momenti di nebbiosa lucidità, vede una ragazza e in lei uno spicchio di salvezza.

E' una delle dinamiche, quella della dipendenza da droghe, che mi ha sempre impressionata, spaventata, turbata. Per me che non fumo, non bevo, non ho nessun vizio di questo tipo (i libri, certo!), è davvero impensabile vedere alcune persone che per la droga si riducono in stati davvero pietosi.
Quindi spesso mi è capitato di pensare a storie con protagonisti ragazzi o ragazze afflitti da questa problematica.
E a proposito di questo tema così doloroso e delicato, condivido con voi lo spot della campagna antidroga del 2011, che mi aveva particolarmente colpita:



Spero possiate apprezzare anche quest'altro mio piccolo stralcio, e, come al solito, fatemi sapere il vostro parere.




Sembravi nitida nel mio mondo sfocato


Quella mattina mi sono svegliato con nelle vene una nuova energia, e non il solito vuoto lancinante.
Avevo voglia di caffè amaro e musica forte. Desideravo emozioni. Mi capita di rado di sentirmi così, ormai, e quando succede cerco di approfittarne immediatamente per passare qualche attimo da ricordare.
Di solito, poi, non faccio nulla di strepitoso. Cammino, mi stendo in spiaggia a prendere il sole. Ma dopo qualche minuto devo già alzarmi, perchè c'è quella solita irrequietezza che mi muove.

Però, in quei minuscoli istanti, sento di essere padrone del mondo, di poter fare tutto quello che mi passa per la testa. Riesco a guardarmi attorno senza il Suo filtro maledetto, quella patina di stordimento che mi trascina in universi paralleli.
Ed è proprio in questi attimi, così, un po' particolari, che io riesco persino a non pensare a Lei, quella merda per cui, però, io vivo.
Forse esagero, non è che proprio non ci penso più. Diciamo che Lei abita pur sempre nella mia testa, ma in questi momenti si chiude dentro. Spranga le finestre, serra la porta, e mi lascia un respiro di libertà.
Non so, in realtà, se sia un fatto positivo, perchè quando, dai miei stupidi universi falsi, ritorno al mondo, sto da cani. Vedo le cose come sono davvero. Soffro. Ma ve l'ho detto, sono soltanto attimi, sguardi, fiati, passi. Secondi.
Come il secondo che mi hai regalato tu.

Ma mai, e dico mai, in uno di questi momenti di pazza consapevolezza, avrei immaginato di incontrare te.
E in qualche modo, sono riuscito a sballarmi lo stesso, senza droga però.
Poi sono dovuto ricorrere comunque a Lei, perché tu, per pochissimi attimi, mi avevi catapultato nella realtà. Ed io non ci sto nella realtà, non ci vivo, non mi piace. Quando ci ricado dentro,anche solo per sbaglio, poi devo subito bucarmi. E' una stronzata la realtà.
Ma tu eri bella.

Non mi capita mai di notare la bellezza. Io me la sono dimenticata. O forse non l'ho mai vista?
No... l'ho vista, sicuramente, perchè in te l'ho riconosciuta.
E' stato come scattare una fotografia. Le foto, si sa, sono senza tempo. Io mi sono sentito come se tutto si fosse fermato, ed io fossi di nuovo vivo. Di nuovo io.
Un io che, quasi quasi, mi piaceva.

Quella mattina, appunto, sono uscito, come al solito, con le mie cuffie nelle orecchie. La musica al massimo, quella che mi fa tremare dentro, mi aiuta a tenere lontani i pensieri scomodi. Tanti. A meno che, non becchi quella canzone che ti trafigge, e allora pensi ancora di più.
Camminavo lento e rilassato sul marciapiede enorme, grigio come i tuoi occhi. Ma io ancora non sapevo com'erano i tuoi occhi. Solo che ora sono come tatuaggi sui miei. Vedo sempre e solo quelli, da giorni.
E mi meraviglio di me stesso. Di solito dimentico tutto, da quando mi faccio.

C'è qualcosa di bellissimo nel camminare, ti senti unico, con le tue scarpe pesanti e il tuo passo duro, da uomo. E' così che mi sentivo da ragazzino, prima di entrare nel giro. Ero depresso, si, ma di quella depressione felice. Non so se mi spiego. Quella che ci piglia un po' a tutti, quando siamo ragazzi.
Avevo degli amici veri, che mi facevano scherzi idioti, e con cui mi confidavo. Avevo una madre e un padre. Non sono morti, ma per me non esistono più.
Amavo la musica, il pallone, le belle ragazze.
Adesso amo solo Lei. Tutto il resto è un' immagine sfocata di un mondo che ho smesso di conoscere. Le cose mi sfrecciano accanto, come se fossero palloncini colorati senza alcun evento da festeggiare.

Tu eri sola, in mezzo a quelle facce senza identità. Tu eri diversa.
Qualcuno ora starà pensando: cazzate da romanzo! No, giuro, tu avevi una luce che mi toccava, già da lontano. Sembrava mi stessi aspettando.
Da qualche parte, quando ero adolescente, lessi che nel mondo c'è almeno una persona che inconsapevolmente è stata creata per salvarti. Non so perchè vedendoti, mi è venuta in mente questa sentimentalata da film romantico.
Però, un qualche muscolo ancora sano, dentro di me, senza preavviso, mi ha spinto a sedermi accanto a te, come se avessimo un appuntamento. E tu hai detto ciao.
E' un ciao che mi ha fatto malissimo, perché in quel ciao, ho intravisto una possibilità per me. Una possibilità di tornare ad essere come quando avevo occhi, mani, bocca e braccia.
Ora sono monco, sempre di qualcosa. Le braccia, e tutto il corpo, mi servono soltanto per trovare un posto nel quale bucarmi, per lasciar passare Lei.

Ho provato, per un secondo, nel secondo del tuo ciao e del tuo sorriso, e dei tuoi occhi grigissimi, e dei tuoi capelli, in quel secondo lì, ho provato il desiderio di stare senza di Lei, per poterti sorridere, anche io, per poterti offrire un caffè senza pensare ai soldi per la roba, per poterti abbracciare e baciare come due ragazzi normali.

E' stato un secondo, ma un brivido di vita me lo hai fatto provare.
Stronza. Bellissima. Reale.
Un dolore atroce, mi hai inflitto, facendomi sentire di nuovo bisognoso di qualcosa che non sia Lei.
Per la prima volta mi ha fatto male il cuore, quel luogo disperato che è il mio cuore. Un luogo dove nessuno vuole passeggiare più, da anni. Nemmeno io stesso ci penso mai. Vivo senza cuore, tranquillamente, se c'è Lei.

E poi mi sono alzato, non ho risposto al tuo ciao, nemmeno al tuo sorriso, perché il desiderio di Lei era ritornato impellente, irrefrenabile, incontrollabile. Una sensazione per me così familiare. Quasi rassicurante. Dovevo averLa, subito. Era tornata all'attacco, gelosa che io potessi, anche solo per un attimo pensare ad un'altra.
In questo caso sono stati i muscoli malati del mio corpo, a farmi camminare, o correre, verso un altro angolo buio, dietro un muro. Verso un' altra giornata buia e inutile del mio percorso verso la morte.
Cosa credete che io non lo sappia? Lei è la morte. Ma io ne ho bisogno per vivere.
O almeno, per non vivere nel dolore.

Ma sappi, ovunque sei, ragazza senza nome, che qualcosa tu, in quel secondo, l'hai mossa dentro di me, perché da quella mattina ho un pensiero fisso in più, oltre a quello di Lei : l'eroina mi ha rubato la possibilità d'amare e di essere amato.
Beh, forse è per questo che dovevo incontrarti.
Per quel secondo, per questo pensiero che mi hai lasciato.
Forse tu, con quel tuo sconosciuto ciao, eri davvero la mia salvatrice.


venerdì 23 maggio 2014

L'inverno dell'esistenza - Nebraska di Alexander Payne

#12





Una musica vintage, un po' country, nostalgica e dolce risuona in sala, copre leggermente il rumorino familiare del proiettore, accompagnando sullo schermo immagini lente in bianco e nero.
Ascoltatela, magari mentre leggete, ed entrate anche voi nel mondo un po' magico di Nebraska.



Dove va Woody? Verso dove cammina? Cosa cerca? Da cosa fugge? Cosa davvero desidera?
Il film di cui vi parlo oggi è Nebraska di Alexander Payne, premiato nel 2013 a Cannes per l'interpretazione maschile di Bruce Dern.
Attraverso l'indimenticabile colonna sonora e il bianco e nero che, come al solito, rende tutto più affascinante e poetico, ci lasciamo trasportare immediatamente in un mondo fatto da facce intense e strade deserte, tutte uguali.
Il regista ci racconta con un piglio ironico e insieme malinconico la storia di Woody, un uomo anziano che si aggrappa con tutte le sue forze ad un'illusione per cercare di regalare un senso alla sua vita, ormai vicina alla morte.
Woody è un tipo taciturno, triste ma custodisce una forza vitale importante: ha ancora voglia di vivere. Affoga da sempre la sua insoddisfazione nella bottiglia, e non vuole uscire, per scelta, dal tunnel dell'alcol.
Mentre lo guardavo, lì sullo schermo, col suo andamento traballante, mentre cadeva  a terra senza conoscenza nella sua stanzetta d'albergo, ho pensato: Cosa c'è di più triste di un vecchio ubriaco?
Ma certo : un vecchio ubriaco e solo.
Woody non è solo. Ha una moglie, e, oserei dire, che moglie! Uno dei personaggi femminili più esilaranti ed accattivanti degli ultimi tempi. La donna, interpretata da una meravigliosa June Squidd, ha una personalità accesa e dura, e quella simpatia tipica di quelle donne anziane che ne hanno vissuta una più del diavolo.
Insieme formano una coppia divertentissima (abbiamo riso davvero tanto in alcuni momenti), non fanno altro che insultarsi, ma con quella base d'amore profondo tipica delle vere coppie.
E poi ci sono i due figli, due opposti, completamente diversi l'uno dall'altro, ma che alla fine si ritroveranno uniti nell'affetto verso il padre.
Ma uno di loro diventerà il secondo protagonista di questa storia.
"Ha bisogno di una casa di riposo!"
"Ha bisogno di un motivo per vivere, non di una casa di riposo!"
Suo padre ha ricevuto una lettera da una società che gli comunica una sua vincita di 1.000.000 di dollari. Ora, tutti capirebbero che si tratta di una truffa, di una presa in giro. Lo capirebbero anche solo girando il foglio e guardando cosa c'è scritto sul retro : "Ha vinto... se il suo numero è quello vincente".
Ma no, Woody ci crede fermamente e vuole recarsi in Nebraska (piuttosto lontano) per ritirare il premio prima che lo diano a qualcun altro. E così inizia a scappare di casa, cammina per chilometri e viene sempre ritrovato dal figlio o dai poliziotti che lo riportano a casa. Ma lui non si arrende.
" Non posso lasciarti andare papà, sono tuo figlio!"
"E allora accompagnami tu!"

Così, questo figlio, contraddittorio, immobile, problematico nel suo piccolo (è stato appena lasciato dalla sua ragazza), ma affettuoso e premuroso, decide di assecondare l'illusione del padre e di intraprendere un lungo viaggio in macchina con lui. Un viaggio che sarà solo un pretesto per passare del tempo insieme, per parlare, o anche solo per guardarsi.
C'è una fortissima e profonda riflessione dolce-amara sulla vecchiaia, su cosa significhi avere più vita alle spalle che dinanzi agli occhi. Quanto è difficile accettare di essere arrivati alla fine della propria esistenza? Tanto quanto è difficile rassegnarsi. Woody vuole ricominciare, vuole avere un buon motivo per proseguire nel suo cammino. La macchina che solca le strade americane, desolate e polverose, è il mezzo attraverso il quale due malinconie viaggiano e narrano la propria tristezza. Una malinconia giovane, una vecchia. 
Co-protagonista di questa storia è anche il passato, che riemerge prepotente quando si è anziani.
Durante una visita nella casa dove Woody è cresciuto, c'è una scena splendida : lui, da vecchio, che si affaccia ad una finestra di quella che era la sua casa da bambino.
Così mi sono venuti in mente una marea di pensieri sulle finestre delle nostre case, sui nostri sguardi che si lanciano fuori da queste. Ciò che vediamo fuori, in diversi momenti della nostra vita, ci rimane dentro. Insomma, una pellicola che arriva al cuore, fa pensare molto e riesce a turbare l'animo dello spettatore mascherando il tutto con battute e risate.
Il film, soprattutto in alcune parti, è davvero commovente e dolcissimo.
Il rapporto tra questo padre e suo figlio è reso in maniera superba, con uno di quei finali che ti fa sorridere tra le lacrime.

              Voto:                
Un vero capolavoro!


Buona vita e buona visione.


giovedì 22 maggio 2014

Profumo di pagine nuove #8 - Femminilità diverse e contrarie

#8
In questa rubrica, ogni Giovedì, vi mostro le novità libresche interessanti secondo me. Per tutte le altre puntate--> Profumo di Pagine nuove


Buongiorno gente, dire che sono felice è poco. Oggi sono felicissimaaa!
Allora prima di tutto devo darvi una notiziona, che credo farà felici molti di voi.
In occasione del Maggio dei Libri, da oggi 22 Maggio a Lunedì 26 Maggio 2014, tutti i libri hanno lo sconto del 20%. Tutti, e dico tutti! Quindi, correte a fare acquisti.
Io non prenderò granchè , dato che ho già fatto la psicopatica al salone del libro, dunque mi incatenerò a casa cercherò di stare in casa e leggere tutti gli arretrati.

Due giorni fa, per la prima volta ho pubblicato un mio racconto. Se ve lo siete perso o se volete andare a sbirciare : La mano fredda della tua assenza

Ora diamo inizio alla rubrica di oggi, piena di novità succulente, tanto per cambiare :(




Titolo: Iris e Lily
Autore: Angela Scipioni, Julie Scipioni
Editore: Bompiani
Pagine: 1406
Prezzo: 28 euro (si lo so, assurdo...)

Trama:
Iris Capotosti vive sulla costa ligure, sua sorella Lily nello stato di New York. Un giorno, in uno scambio di e-mail, cominciano a rievocare episodi della loro infanzia, vissuta negli Stati Uniti tra gli anni '60 e '70 insieme a dieci fratelli e sorelle, in una caotica famiglia di origini italo-irlandesi. Sull'onda dei ricordi le due sorelle, trasportate dal flusso narrativo, raccontano a capitoli alterni la loro storia, prima di bambine, poi di giovani donne, che crescono e vivono in un ambiente connotato da una cultura maschilista, in cui sperimentano povertà e abbandono, maltrattamenti e favoritismi, cattolicesimo e femminismo. Alla ricerca di un rapporto che possa garantire loro amore e sicurezza, le due donne si sposano in giovane età: Iris con un anestesista italiano incontrato durante un viaggio, Lily con un prepotente ragazzo locale che presto le farà rinunciare al sogno di diventare cantante. Sia Iris che Lily si trovano intrappolate in un matrimonio soffocante e a volte pericoloso, dal quale saranno costrette a uscire per ritrovare la propria natura e affermare la propria identità. Le e-mail che le sorelle si scambiano a intervalli costituiscono un secondo livello di narrazione, nel quale vengono esplorate le loro reazioni a percezioni divergenti del passato, che spingono Iris e Lily a confrontarsi con dubbi, malintesi e risentimenti sepolti dal tempo ma mai dimenticati.

Cosa mi ha colpita:
A parte il prezzo proibitivo, la storia di queste due donne mi interessa davvero molto. E' scritto, tra l'altro, a quattro mani, e deve essere bello leggere i punti di vista di due donne diverse, accomunate dalla stessa sofferenza, dalle stesse sensazioni.


Quando mi piacerebbe leggerlo:
Quando avrò i soldi per comprarlo E' uno di quei romanzi lunghi, che potrebbe accompagnarmi per un'intera estate.



Titolo: L'altra metà
Autore: Sarah Rayner
Editore: Guanda
Pagine: 330
Prezzo: 18 euro

Trama:
Non potrebbero essere più diverse: Maggie, giornalista freelance, riesce a coltivare la sua sobria eleganza conciliando il lavoro e i doveri di mamma; Chloe è una ragazza bella e dinamica, che lavora nel mondo patinato delle riviste di moda ed è sul punto di dare una svolta alla propria carriera. Eppure amano lo stesso uomo. James è l'ago della bilancia: incapace di decidere tra moglie e amante, oscilla tra le due donne che rappresentano i poli opposti ma ugualmente attraenti della tranquillità famigliare con tutte le sue gratificazioni e della trasgressione, della passione incontrollata. E alternando i punti di vista dei due personaggi femminili che Sarah Rayner ci racconta le due facce dell'amore, sfruttando la trama classica del tradimento per esplorarne gli aspetti più inconfessabili e dolorosi: il senso di colpa, la difficoltà del compromesso, l'incertezza del futuro. E regala a Maggie e Chloe un finale che è un nuovo inizio.


Cosa mi ha colpita:
Anche qui due donne, una moglie e un'amante. Sarà intrigante leggere entrambi i punti di vista, e magari anche quello dell'uomo pezzo di merda.


Quando mi piacerebbe leggerlo:
Ok, scusate se sono ripetitiva ma si avvicina l'estate e io comincio a pensare alle letture da spiaggia. Questa mi sembra proprio adatta.



Titolo: Fine estate
Autore: Lara Santoro
Editore: E/O
Pagine: 167
Prezzo: 16 euro

Trama:
Giornalista con una vita di corrispondente in Africa alle spalle, Anna è una donna inquieta con un naufragio sentimentale nel recente passato e un'inclinazione a smussare con alcol e altre sostanze gli spigoli della vita. Anna è una madre che deve imparare a diventare madre. La fuga dal padre di sua figlia la conduce nel sud degli Stati Uniti, ai confini con il deserto. Ed è qui che Anna conosce, o meglio incontra di nuovo, il giovane: il figlio poco più che ventenne del suo vicino di casa. Da questo inizio prende avvio un doppio percorso: da una parte, l'irresistibile attrazione verso il ragazzo, la sua disinvoltura, la sua libertà, che coinvolge Anna in un legame appassionato, sofferto e contrastato; dall'altra, l'evoluzione del rapporto con la figlia, una bambina singolare, di un'intelligenza e maturità fuori del comune.


Cosa mi ha colpita:
Il celeste che sfuma nel blu della copertina. Una storia di passione proibita. Gli occhi sfocati di una donna drogata dalle sostanze e dal desiderio. Sono curiosa di vedere tutto questo a cosa porterà.


Quando mi piacerebbe leggerlo:
Ehm, ehm.  Dai, è proprio evidente che si tratta di un libro estivo :)
Al massimo vi concedo Settembre.



Titolo: Elizabeth è scomparsa
Autore: Emma Healey
Editore: Mondadori
Pagine: 285
Prezzo: 17 euro

Trama:
"Elizabeth è scomparsa!" è scritto sui fogli che Maud si ritrova nelle tasche, appiccicati al frigo, vicino al telefono, e per di più scritti a mano con la sua grafia. Maud sta diventando un po' smemorata e la sua presa sulla realtà a volte vacilla. Continua a comprare barattoli su barattoli di pesche sciroppate quando ne ha la dispensa piena, si dimentica di bere le tazze di tè che ha appena preparato, e scrive un sacco di appunti per ricordare a se stessa le cose. Non si dimentica però della sua amica Elizabeth, scomparsa e probabilmente in pericolo. Ma nessuno sembra darle retta, non sua figlia, non le infermiere che vengono a prendersi cura di lei, non i poliziotti, e nemmeno Peter, l'egoista figlio di Elizabeth. Maud è sospettosa, non ha la minima fiducia nelle loro rassicurazioni ed è determinata a scoprire cosa è successo. Ancora non sa che le sue smemorate ricerche stanno per condurla indietro di cinquant'anni, nell'Inghilterra dell'immediato dopoguerra, alla sua infanzia e a un mistero irrisolto che aleggia come un fantasma sulla sua famiglia: la scomparsa dell'adorata sorella maggiore Sukey. E se il mistero della scomparsa di Sukey contenesse la chiave per ritrovare Elizabeth? Emma Healey intreccia il potere ambiguo dei nostri ricordi con la forza dei sentimenti, in un puzzle misterioso dove i tasselli vengono mescolati di continuo fino all'ultima pagina.


Cosa mi ha colpita:
Oddio, questo libro mi attira come una calamita. Sa di antico, di dolce, di appassionante.
Aiuto, lo voglio!


Quando mi piacerebbe leggerlo:
Eh no. Questo è autunnale, perchè solo l'autunno ha quel sapore un po' antico, vintage, scambiato. Solo il fruscio delle foglie che cadono possono accompagnare questa lettura.



Titolo: Il cuore di tutte le cose
Autore: Elizabeth Gilbert
Editore: Rizzoli
Pagine: 636
Prezzo: 20 euro

Trama:
Nella Filadelfia di inizio Ottocento, una grande serra di piante e di idee, Alma nasce in seno a una delle famiglie più scandalosamente ricche del Nuovo Mondo. Il padre Henry è un botanico autodidatta e uno spregiudicato uomo d'affari che ha costruito la sua fortuna commerciando in chinino e altre piante medicinali. Sua madre Beatrix, un'austera studiosa olandese, alleva la figlia senza concessioni al sentimentalismo e alla frivolezza. Alma impara a leggere le ore osservando l'aprirsi e chiudersi delle corolle dei fiori, studia da vicino l'operosa natura che la circonda, cresce respirando scienza e cultura. Brillante e curiosa, ben presto si mette in luce nell'ambiente internazionale della botanica. 
E mentre si addentra sempre più nei misteri dell'evoluzione, l'uomo di cui si innamora la trascina nella direzione opposta: verso il regno della spiritualità, del divino, della magia. Se Alma è una scienziata razionale e concreta, Ambrose è un giovane idealista votato all'arte e alla purezza. Ma li unisce il desiderio appassionato e struggente di comprendere i meccanismi segreti che regolano il mondo e danno origine e senso alla vita.


Cosa mi ha colpita:
Il nome dell'autrice, sicuramente. Ho letto e riletto Mangia, prega, ama (trovate qui la mia recensione) ed il suo stile mi trasmette davvero tanto. Speriamo che questa storia, che dalla trama sembra affascinanante) non smentisca le sue capacità di scrittrice.
P.s. Pila, questo libro secondo me potrebbe piacerti :)


Quando mi piacerebbe leggerlo:
Lettura da posto chiuso e concentrazione. Magari in una biblioteca antica, sarebbe perfetto!






Eccoci arrivati alla fine anche di questo appuntamento. Spero di avervi regalato qualche spunto o di avervi incuriositi.
Come al solito, fatemi sapere quali titoli vi incuriosiscono, se li inserirete in wishlist o se li correrete a comprare!
Vi do appuntamento alla prossima puntata di Profumo di pagine nuove.

Buona vita e buone letture.